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L'intervista

Virtus Torre Maura, Testaguzzi: "Il club giusto per la mia crescita calcistica"

Il racconto del capitano della Virtus Torre Maura: "Molti dei miei compagni hanno contratto il virus e hanno avuto paura di tornare ad allenarsi. Dal canto mio non ho mai smesso di allenarmi"

05 Febbraio 2021

Testaguzzi

Testaguzzi

Prosegue il nostro consueto incontro con i capitani delle squadre giovanili del calcio dilettantistico laziale. La squadra in questione è la Virtus Torre Maura e sentiremo le parole del capitano Andrea Testaguzzi che ci racconterà qualcosa in più su di sé, su come sta vivendo questo particolare periodo storico e del suo rapporto con la società. Il giovane capitano inizia subito parlando della società e della sua squadra: "Io in questa squadra sono arrivato a luglio. Per me è il primo anno, ma dal primo giorno sono stato accolto molto bene dalla squadra, dal presidente e dai direttori sportivi. Dentro di me mi sono detto che questa era la squadra che volevo e che sarebbe stata società giusta per la mia crescita calcistica. Mister Fusco per me è come un padre, da quando sono arrivato mi è piaciuto subito a primo impatto perché mi sembrava un allenatore che ci mette la passione per quello che fa e soprattutto che prende in considerazione ogni giocatore e che ti permette di crescere a livello tecnico". Il covid-19 è entrato gamba tesa nella testa di tutti i ragazzi che avevano come obiettivo solo quello di divertirsi e giocare a calcio. La Virtus Torre Maura, purtroppo, è stata colpita direttamente poiché molti ragazzi hanno contratto il virus e, Testaguzzi loro compagno e capitano, ci ha raccontato come ha vissuto questa situazione sia la la sua squadra che li a livello personale. Inoltre ci ha anche detto il motivo per il quale vorrebbe che il campionato ripartisse: "Questa situazione di emergenza alla nostra squadra ci ha molto penalizzati perché molti nostri compagni hanno contratto il virus e hanno avuto molta paura di tornare ad allenarsi, siamo stati costretti a fare la quarantena e abbiamo perso quasi un mese di allenamenti purtroppo ad ottobre proprio la settimana in cui iniziava il campionato non siamo potuti scendere in campo per via del COVID. Io in questa situazione di pandemia mi sono sempre allenato anche nel primo lockdown sono andato da solo o con i miei compagni a correre al parco perché a me piace allenarmi e io queste cose le faccio con passione e anche con uno scopo che quando si tornerà in campo tu ti senti meglio dei tuoi avversari ed è un grosso vantaggio  – continua - Io spero che il campionato possa ricominciare il più presto possibile perché sto vedendo in giro che molti ragazzi hanno lasciato il calcio per colpa di questo terribile virus e poi anche perché la domenica mi manca entrare in campo e stare con i miei compagni a soffrire per le sconfitte e a gioire per le vittorie". Con uno sguardo ad un possibile futuro il capitano ipotizza anche un possibile obbiettivo: "Il nostro obiettivo è salvarsi perché rispetto agli altri stiamo un po’ indietro e poi anche perché ci manca qualche elemento per puntellare La rosa per competere con le squadre del nostro campionato perché ci sono squadre molto organizzate . La mia squadra ogni allenamento sta crescendo sia mentalmente che tecnicamente perché ci stiamo impegnando molto in vista di un possibile campionato e noi non ci vogliamo trovare impreparati, spero che arrivi qualcuno che ci dia una mano". In chiusura il capitano ci racconta in quale giocatore si rappresenta e il perché di questa scelta: "Il mio idolo è Ciro Immobile anche se gioco in difesa perché vedendolo giocare ti trasmette una voglia tremenda per questo sport. Per il mio ruolo invece mi ritrovo in Bastoni perché è mancino come me ed abbiamo anche la stessa altezza. In alcuni movimenti difensivi siamo molto simili. Un altro difensore che ammiro è Acerbi perché anche me piace portare molto il pallone come quando lui gioca sul centrosinistra, cosa che al mio mister non piace molto [ride]".

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