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l'intervista

Vigor Perconti, Persia: "Questo sistema ha bisogno di ripartire"

Le parole del tecnico blaugrana sul momento attuale. C'è tantissima voglia di tornare a giocare

03 Gennaio 2021

Andrea Persia

Andrea Persia (Foto ©DeCesaris)

Il 2020 ha finalmente lasciato spazio al nuovo anno che, si spera, possa regalare di nuovo a tutti noi la tanto agognata normalità. E' assolutamente di questo avviso anche Andrea Persia, allenatore della Vigor Perconti, che non vede l'ora di tornare a guidare sul campo i suoi ragazzi: "Ormai sono passati ben cinque anni dal mio arrivo in questa società - esordisce il tecnico blaugrana - ho un bellissimo rapporto con tutti e posso dire con orgoglio e felicità di sentirmi parte della famiglia. In questo periodo senza calcio giocato come squadra stiamo continuando a seguire le indicazioni del protocollo in vigore procedendo con gli allenamenti individuali; per i ragazzi non è facile e per questo faccio loro i miei complimenti perché, nonostante tutto, stanno facendo il massimo per non saltare neanche una seduta. Gli allenamenti individuali secondo me inizialmente sono stati utili e necessari per salvaguardare la salute di tutti e per consentire ai ragazzi di svolgere attività fisica però, col passare del tempo, stanno diventando pesanti da gestire; abbiamo disperatamente bisogno di tornare a fare quello che amiamo nel modo in cui siamo stati abituati a farlo. A livello personale sto vivendo questo brutto momento un po' come tutti i miei colleghi, con preoccupazione ed un po' di frustrazione dettata dal fatto di esserci illusi con la ripartenza per poi esser fermati nuovamente dopo solo tre gare disputate. Mi risulta difficile mantenere alti gli stimoli dopo tutto questo periodo di inattività ma sono sicuro che una volta ricalcato il campo tutto tornerà come prima e sarà ancora più bello. Non essendo un virologo non so dire se il vaccino sia l'unica opzione percorribile per il nostro mondo: le società hanno già fatto tanti sacrifici e penso sia più corretto passare la palla agli organi competenti che decideranno cosa sarà più opportuno fare. L'unica cosa che so è che il sistema, non importa come, ha bisogno di ripartire perché molti ragazzi rischiano di smettere di giocare per sempre".

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