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L'intervista

Tevere Roma, Lungarini: "Essere capitano ora conta di più, incoraggio tutti"

Parole di grande responsabilità per il giovane giallorosso: "La situazione ci ha colti di sorpresa. Gli allenamenti sono un modo per socializzare e provare a tornare alla normalità"

26 Febbraio 2021

Matteo Lungarini

Matteo Lungarini, capitano della Tevere Roma

Ci sono tanti dubbi e perplessità sulla conclusione della stagione 2020-21 per tutti i campionati giovanili. Lo stop legato alla pandemia si è protratto più del previsto e nonostante la voglia di tutti di tornare a calcare i campi non si può ancora porre una data certa per il ripristino delle attività. La campagna vaccinale prosegue e consente di tenere accesa la fiaccola della speranza, a cui la maggior parte dei ragazzi si è aggrappata per non abbandonare questo sport. In questo momento complicato proseguiamo con la rubrica di interviste ai capitani dell’U17 con l’obiettivo di dar voce ai protagonisti, privati del campionato per quasi tutto il 2020. Ha risposto alle nostre domande il capitano classe 2003 Matteo Lungarini del Tevere Roma, compagine inserita nel girone A del campionato regionale. "Nessuno si aspettava questa situazione, ci ha colto di sorpresa. All’inizio è stato demoralizzante apprendere di non poter fare le partite, soprattutto in allenamento. Poi con il tempo, grazie all’amicizia che lega il gruppo, siamo riusciti ad affrontare la situazione". Alcuni coetanei invece hanno scelto di mettere da parte il calcio, abbandonandolo forse prematuramente: "Il pensiero credo ci sia stato per tutti, ma per me è durato poco. Quando ci hanno permesso di ricominciare questa estate abbiamo dovuto affrontare due periodi di quarantena. È stato destabilizzante non poter uscire per un mese dopo tanto tempo a casa quando invece era possibile farlo". Il capitano, anche tra ragazzi così giovani, ha spesso qualche responsabilità in più, soprattutto nei momenti difficili: "Sento questa responsabilità da quando è iniziata la pandemia. Ora c’è molta meno gente agli allenamenti sia per il fattore maltempo sia per il covid, la voglia è diminuita. Da capitano incito tutti a venire agli allenamenti perché è un motivo per socializzare ed un modo per tornare alla normalità. È meglio che stare a casa a non fare niente dato che i momenti per stare insieme sono sempre meno". E sono diversi rispetti a prima; ora, infatti, la settimana è scandita dagli allenamenti individuali, che sono diventati la normalità: "Sì, il mister ci lascia un po’ di libertà, non pensa solo all’aspetto atletico e ci fa divertire. Il campionato non è in procinto di ripartire quindi stiamo facendo cose leggere. La voglia di tornare ad allenarci seriamente c’è ma il primo pensiero ora è socializzare”. E anche se ancora non si intravede la luce verde della ripartenza gli obiettivi di Matteo e del Tevere Roma non sono stati modificati dal secondo stop: “L’obiettivo all’inizio era di andare a caccia del primo posto perché eravamo pronti sia mentalmente che fisicamente e oggi è ancora così. Siamo tutti carichi per dare il massimo e vogliamo prendere la categoria arrivando nelle prime tre posizioni data la difficoltà del campionato. Quando si ripartirà dovremo iniziare come avevamo finito, spingere per arrivare al top della forma fisica". E gli obiettivi per Matteo, che considera la società, i compagni e il mister come una grande famiglia, sono anche molto personali: "Per prima cosa voglio ricominciare al più presto per dare quello che davo prima. Per due anni sono stato in testa alla classifica marcatori e mi sarebbe piaciuto ripetermi in questa stagione. Voglio dare il massimo per arrivare primo sia con la squadra trascinandola con i miei gol". 

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