Cerca

l'intervista

Caso Corneto, parla D’Aponte: "Come può programmare un club in questa situazione?"

Il direttore sportivo dice la sua dopo i molteplici addii dei giorni scorsi e in seguito ad alcune dichiarazioni che hanno lasciato perplessa la società

14 Gennaio 2021

D'Aponte

D'Aponte

Il caso Corneto Tarquinia continua a tenere banco nonostante il campionato di Eccellenza sia ancora fermo e non si quando e se riprenderà. I numerosi svincoli dei giorni scorsi sono il frutto di un progetto che è crollato dopo appena cinque mesi. A tornare in merito alla questione è il direttore sportivo Daniel D'Aponte che, nelle prossime ore, potrebbe anche lui salutare i rossoblù. Intanto, il giovane dirigente prova a fare chiarezza anche in relazione a qualche dichiarazione recente che non è stata digerita dalla società. 

In queste ore si sta parlando molto delle vicende che sta vivendo la Corneto Tarquinia, cosa può dirci al riguardo?
"Non vorrei incorrere in facili cadute di stile, commento quindi con serietà e trasparenza quanto letto, mi riferisco alla recente dichiarazione di Silvagni. Rispetto da sempre il punto di vista di ognuno, ma ci sono almeno un paio di aspetti che credo sia giusto chiarire, per rispetto della società Corneto Tarquinia. "Non ho mai conosciuto il main sponsor, è stata la prima volta che mi sono accordato con un club telefonicamente": partiamo da qui. Ricordo a Lorenzo che i motivi per cui una prima bozza di accordo, poi regolarmente ratificato nel momento della firma del tesseramento, fu trovato telefonicamente era per via di suoi motivi lavorativi (era fuori regione), e ciò non rendeva possibile un incontro presso l'impianto sportivo "Bonelli". Stesso motivo che ha impedito poi a Lorenzo di essere presente nei primi giorni di preparazione in vista dell'inizio della stagione e che gli ha quindi impedito di conoscere di persona il main sponsor (tra le altre cose molto spesso presente durante i consueti allenamenti stagionali), visto che il primo giorno di raduno pre-season il main sponsor era presente al campo per il consueto discorso di inizio stagione. Altro aspetto importante che voglio chiarire è legato al fatto che, così si apprende dalle dichiarazioni rilasciate, "siamo stati completamente abbandonati a noi stessi temendo anche di non essere svincolati". Sinceramente non comprendo il bisogno di far passare il messaggio che la società abbia addirittura pensato all'eventualità di non svincolare i ragazzi che hanno richiesto lo svincolo, visto che in data 15 Dicembre la società ha pubblicato un messaggio all'interno del gruppo ufficiale della 1° squadra, in cui i tesserati potevano, cito testuali parole, "ritenersi liberi di decidere il proprio futuro". Comprendo la rabbia e la delusione di Lorenzo che sicuramente, come tanti altri elementi della squadra che ci hanno salutato in questi giorni, era convinto di poter vivere una stagione importante con la nostra società, ma non vedo il motivo per cui questa rabbia debba poi sfociare in un "gettare fango" sulla sua ex società. Non mi sembra corretto, infatti, che un calciatore debba giustificare i motivi di un addio gettando discredito su una società che lui stesso per primo aveva fortemente voluto, visto che anche lui nell'intervista sottolinea di "aver scelto Tarquinia anche oltrepassando il lato economico". Tutti noi siamo tristi ed arrabbiati per la situazione che sta vivendo il calcio dilettantistico, ma più in generale tutta l'Italia, ma non credo che la soluzione sia quella di fare sterili polemiche.
Il ragazzo ci ha chiesto di essere inserito in lista di svincolo, ed è stato accontentato. Non vedo un motivo valido per cui dover quindi andare necessariamente alla ricerca di un caprio espiatorio, lo reputo un comportamento disutile".

Quale sarà il futuro della Corneto Tarquinia?
"E' facile accusare la società di mancata chiarezza, ma provate a mettervi nei panni di una società, non parlo solo della Corneto, prendiamo una qualsiasi società dilettantistica. Cosa ne possiamo sapere noi società del futuro del campionato? Possiamo solo fare ipotesi, come tutti. Ai giocatori che chiedono programmi per il futuro cosa possiamo dire di certo?  E come può una società dilettantistica che sopravvive grazie al coraggio di presidenti imprenditori, o nel caso della Corneto Tarquinia che sopravvive sulle spalle di un imprenditore che ha deciso di investire sul calcio rivestendo i panni di main sponsor, programmare un'eventuale ripartenza senza sapere se e quando si ripartirà? Sono convinto, ahimè, che tante realtà dilettantistiche laziali e non, siano in seria difficoltà nel programmare un'eventuale ripartenza".

In queste ore si è vociferato di un possibile addio tra D'Aponte e la Corneto Tarquinia, può dirci qualcosa in più?

"Oggi sono a Tarquinia e penso al bene della società, domani chissà..."

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE