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Lazio: Crespi e Ruggeri, i sotto età ex Savio promossi a pieni voti

Contro il Torino ottime prestazioni da parte dei due 2004 cresciuti nel vivaio blues

22 Marzo 2021

Ruggeri e Crespi

Ruggeri e Crespi, all'epoca in prova alla Lazio dal Savio

Nel match del Green Club la Lazio ha sfiorato per l’ennesima volta l’appuntamento con la prima vittoria stagionale. I biancocelesti di Tommaso Rocchi, come nella sfida contro il Sassuolo, si sono arresi al gol subìto nei minuti finali, vedendo sfumare sotto gli occhi il bottino pieno. Nonostante ciò, però, è innegabile la buona prestazione generale degli aquilotti; allo stesso modo è da sottolineare le ottime prove personali di Valerio Crespi e Fabio Ruggeri, gli unici due 2004 in campo (oltre al 2005 Antonio Troise), entrambi cresciuti nel settore giovanile del Savio.

Valerio Crespi: non segna ma crea continui scompensi alla retroguardia granata. E quella rovesciata…

Cresi Il numero 9 non è riuscito a trovare la via del gol a causa di un misto tra poca fortuna e bravura del portiere del Torino Edo. Partito in sordina, nel primo tempo i movimenti di Crespi erano giusti, ma forse troppo poco decisi e, soprattutto, con tempismi poco corretti. Nella ripresa in campo c’è però tutto un altro Crespi. Si abbassa per ricevere il pallone e fraseggiare con i compagni. Lotta, interrompe diversi possessi avversari e riparte come un carro armato. In evidenza al 24’: parte da destra, si porta a spasso mezza difesa torinese e calcia sul primo palo, formidabile il riflesso del numero 1 granata. Una manciata di minuti più tardi va vicinissimo all’ennesimo gol in rovesciata della sua giovane carriera. Nell’annata in forza ai Giovanissimi del Savio ne fece addirittura quattro. Corner dalla sinistra di Capotosti (ottimo approccio da subentrato per l’ex Lodigiani), Crespi vola e in sforbiciata spedisce di un soffio al lato. Nel finale, dopo il gol del 2-2 firmato dal Toro, prova ancora con un’iniziativa personale. Come in occasione della prima chance tiene botta a tre difensori, si presenta davanti a Edo che gli sbarra la strada con l’ennesimo prodigioso intervento del match. Zero gol per l’ex Savio, dunque, ma a Crespi resta la consapevolezza di essere un valore aggiunto di livello anche per l’Under 18 (orfana di Muhammad Schuan che sta ancora scontando la squalifica). Eloquenti le parole di Davide Capogrossi, il direttore sportivo ex Savio che lo portò a vestire la maglia blues: “Crespi è un ragazzo molto esuberante, è cresciuto tantissimo e negli anni ha dimostrato tutto il suo valore. Lo presi dal Racing Fondi in vista del campionato Under 15, inizialmente non è stato facile gestirlo, brava la società e lo staff guidato da mister Iacovolta ad esaltare le sue qualità. Valerio è stato trattato con il classico metodo di bastone e carota, gli ha fatto bene, negli anni è diventato un leader. D’accordo con il resto della società e lo staff lo minacciammo: se non avesse raggiunto risultati sufficienti a scuola non avrebbe giocato la domenica. Migliorò tra i banchi di scuola e in campo”.

Fabio Ruggeri: una prova da veterano contro il Torino di Semioli

Come accennato precedentemente, un’altra prestazione da incorniciare in casa Lazio è stata quella di Fabio Ruggeri, nato come centrocampista, ha abbassato il suo raggio d’azione in difesa, contro il Torino impiegato terzino destro. Una prova ampiamente oltre la sufficienza. Attentissimo in fase di marcatura, allo stesso tempo non ha mai fatto mancare il proprio supporto alla manovra d’attacco. Due interventi decisivi gli valgono il 7 in pagella. Il primo ad inizio ripresa, una diagonale difensiva perfetta sbarra la strada agli attaccanti granata. Una ventina di minuti più tardi risulta provvidenziale sulla conclusione di Barbieri, deviata in corner dalla sua scivolata. Come per Crespi, fanno riflettere le parole di Davide Capogrossi: "Fabio è un ragazzo eccezionale sotto tutti i punti di vista. Bravo a scuola, impostato e dedìto al lavoro, mi ha sempre dato l’idea di essere un piccolo professionista. Partito dal Soratte entrò nel settore giovanile della Roma Academy, lo vidi in un dicembre di quattro anni e rimasi folgorato dalla qualità di questo ragazzo. Dopo l’esperienza in giallorosso andò alla Vigor Perconti, molte prof erano interessate a lui ma per motivi burocratici non poteva andare fuori regione. Mi seguì al Savio credendo nel nostro progetto. Mauro Bianchessi mise gli occhi su di lui e la trattativa andò a buon fine nel mese di giugno, anche grazie agli ottimi rapporti tra la Lazio ed il Savio. Vi racconto un aneddoto: il papà temeva che Fabio non riuscisse a raggiungere i professionisti dopo la questione Vigor Perconti. Eravamo in un bar su Via Prenestina, gli dissi che se l’estate successiva Fabio non fosse andato nei prof avrei lasciato il mio incarico da direttore, in caso contrario avrebbe dovuto pagarmi una cena. Come andò a finire? Con una bella mangiata di pesce ad Anzio. Concludo dicendo che il merito della crescita di Fabio, così come di quella di Valerio, è merito di tutti, da chi li ha allenati nell’attività di base, a chi ha limato le loro qualità. Il mio sogno è quello di vederli con la maglia della prima squadra ma la strada è ancora lunga".
Alle parole di Davide Capogrossi fanno da eco quelle di Paolo Fiorentini, presidente del Savio: "Fabio Ruggeri e Valerio Crespi sono due giocatori di grande prospettiva, ma la strada per affermarsi nel calcio è ancora molto lunga. Dovranno essere bravi a tenere i piedi a terra, migliorarsi giorno dopo giorno e lavorare con umiltà. Ne ho visti sin troppi di bravi calciatori che poi si sono persi. A questo proposito risulta fondamentale il fattore famiglia, Crespi e Ruggeri ne hanno due ottime alle spalle. I ragazzi devono restare tranquilli, continuare a studiare ed impegnarsi in campo. Spero che mantengano i loro atteggiamenti sempre positivi, la professionalità va mantenuta, è cruciale. Sono molto contento per quello che stanno facendo, gli auguro tutto il meglio. Tra l’altro hanno la fortuna di far parte di un settore giovanile come quello della Lazio che sta lavorando bene. Ci sono tanti giocatori di prospettiva, alcuni dei quali cresciuto nel Savio"

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