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L'INTERVISTA

T&T, 4ª Tavola Rotonda: parla il vincitore Lorenzo Mastrangeli

L'intervista integrale al portiere classe 2000 del Real Rocca di Papa che ha trionfato nel quarto incontro di Talento & Tenacia

24 Febbraio 2021

Lorenzo Mastrangeli

Lorenzo Mastrangeli, portiere del Real Rocca di Papa

Lorenzo Mastrangeli, portiere classe 2000 in forza al Real Rocca di Papa, è il vincitore della quarta tavola rotonda della V edizione del Premio Talento&Tenacia. Ha prevalso l’entusiasmo di un ragazzo educato e sincero, che non ha nascosto la sua ambizione e la sua determinazione, abbinando intelligenza e carattere.

Dentro il confronto “Mi sono trovato davvero molto bene. È stata un’esperienza che non avevo mai provato prima: ho trovato interessante potermi confrontare con la commissione su temi importanti, come anche ascoltare le considerazioni degli altri candidati proprio su tematiche che non riguardassero il campo o il calcio giocato - esordisce raccontando le sue prime impressioni sulla tavola - Ho trovato dei ragazzi, coetanei, simpatici e molto consapevoli del momento che stiamo attraversando, penso che alla fine sia venuto fuori un bel confronto, divertente e stimolante. Non mi aspettavo di vincere, a dire la verità non sapevo proprio cosa aspettarmi, sia prima che dopo la tavola rotonda: sono stato davvero sorpreso e felice di questo risultato”. Per far uscire la tenacia di ogni candidato, non è stata la classica chiacchierata: “È stata senza dubbio diversa dal solito, perché non riguardava solo il calcio. Mi sono approcciato alla tavola rotonda con molta curiosità, senza pregiudizi e mi sono trovato a mio agio nell’esprimere ciò che pensavo. Abbiamo trattato argomenti complicati, ma credo sia stato molto utile poter discutere di altro rispetto al campionato o al nostro gioco. C’è stata una visione a tutto tondo di quello che è il mondo sportivo, è stato complicato ma bello e particolarmente interessante”. Un passaggio sempre molto rivelatorio della personalità dei ragazzi è quello che riguarda i momenti duri vissuti durante la loro giovane ‘carriera’: “Ho raccontato un episodio preciso, che ricordo bene: due anni fa, facevo la categoria Juniores, giocammo da terzi in classifica contro la seconda e venimmo sconfitti 3-1 in rimonta pur avendo offerto una grandissima prestazione - spiega il 2000 - Al termine della sfida, purtroppo, lo spogliatoio si è spaccato, il gruppo si è praticamente distrutto: per me questa è la cosa più brutta che possa capitare giocando a calcio, ovvero che un risultato vada a condizionare totalmente l’armonia di una squadra ed il clima di una stagione”.

In campo Adesso, ovviamente, la mancanza del campo si fa sentire: “La voglia di ricominciare è davvero tanta, per tutti, e spero che lo si possa fare nel modo più sicuro possibile per tutelare chiunque sia coinvolto in questo panorama, dai giocatori ai membri delle società sportive - continua Mastrangeli, che poi racconta le emozioni che ha provato in questi mesi - Durante la quarantena di marzo scorso stavo già attraversando un periodo in cui ero senza squadra, quindi sono stato lontano dal campo per diversi mesi. In realtà è stato per me un periodo utile, che ho utilizzato per mantenermi in forma allenandomi spesso, anche con un personal trainer: ho avuto questa fortuna, non da tutti, e mi sono impegnato molto per esser pronto per il nuovo campionato. Questa stagione, invece, è stata totalmente diversa perché ho trovato una nuova squadra, in Eccellenza fra l’altro, cosa per me nuova, e questo mi ha permesso di ritrovare il ritmo. Doversi fermare nuovamente ha tolto ancora più spazio a noi under, che già di solito veniamo impiegati di meno: in questi mesi abbiamo perso tempo ed esperienza che potevamo guadagnare sia allenandoci che giocando partite con giocatori più esperti di noi che potevano aiutarci a migliorare”. Capitolo campionato, tra aspettative e punti di forza: “Quest’anno ancora non sono riuscito ad esordire. Gioco nel Real Rocca di Papa e siamo partiti ad inizio anno con una buona vittoria in Coppa Italia, mentre in campionato in seguito siamo stati un po’ più sfortunati. Ero ancora in attesa di poter esordire la domenica, prima di tutta questa situazione: nonostante questo sia in amichevole che in allenamento ho potuto mostrare le mie qualità e sfruttare i consigli che i giocatori più grandi mi avevano dato. In campo punto molto sulla reattività e sulla velocità tra i pali, mi piace controllare sempre la posizione per esser pronto in ogni frangente di gara - prosegue il giovane portiere - Mi piace giocare anche abbastanza alto in realtà, nella fase di possesso palla o di impostazione della manovra a partire dalla difesa. Ma anche quando dobbiamo difendere mi piace stare relativamente vicino ai difensori di in modo da essere per loro un supporto in più”.

Presente e futuro Immancabile poi un’analisi riguardo le decisioni sul mondo sportivo, su cui Lorenzo ha un’opinione deciso: “Abbiamo anche discusso dell’attuale situazione sportiva in Italia, dal blocco dei campionati dilettantistici alle misure di protezione adottate dal Governo. Ho detto chiaramente il mio pensiero: per me è stato giusto imporre lo stop ai nostri campionati. Lo penso in base ad esperienze personali, dato che un mio amico a causa del Covid ha perso il padre. Quindi per tutelare chi è più a rischio di noi giovani, soprattutto parenti, è stato giusto fermarci”. Infine, uno sguardo al futuro, non solo in campo: “Studio all’università, sono al primo anno e frequento la facoltà di Scienze storiche per le comunicazioni internazionali. Dopo la laurea mi piacerebbe continuare un percorso in abito giornalistico, mi affascina pure il settore televisivo, magari potrei frequentare dei master in sceneggiatura - conclude Lorenzo Mastrangeli - Per quanto riguarda il calcio, non appena tutto ripartirà come prima, l’obiettivo è quello di arrivare nel professionismo. Senza porsi limiti, ma consapevole delle difficoltà che ci sono per farlo, che sono tante”.

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