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L'intervista

Civitavecchia, D'Aponte si presenta: "Per me un sogno che diventa realtà"

Le prime parole dell'ex Corneto da nuovo direttore sportivo della compagine nerazzurra

05 Febbraio 2021

D'Aponte

D'Aponte (Foto ©Civitavecchia)

L’arrivo del nuovo DS Daniel D’Aponte getta sicuramente nuova linfa al Civitavecchia. Da un triennio è uno dei protagonisti indiscussi del movimento calcistico di Promozione ed Eccellenza, con i risultati, seppur la giovane età di Daniel lo contraddistingua dagli altri DS, che sono indubbiamente dalla sua parte. Il suo inizio è datato 2018 alla corte di patron Villotti, in quella stagione alla sua prima esperienza in un campionato di Promozione la Csl mise nel carniere un ottimo settimo posto. Se togliamo le prime due gare di quest’anno della Corneto, tra l’altro un due su due con il DS D’Aponte che aveva allestito una compagine pronta al salto di categoria, il risultato più importante Daniel lo ha conseguito nella stagione 2019/2020 al Città di Cerveteri. Dopo un campionato condotto sempre nelle primissime posizioni, il break forzato per il Covid19 aveva trovato il Cerveteri meritatamente in vetta, si è regalato con la società dopo anni di attesa la promozione in Eccellenza. Da ieri Daniel porta con se tanta voglia di far bene, crescere ancora nell’ambito calcistico e, soprattutto, la possibilità di dare tutto ciò nella sua città negli anni a venire.

Benvenuto Daniel, a te la presentazione. "Sono molto felice, era un po’ che lo desideravo e sognavo di essere qui. Un sogno nel cassetto che diventa realtà. Vorrei aprire una piccola parentesi, soprattutto per non snaturare e dare il giusto risalto a quanto è avvenuto in questo mio percorso calcistico. Un ringraziamento, senza nulla togliere a Cerveteri e Corneto con cui ho vissuto momenti eccezionali ed emozionanti, va alla CSL che nel 2018 ha creduto in me dandomi la possibilità di iniziare questa mia avventura nel calcio dilettantistico laziale. Il desiderio poi di essere qui in neroazzurro ha fatto il resto, non ho indugiato un attimo e non potevo non rispondere alla chiamata di patron Presutti. Lavorare per la squadra che porta il nome della propriamente città, portare a vanto il nome della città stessa è qualcosa di unico e stimolante sotto il profilo sportivo ed umano".

Grazie ai social vedo che tu fai spesso spola tra i campi delle serie maggiori, c’è sempre qualcosa da imparare. "Guarda ieri ero in Sardegna mentre la settimana scorsa ero a Torre Annunziata per assistere alle gare in programma. Credo che il calcio non sia un libro da studiare e imparare a memoria ma tutto fa esperienza, accresce la visione che si può avere del pianeta calcio. Bisogna sempre prendere ad esempio quanto avviene in altre realtà, in special modo se di serie maggiori. In questa maniera c’è anche la possibilità di visionare giocatori e giovani promettenti. La conoscenza è fondamentale".

Passiamo all’oggi, tu arrivi qui e, se dovesse riprendere, trovi una squadra che in un anno ha giocato solo tre gare ufficiali. Quale potrebbe essere l’impatto? "Penso che sia un anno talmente complicato che è difficile fare previsioni, visto e considerato che il Civitavecchia ha fatto sole tre gare in un anno. Non sarà facile tornare in campo anche se la Vecchia ha un organico importante, non dimentichiamoci che ad inizio stagione era reputata tra le possibili protagoniste. Quello che la contraddistingueva dalle altre era l’affiatamento del gruppo e un percorso iniziato praticamente due anni prima con la vincita della coppa Italia".

Secondo te la civitavecchiesità dei suoi componenti potrebbe influire positivamente? "Giocare con la maglia della propria città da altri stimoli, ha un peso differente e spinge verso i propri limiti. Civitavecchia poi ha un bagaglio calcistico importante, ci sono tantissimi talenti che hanno solo il bisogno di trovare la loro identità. Si può solo lavorare e crescere con loro".

Riprendere ora o aspettare la prossima stagione? "Io sono in linea con quanto affermato dal presidente Presutti sui giornali pochi giorni fa. Se il bisogno è quello di far ripartire il calcio per il sociale allora la ripartenza dovrà essere per le giovanili e non per l’Eccellenza. L’integrazione, il gruppo, la coabitazione per uno scopo e la possibilità di passare del tempo grazie allo sport aiuterebbe sicuramente più i ragazzi. Logicamente se bisognerà ripartire noi ci faremo trovare pronti. Domani (oggi ndr) comunque dovrebbe essere la giornata campale per capire se ripartire o meno, e noi ci adegueremo su quanto ci verrà indicato. Concludendo. Vorrei solo ringraziare Patrizio, ndr il presidente Presutti, per l’opportunità che mi ha dato. Lavorare, portare a vanto i colori della mia città e essere spalla a spalla con mister Caputo è motivo d’orgoglio. Sicuramente mi spingerà a fare più che bene, o almeno a mettere tutto me stesso".

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