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L'intervista

Ridolfi: "Tifo per la ripartenza, non dimentichiamoci delle giovanili"

Il direttore generale dell’Unipomezia analizza il momento a 360 gradi, augurandosi di riprendere in Eccellenza ma anche con i più piccoli 

26 Febbraio 2021

Marco Ridolfi

Marco Ridolfi, DG dell'Unipomezia (Foto ©Unipomezia)

Marco Ridolfi, direttore generale dell’Unipomezia, dice la sua sul momento di grande incertezza che sta riguardando la possibile ripartenza del campionato di Eccellenza, per poi passare in rassegna anche lo stop delle giovanili che come vedremo rischia di indirizzare le generazioni di oggi sempre più verso contesti negativi. Partendo dalla ripresa/non ripresa dell’attività della prima squadra il dirigente afferma: "Se dopo la riunione del 5 febbraio eravamo tutti ottimisti e sembrava quasi che potessimo tornare a giocare il giorno successivo, oggi siamo invece tutti molto preoccupati. Purtroppo nessuno ci ha indicato con esattezza quello che dobbiamo fare e non sappiamo ancora se ci sarà realmente la possibilità di ricominciare. Siamo stati lasciati soli, non abbiamo un interlocutore, questa è la realtà. Personalmente nutro comunque ancora un pizzico di fiducia e tifo per questa ripartenza, anche perché il fatto che il mercato sia stato prolungato mi fa ben sperare. Inoltre, se l’Eccellenza non dovesse ripartire si andrebbe poi ad inquinare anche la Serie D e diventerebbe tutto ancora più surreale. Perciò, non so con quale format, se giocando mercoledì e domenica, ma spero si trovino i tempi e i modi per far concludere il campionato. Una società virtuosa come la nostra non aspetta altro che ripartire, non farlo ci danneggerebbe considerati gli obiettivi e gli investimenti compiuti ad inizio anno. Sarebbe giusto far ricominciare anche le altre categorie, quindi dalla Promozione in giù non lasciando scontento nessuno, ma ciò che secondo me ha più necessità di rimettersi in moto è il settore giovanile. Non dimentichiamoci che i ragazzi stanno buttando il secondo anno consecutivo e lo sport è un’importantissima ancora a livello sociale. Oggi, senza la scuola e senza lo sport si rischia di far incappare questi giovani in percorsi alternativi e che potrebbero portali su cattive strade. Perciò ripeto, ho ancora speranza per la ripresa della prima squadra ma non dimentichiamoci dell’importanza delle giovanili". 

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