Cerca

L'intervista

Gaeta spiega il no della Vis: "Scelta di buon senso, esposti a troppe criticità"

Il Presidente prende la parola e analizza al dettaglio la questione ripartenza, chiarificando alcuni punti che hanno indotto la società a non ricominciare

10 Marzo 2021

Marco Gaeta

Il presidente rossoblù, Marco Gaeta (Foto ©Vis Sezze)

Nonostante il parere favorevole dalla FIGC per la ripresa del campionato Eccellenza, la stagione 2020/2021, interrotta lo scorso 25 ottobre 2020, dopo appena cinque giornate disputate, è ben lontano dal riprendere in maniera serena. Dopo il rifiuto di alcune società a riprendere la stagione in corso, anche la Vis Sezze ha annunciato che non è intenzione della società ricominciare a disputare un campionato per forza di cose anomalo, che andrebbe incontro a diverse criticità. Ecco, dunque, l'intervento del presidente Marco Gaeta, il quale ufficializza la decisione della società, spiegandone con puntualità i motivi. "Inizio precisando un aspetto fondamentale: questa è una stagione nata tra mille difficoltà e grandi incertezze, causa pandemia. Abbiamo disputato solo cinque partite di campionato e siamo reduci da circa cinque mesi di inattività. Dopo una lunga attesa per capire cosa sarebbe accaduto in merito al campionato d’Eccellenza, tra sabato 6 e domenica 7 marzo abbiamo ricevuto una mail dal Comitato Regionale Lazio, nella quale si chiedeva alle società di esprimere un parere sulla plausibile ripartenza del campionato, dando alle stesse società 36 ore di tempo per rispondere (entro le ore 14 dell’8 marzo). Domenica 7 marzo ci siamo riuniti con tutto il consiglio direttivo e abbiamo deciso all’unanimità che la Vis Sezze non avrebbe accettato di proseguire con il campionato 2020/2021. Sono diversi i motivi che ci hanno spinto a prendere questa decisione. Iniziando dall’analisi dell’aspetto sanitario, perché nel bel mezzo di questa pandemia, con tutto quello che sta accadendo, tra possibili nuovi lockdown e nuove varianti del virus, con contagi, malati e morti in aumento, non ci sembra opportuno porre i nostri tesserati di fronte a un alto rischio di contagio. La positività di uno di loro costringerebbe il gruppo squadra in quarantena, con ripercussioni anche sulle loro vite personali. Del protocollo sanitario da rispettare in caso di ripartenza, che ci è stato annunciato come coincidente con quello proposto per la serie D, noi, a oggi, non conosciamo gli aspetti maggiormente sensibili, procedurali e organizzativi. Il secondo aspetto è prettamente organizzativo: ci è stato chiesto se aderire o meno, senza conoscere il nuovo format dei campionati, quante partite ci sarebbero da giocare, le tempistiche stesse per disputare tutte le partite; l’unica cosa che ci viene detta è che non ci saranno retrocessioni, sia che non si partecipi, sia che si arrivi ultimi. E questa è chiaramente un’anomalia che, seppur dettata dalla straordinarietà della situazione, rischierà di compromettere l’intensità e la naturale veridicità di uno sport da sempre altamente competitivo. E’ stato anche detto che vi è la concreta possibilità che le prime e uniche cinque giornate disputate non verranno riconosciute valide e che, quindi, non abbiano alcun valore: parliamo di partite che ci avevano visto protagonisti in positivo, con 3 vittorie e 2 pareggi ottenuti. Senza dubbio, c’è poi da affrontare il tema economico. Esiste, in generale, un aspetto contestuale economico molto difficile e non ci riferiamo alla sola dimensione delle società di calcio, ma di qualunque altra impresa o attività. Ci sembra, in quest’ottica, ingiusto nei confronti dei nostri tesserati, chieder loro ulteriori sacrifici per portare a conclusione questa stagione calcistica. Riteniamo inopportuno in questo momento andare a disperdere risorse economiche, con il rischio che questo possa avere ripercussioni sulla prossima stagione calcistica. Ricordiamo che, quando parliamo di Vis, non parliamo solo di una squadra che milita in Eccellenza, ma di una società a cui appartengono 300 tesserati, dalla scuola calcio al settore giovanile, settori che vogliamo tutelare il più possibile, oltre quello che stiamo già facendo. Per questo motivo, preferiamo mantenere e gestire queste risorse, per far sì che la prossima stagione sia programmata al meglio, sperando in un contesto generale più sereno da affrontare. Infine, non possiamo sottovalutare la dimensione di natura etica. Giocare mentre siamo costretti a difenderci da questa pandemia, ostacolerebbe le emozioni e la naturalezza del semplice ritornare in campo: il calcio è uno sport genuino, è divertimento e passione, nonché espressione lavorativa e professionale di tanti. E tornare in campo senza pubblico è già stato difficile mesi fa, molto più difficile di quanto si creda. Per quanto questa decisione sia stata difficile, dura da prendere e digerire, riteniamo sia l’unica possibile, figlia del buon senso. Magari oggi potrà generare qualche pensiero contrastante ma, siamo sicuri, questa decisione è stata presa con lungimiranza, lucidità, buon senso e rispetto verso tutti coloro che in questo triste momento stanno soffrendo per svariate ragioni. Siamo i primi che non vedono l’ora di tornare in campo per emozionarci ancora, ma vogliamo farlo come siamo abituati a farlo. Con amore e professionalità. Forza Vis!"

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE