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L'intervista

Marcello Zera: "Non sono d'accordo sul format, protocollo ancora da chiarire"

Il direttore generale del Ferentino dice la sua sulle tematiche affrontate da Lega e Comitati per l'eventuale ripresa del campionato 

24 Febbraio 2021

Marcello Zera

Il direttore generale del Ferentino, Marcello Zera

Eccellenza sì, Eccellenza no. E' questo il dubbio che attanaglia le menti di tutti gli appassionati del calcio dilettantistico, degli addetti ai lavori e delle società, le prime che dovranno risistemarsi per cercare di portare a termine l'ennesima stagione tormentata sempre in caso di ok definitivo della FIGC. Ad analizzare le tematiche emerse nella riunione dello scorso 5 febbraio è il direttore generale del Ferentino, Marcello Zera. "Già prima della riunione noi come Ferentino non eravamo del tutto convinti di ripartire. Detto questo, se ci sarà il via libera noi ci saremo anche se ancora aspettiamo ulteriori chiarimenti sul protocollo sanitario, in particolare sulla questione dei tamponi. Se è vero che il costo dei test dobbiamo anticiparlo noi questo andrà a pesare sull'economia di tutte le società e di conseguenza anche i rimborsi dei calciatori andrebbero ritoccati. Anche riguardo il format non c'è ancora nulla di ufficiale. Secondo me con le tempistiche siamo indietro e bisognerà aspettare come minimo il 5 marzo. Ma non dimentichiamo che siamo comunque legati alle decisioni del Governo e al quadro generale della pandemia". E in particolare, sul tema del blocco delle retrocessioni il dirigente amaranto afferma: "Personalmente non sono d'accordo. Molte società manderanno via diversi giocatori e scenderanno in campo con i giovani. Per carità, sotto il profilo della loro valorizzazione questo potrebbe rappresentare un aspetto positivo, ma il campionato che ne uscirà fuori sarà inevitabilmente falsato. Se dobbiamo ripartire dobbiamo farlo con criterio, con i play off per chi si giocherà la Serie D e i play out o retrocessioni dirette per chi lotterà per salvarsi, in maniera tale che ci siano degli stimoli. Chiaramente molti presidenti approfitteranno di questa situazione e se potranno risparmiare qualche mensilità di rimborsi manderanno via più di qualche giocatore. Inoltre, ho diversi dubbi anche riguardo il protocollo medico ad iniziare dal fatto che se un giocatore risulta positivo potrà rientrare solo dopo 30 giorni, senza dimenticare che comunque il rischio di rinviare le partite ci sarà sempre come sta accadendo in Serie D. Le incertezze sono tante, a noi piace il calcio e ripartire sarebbe bello per tutti, ma non credo che sarà facile venirne fuori".

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