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Lazio: Ferrante-Mancino-Schuan al top. Difesa da rivedere

L'attacco di Tommaso Rocchi continua a fare bene ma la retroguardia soffre troppo

08 Marzo 2021

Lazio Under 18

L'Under 18 biancoceleste ©Lazio

Contro il Sassuolo è arrivato il terzo pareggio consecutivo della Lazio, il secondo di fila dopo la ripresa dei campionati. Il 2-2 contro i neroverdi è un segno X dal retrogusto sicuramente amaro considerando che gli ospiti hanno trafitto la porta di Di Fusco nei minuti di recupero. La prestazione dei biancocelesti resta sicuramente più che positiva a livello generale. Il tecnico Tommaso Rocchi può ritenersi sicuramente soddisfatto dell'armonia con cui si muove il reparto avanzato. Mancino e Ferrante a supporto di Schuan hanno dimostrato di aver trovato gli automatismi giusti. Merito di mister Rocchi che a proposito di movimenti offensivi e di gol ne sa qualcosa, per usare un eufemismo. Oltre il gol di Castigliani, forte 2003 in pianta stabile con la Primavera, che all'esordio stagionale riuscì a segnare all'Atalanta, ed oltre alla marcatura di Troise contro il Milan, gli altri 8 portano tutti la firma del devastante trio assemblato dalla Lazio. Anche la sfortunata autorete emiliana di Cavallini è stato frutto di una giocata del tandem Mancino-Ferrante. Due spine nel fianco di qualsiasi difesa, a tratti incontenibili. Classe, qualità e rapidità hanno fatto sì che i due funambolici fantasisti abbiano messo in apprensione tutte le difese affrontate, a dimostrarlo sono i numeri. Ma se loro, cresciuti e maturati nel settore giovanile capitolino, non sono una novità, una piacevole sorpresa è sicuramente Muhammad Schuan. Il bomber proveniente dalla Vigor Perconti, società con la quale aveva fatto intravedere cose più che interessanti, sembra giochi nel professionismo da anni. Nei pochi mesi alla Lazio, la maggior parte dei quali senza partite ufficiali, gli hanno consentito di crescere sotto tutti i punti di vista. Abilissimo nella difesa del pallone e nella gestione dei palloni sporchi, con l'aquila sul petto pare abbia compiuto anche quello step decisivo in quanto a lucidità e scelte adottate. L'assist di pregevole fattura in favore di Mancino in occasione del vantaggio laziale non è che una riprova. Al contrario, la retroguardia biancoceleste continua ad incassare tanti, troppi, gol. Domenica mattina, nonostante la comunque positiva prova generale del pacchetto arretrato (uno su tutti Zaghini), la Lazio ha subìto altre due reti che portano ad 11 le volte in cui è stata violata la porta laziale. Spetterà a Tommaso Rocchi trovare le misure giuste per far sì che le stesse situazioni non si ripresentino. Tali soluzioni andranno però trovate al più presto, anche perché nel prossimo turno ci sarà il Parma di Chaka Traorè, baby prodigio classe 2004 che fa la spola tra Primavera e Under 18. Da capire anche le condizioni di Antonio Troise, apparso sotto tono ieri mattina. Non va dimenticato però che si tratta di un classe 2005 dalle qualità importantissime. La scelta consapevole della Lazio è stata quella di farlo scendere in campo al cospetto di ragazzi due anni più grandi di lui. Col Sassuolo ha evidentemente faticato, una lezione di cui far tesoro, uno step necessario per il compimento di un processo di crescita notevole. Le carte in regole per fare belle cose ci sono tutte. Da sottolineare anche la prova di Coulibaly, l'ultimo arrivato in casa Lazio. Ha saputo architettare la manovra biancoceleste con qualità e soprattutto quantità. Deve sicuramente affinare quei dettagli tecnici che a lungo andare faranno la differenza, ma il materiale su cui lavorare c'è. 

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