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L'intervista

Tisci: "Giusto ridurre la squadre, riforma morte dei dilettanti"

Il presidente del Comitato Regionale Puglia fa un punto della situazione del movimento pugliese e dice la sua sulla riforma dello sport

29 Dicembre 2020

Vito Tisci

Il presidente del CR Puglia Vito Tisci

Il conto alla rovescia è iniziato. Se tutto andrà per il meglio e la curva epidemiologica continuerà a scendere, il 15 gennaio il calcio dilettantistico di tutta Italia potrebbe finalmente ritornare in campo. Questa è anche la speranza del presidente del Comitato Regionale della Puglia, Vito Tisci, sempre al lavoro al fianco delle sue società e dei suoi tesserati per aiutarli in questo momento di grande difficoltà: “Oggi il nostro movimento è fermo con club e dirigenti che stanno seguendo alla lettera tutte le disposizioni contenute nel decreti del governo. Attività ferma a metà anche nella scuola calcio, con alcune società che stanno portando avanti allenamenti in forma individuale, mentre le altre lo faranno il prossimo anno”.

Ripartenza “Il Comitato della Puglia è sempre al lavoro” spiega Vito Tisci, che presenta anche il suo piano di ripartenza dei campionati: “Allineandoci all’attuale DPCM, abbiamo pianificato una ripresa degli allenamenti collettivi dal 15 gennaio. Quindi il 31 gennaio ed il 4 febbraio si giocherebbero le 10 gare da recuperare dei tornei dilettanti e le 30 partite del settore giovanile, per poi tornare in campo il 6-7 febbraio con il campionato. Nella stessa data prenderebbe il via anche la Juniores. Questa è la nostra agenda, ma è chiaro che bisognerà aspettare. Speriamo tutti che il vaccino, che inizierà ad essere distribuito a fine mese, possa fare effetto e che la curva dei contagi continui a scendere, in modo che sia il Governo che il Comitato Tecnico Scientifico permettano la ripresa dello sport di contatto”. Una voglia di tornare in campo condivisa anche dalle stesse società: “I dirigenti dei nostri club, che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro che stanno portando avanti, nonostante le difficoltà, non vedono l’ora di ripartire. Altri, invece, hanno palesato delle perplessità, chiedendo l’annullamento della stagione e preferendo aspettare la riapertura delle tribune con i tifosi che rappresenterebbero un boccata di ossigeno per le casse dei club. Noi riprenderemo il giorno in cui il governo ci darà il via libera per farlo”.

Piani B e C “La fine dei campionati? Abbiamo previsto sia un piano B che un piano C - prosegue Tisci - Prima di metterlo in pratica, però, sarà fondamentale il confronto con le società, per discutere e condividere il futuro. Ad oggi pensiamo di poter ripartire e terminare i campionati in maniera regolare”. A tale proposito, lungimirante è stata la decisione del presidente Tisci di ridurre le squadre: “Ad inizio anno ho sdoppiato in due gironi l’Eccellenza, riducendo a 14 le squadre per ogni raggruppamento. Stesso discorso in Promozione. Questa organizzazione ci dà la possibilità, anche ripartendo a marzo, di finire regolarmente i campionati entro fine giugno per poi giocare i playoff ad inizio luglio, senza bisogno di turni infrasettimanali. Ci sono altri Comitati, con gironi da 20 squadre, che hanno dovuto mettere in preventivo anche 8 partite in mezzo alla settimana”. Il tempo è stato galantuomo per Tisci: “Quando a fine settembre, alla presentazione dei calendari, ho spiegato queste novità, alcune società avevano mugugnato. Ma nel Comitato sapevamo che questo sarebbe stato un campionato particolare. Avevo avvisato i presidenti di non fare spese folli. Semmai, ad oggi, l’unico vero problema, sarebbe un ipotetico nuovo stop che rappresenterebbe un duro colpo per tutto il movimento”.

Futuro e progetti “Le società usciranno da questo periodo storico con le ossa rotte e fortemente indebolite”. Non nasconde la sue paure il numero uno del calcio pugliese, che aggiunge: “Il Comitato, i consiglieri ed i delegati provinciali saranno sempre vicinissimi ai club. Stiamo lavorando per avere delle convenzioni per quanto riguarda test rapidi e molecolari, così come per il trasporto delle squadre. Tutte iniziative utile per dare un sostegno ai club che, visto l’abbandono di molti sponsor, potrebbero avere grossi problemi economici. Dicianmo che questa situazione permetterrà di ricollocare il calcio dilettantistico nella giusta dimensione, con una revisione delle spese, senza esborsi economici folli ed inutili. Insomma torneremo ad essere dilettanti”.

Riforma dello sport Un altro tema al centro del dibattico politico-sportivo è la riforma dello sport avanzata dal ministro Spadafora e che tante polemiche ha sollevato. Anche il presidente Tisci dice la sua e lo fa senza nascondere usare mezzi termini: “è una riforma che ucciderà il dilettantismo. Sarà una vera e propria ecatombe. Come potranno i club assumere segretari o allenatori e versare i contributi? Il nostro movimento si basa esclusivamente sul volontariato. Altro problema è quello relativo all’eliminazione del vincolo sportivo. Abbassare l’età va bene, eliminarlo no. In questa maniera nessuno investirebbe più sui giovani e perderemmo migliaia di società in tutta Italia. Questi sono temi davvero delicati e sono sicuro che il governo rivedrà questa proposta. Perché, ripeto, la riforma dello sport così come è stata pensata, rappresenterebbe la condanna a morte per molte società dilettantistiche del nostro paese”.

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