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L'intervista

Città di Cerveteri, Fabietti: "Vedo tanta ipocrisia intorno a questo movimento"

Il direttore sportivo dei tirrenici dice la sua senza mezzi termini, sperando di riprendere al più presto il campionato

03 Febbraio 2021

Fabietti

Fabietti

Il direttore sportivo del Città di Cerveteri, Sandro Fabietti, dice la sua sul delicato momento che il calcio dilettantistico sta attraversando con parole molto chiare: "C’è tanta ipocrisia da parte di presidenti e addetti ai lavori. La verità va detta proprio perché siamo ancora dentro ad una pandemia e la verità in riferimento alla ripartenza del campionato è una sola; determinati club che fino a poco tempo si proponevano come esempi dal punto di vista professionale ed economico, ad oggi hanno tirato i remi in barca poiché non hanno più i soldi per disputare degnamente un campionato importante come quello di Eccellenza. Certi presidenti provano, attraverso il Coronavirus, a non far trapelare la verità più dura e scomoda soprattutto per l’opinione pubblica e le rispettive tifoserie ossia che non hanno risorse materiali per proseguire la stagione. Sono tanti i club che hanno già "liberato" i calciatori più rappresentativi: queste società qualora si riprendesse non hanno proprio un undici valido da mettere in campo. A tali presidenti dico di essere onesti coi propri tifosi almeno poiché chi sta dentro al movimento calcistico come il sottoscritto le cose le verità le sa e le verità sono quelle che ho appena elencato. Attendo con ansia la ripresa del campionato poiché sarebbe la testimonianza concreta di ciò che sto affermando. Aggiungo che sono proprio i club cosidetti pieni di blasone e storia calcistica a nascondersi dietro la pandemia per non ripartire: questi club al momento non solo non si allenano ma non hanno più una squadra decente, proporzionata insomma al rango di cui sino a pochi mesi fa si vantavano di avere. È ora di farla finita con le barzellette perché qui parliamo di Eccellenza e non del calcetto tra gli amici con tutto il rispetto di chi ad oggi non lo può ancora praticare. Fare calcio a certi livelli è una cosa seria e non uno scherzo ne un passatempo per chi si auto proclama con una carica in un club e magari non sa neanche come e perché rotola un pallone su un rettangolo di gioco".

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