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L'intervista

Settebagni, Minguzzi: "Siamo sempre rimasti uniti, nonostante il lockdown"

Il capitano dell'Under 17: "Alcuni miei ex compagni di squadra hanno deciso di lasciare il calcio, ma conosco persone che hanno reagito anche in modo totalmente diverso"

19 Marzo 2021

Matteo Minguzzi

Settebagni, il capitano Matteo Minguzzi

Grinta, voglia e coraggio sono le caratteristiche che un capitano deve avere: Matteo Minguzzi è il capitano del Settebagni per la categoria Under 17. La sua perseveranza e l’attaccamento ai valori di questo sport, lo contraddistinguono come un leader, un esempio da seguire per i suoi compagni. Con grande lucidità, Minguzzi ha affrontato temi molto delicati, ripercorrendo le tappe che in questo periodo hanno cambiato e stravolto le nostre giornate, senza mai dimenticare l’unione che uno spogliatoio deve avere a prescindere da tutto: "Penso che questo sia un periodo difficile per tutti e come tutti non vedo l’ora che questa situazione si risolvi. Per fortuna abbiamo ancora gli allenamenti e spero che con il passare del tempo torneremo a fare tutto quello che facevamo prima di questa pandemia. Il desiderio che ho è questo: poter rivivere il calcio veramente". Parole convinte, di un capitano pronto e motivato ad iniziare meglio di prima. Con la consapevolezza, che in questo periodo complicato, molti ragazzi hanno trovato di fronte ai proprio occhi un bivio impegnativo. Continuare ad inseguire i propri sogni o abbandonarli. Matteo racconta come la sua scelta, di cuore, non abbia mai influenzato le sue idee in questo momento di riflessione: "Non ho mai pensato di smettere. Però conosco persone ed ex compagni di squadra che hanno accarezzato tantissime volte l’idea di lasciar perdere tutto. Alcuni purtroppo hanno intrapreso questa strada, ma posso dire di conoscere anche persone che hanno reagito in modo totalmente diverso da questo pensiero. Persone alle quali il lockdown ha riacceso il desiderio di rimettere piede in un campo di calcio, voglia che in molti se ne è andata". Tra nostalgia del passato e speranze per il futuro, Matteo Minguzzi ripercorre le sensazioni che lo legano a questo meraviglioso sport, ricordando quali siano le mancanze che il calcio faccia sentire interiormente a ragazzi come lui e non solo: "Credo che la cosa che mi manchi di più sia giocare davvero a calcio. Sento una nostalgia immensa per i momenti che precedevano la partita e quelli posteriori. L’ansia che hai prima di iniziare la gara e che appena scendi in campo si trasforma in voglia di buttare giù il mondo, quell’agonismo che metti in campo e che non ti fa tirare mai indietro". Con la personalità che contraddistingue un vero capitano Matteo descrive i suoi compagni, elogiandoli sempre, raccontando le qualità di chi come lui ha in mano le redini dello spogliatoio. Con tanta sincerità, poi, esprime un ultimo desiderio, con la consapevolezza di chi per un anno è stato privato della gioia che solo questo sport può regalare: "I miei compagni di squadra sono speciali. Siamo un  gran bel gruppo che nonostante il lockdown è rimasto molto unito. Ci siamo sentiti spesso ed ora che siamo tornati ad allenarci questo si vedo. Se devo scegliere un leader insieme a me, pronuncio sicuramente il vice capitano Lorenzo Ciocchi che è sempre stato presente prima, durante e dopo questa terribile situazione anche nei momenti più difficili. Il mio messaggio è indirizzato a tutti coloro che stanno vivendo male questo momento: non mollate mai! Non vi arrendete ora dopo tutto quello che abbiamo passato perché prima o poi torneremo in campo, ma soprattutto non buttate questi che sono gli anni più belli per giocare a calcio".

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