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L'intervista

Anzio, Conte: "Tutti dovrebbero avere una valvola di sfogo in questo periodo"

Il capitano dell'Under 19 portodanzese fa il punto sul momento e sul futuro del calcio dilettantistico e giovanile

26 Marzo 2021

Conte

Il capitano dell'Anzio, Egidio Conte

"Purtroppo oggi il calcio sta diventando sempre più un business e la situazione in Italia testimonia il fatto di come giri tutto intorno al denaro che interessa questo sport. Le categorie "inferiori", specie noi dilettanti, sono state trascurate, non ricevendo lo stesso trattamento che abbiamo visto nelle leghe dalla Serie C a salire. Spero che si possa ripartire al più presto. Penso che tutti debbano poter trovare una valvola di sfogo in questo periodo così difficile per tutti". Sono parole pesanti, soprattutto se pronunciate da un ragazzo di soli diciotto anni che dovrebbe solo godersi la bellezza di questo sport. Egidio Conte, capitano dell’under 19 dell’Anzio, ha raccontato il legame con la sua società e i momenti belli che ha vissuto indossando la maglia biancoblu: "Poiché ne sono giocatore, oltre ad essere la squadra della mia città, tifo per l’Anzio, ancor prima di essere juventino. Gioco da undici anni qui e per me è un onore, specialmente avendo al braccio la fascia da capitano. Con questa senti di dover dare sempre qualcosa di più, spronare i compagni, essere il primo a combattere e l'ultimo a mollare. Prima dello stop abbiamo disputato una sola partita, vincendo nettamente 8-0 contro il Pontinia: era importante affermare fin da subito le intenzioni e gli obiettivi della squadra, che da sempre è abituata a puntare in alto. Da giocatore di questa società, un ricordo importante è stato sicuramente il mio esordio con la prima squadra. Sono stato in grado di potermi confrontare con giocatori forti e di esperienza, ed è stato un onore poter condividere il campo con loro. Devo ringraziare l’Anzio per avermi dato questa immensa opportunità. Da dimenticare invece, è stata la frattura scomposta della clavicola che sembrava dovermi tenere lontano dal campo a lungo, ma grazie alla mia voglia di recuperare in fretta e anche a causa dello stop della scorsa stagione, sono stato in grado di tornare in forma per quella successiva". Quegli obiettivi e i traguardi in campionato ora si sono fermati a causa della pandemia e hanno lasciato spazio solo a sogni e ambizioni future: "Questo stop è stata una batosta a livello emotivo. Non è facile restare lontano dai campi per così tanto tempo. Tuttavia società e squadra rimangono ottimiste e si faranno trovare pronte per l'eventuale ripartenza. È importante non vanificare il lavoro fatto quest'estate e durante la scorsa stagione. La squadra si è allenata individualmente e, personalmente mi alleno anche a casa. È ormai diventato un impegno da mantenere a tutti i costi, così come lo erano gli allenamenti settimanali di squadra prima dello stop. Il talento è nulla se prima non si ha la testa ha posto: giocare a calcio comporta dei sacrifici, tra cui quello di dare il massimo e non mollare mai. Siamo giovani, abbiamo tanta grinta e voglia di dimostrare, perciò questo deve spronarci sempre a dare di più, a fare quello scatto per lottare su una palla sporca. La forma fisica ottimale si raggiunge solo quando si ha la mentalità giusta, non esiste un periodo di tempo determinato. Inoltre, la società è sempre stata ben preparata sotto questo punto di vista: noi giocatori veniamo allenati con cura per gestire al meglio le nostre forze sul campo. Il mio obiettivo futuro è dare il massimo per questa squadra, ma ho ancora tanto da migliorare. Non devo far altro che impegnarmi e lavorare duro per raggiungere i miei obiettivi".

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