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L'INTERVISTA

T&T, 1ª Tavola Rotonda: parla il vincitore Alessio Buffolino

L'intervista integrale al difensore 2001 dell'Aranova che ha trionfato nel primo incontro di Talento & Tenacia

03 Febbraio 2021

T&T, 1ª Tavola Rotonda: parla il vincitore Alessio Buffolino

Alessio Buffolino, difensore dell’Aranova classe 2001, è vincitore della prima tavola rotonda della V edizione del Premio Talento&Tenacia, organizzato dall’Asilo Savoia e da Gazzetta Regionale. Di Alessio hanno capito la sincerità e le idee chiare, l’onestà e la determinazione. Un vero tenace, che affronta ogni sfida che la vita gli para davanti con il giusto spirito, convinto dei suoi mezzi e delle sue potenzialità e mosso da una passione ed un’ambizione che lo porteranno lontano.

Il confronto “In un momento come questo, fare la tavola rotonda in video conferenza era la miglior scelta possibile per il Premio. Mi sono trovato benissimo: la commissione ci ha spiegato come si sarebbe svolto il dibattito, tutti i giudici sono stati ospitali e ci hanno tranquillizzato mettendo noi ragazzi a nostro agio - esordisce - Si è creato subito un clima di confidenza, informale e ci siamo confrontati a fondo, come se ci conoscessimo da tempo, quindi sono molto contento di quest’esperienza”. Entrando nel dettaglio, si è cercato di far uscire il carattere di ogni ragazzo: “Dopo la presentazione di ogni candidato, abbiamo parlato delle nostre esperienze più negative riguardo lo sport. Personalmente, ho raccontato di quando due anni mi fa ho subito un brutto infortunio, giocando con la Juniores del Flaminia: facendo un contrasto con un avversario, il ginocchio mi ha ceduto. Fu una brutta esperienza, che però mi ha insegnato a non mollare ed a lottare e infatti sono tornato in campo - racconta il giovane difensore - Poi mi ha stupito molto il fatto che la commissione ci abbia chiesto la nostra opinione riguardo l’attuale situazione del calcio dilettantistico, messo in difficoltà dal Coronavirus. Ho apprezzato tanto il fatto che ci sia stata l’opportunità di dire la mia opinione, di esporre quelle che secondo noi ragazzi potrebbero essere delle soluzioni interessanti”. Buffolino, a tal proposito, non ha dubbi: “Per me già è sbagliata la distinzione tra la Serie D e l’Eccellenza, con la prima che sta giocando e la seconda ferma da settimane. Secondo me anche l’Eccellenza dovrebbe riprendere il campionato con gli stessi protocolli validi per la D, tra tamponi e controlli vari. Poi, si potrebbe procedere divisi a scaglioni, categoria per categoria: se in Eccellenza tutto procede bene, allora si potrebbe ripartire con la Promozione, anche perché attorno a queste due categorie girano più interessi economici e poi si valuta pure per quelle inferiori”.

Lontani dal campo La prima quarantena più questo secondo stop sono stati difficili da digerire: “Quello che mi sta mancando di più è lo spogliatoio. Sono un ragazzo che si lega molto ai compagni di squadra: oltre ovviamente all’adrenalina pre-partita, che sia sabato o domenica, sento molto la mancanza del divertimento in gruppo. Quelle battute, quella spensieratezza che si ha andando al campo, non pensare ad altro che al calcio”. Sensazioni che però non hanno mai scalfito l’amore per il rettangolo verde: “Non ho mai pensato, neanche per un attimo, di lasciare il calcio, sono stato sempre convinto. Conosco persone che lo hanno fatto e capisco anche i loro motivi, ma personalmente senza pallone non so stare quindi il pensiero non mi è mai passato per la mente”. Ma in campo che tipo di giocatore è Buffolino? “Sono un difensore centrale che si può adattare a giocare anche da terzino destro. Sono grintoso, in campo non mollo mai e non mi do mai per vinto. Un mio difetto è che a volte fuoriesce troppo di questa grinta, protesto molto con gli arbitri e prendo qualche ammonizione di troppo, però credo sia un sintomo di personalità - prosegue il classe 2001 - Un’altra caratteristica che penso mi abbia contraddistinto negli anni è l’umiltà: in squadra i gregari, i giocatori più esperti, hanno spesso e volentieri da ridire con gli under, quindi sono uno che sta in silenzio e che lavora, preferisco far parlare il campo”.

Calcio e studio Per il giovane calciatore è la prima annata in rossoblù: “Sono arrivato in estate all’Aranova dopo esser stato in Serie D con il Flaminia e devo dire che mi sono trovato benissimo. Qui c’è veramente un gruppo fantastico e la distinzione fra giocatori più grandi e più giovani non è marcata. Siamo tutti molto uniti e questa situazione è stupenda, sembra un sogno. Personalmente non ho trovato troppo spazio nella prima parte di stagione, ma mi sono sempre allenato con impegno, convinto che presto o tardi la mia occasione sarebbe arrivata”. La ricetta vincente, in un periodo complicato come questo, è semplice: “Lo sto affrontando con il giusto spirito. Il mister ed il direttore ci hanno detto di farci trovare sempre pronti, perché non si sa mai quando si potrebbe riprendere e quindi dobbiamo pensare ai nostri obiettivi. Non vediamo l’ora di tornare in campo e non stacchiamo mai la testa dal campionato. Ci divertiamo in allenamento, rispettiamo le regole e ci teniamo in contatto, pronti a ricominciare a giocare”. Fuori dal campo, invece, Alessio è uno studente, ma anche in questo caso determinazione e perseveranza non mancano: “Studio, frequento la facoltà di Economia e Commercio all’Università Roma Tre. Sto dando i primi esami e sto ottenendo buoni risultati: punto a laurearmi e spero che la laurea mi offra grandi opportunità, coma anche di trovare un lavoro che spero di poter conciliare con il calcio - chiude Buffolino - Sul fronte sportivo, invece, ho un obiettivo chiaro: quello di arrivare al professionismo. Non pretendo di arrivare in Serie A, so che è difficilissimo, ma voglio essere un professionista, anche giocare in Serie C sarebbe un sogno. E non m’importa se ci riuscirò a 20 o a 35 anni. Il mio obiettivo è questo: secondo me è importante fissare traguardi ambiziosi, sia nello sport che nella vita”.

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