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L'intervista

Itri, Pelliccia: "Essere al punto di partenza dopo un anno dispiace molto"

Il capitano biancazzurro: "Zona rossa? Accettare questa nuova restrizione è davvero traumatico"

26 Marzo 2021

Pelliccia

Il capitano dell'Under 17, Luca Pelliccia

Luca Pelliccia e l’Itri hanno un romantico ed indissolubile rapporto, il capitano under 17 infatti ha sempre vestito la maglia itrana, e sta continuando a crescere indossando i colori che ama: "Il ruolo da capitano ti responsabilizza, ti senti responsabile di ciò che succede in squadra, sia per quanto riguarda il campo, che in vari momenti come il post allenamento, in cui con i tuoi compagni tiri le somme del lavoro fatto in seduta, essere capitano fa crescere sia calcisticamente che come persona. Il più grande valore che un capitano deve avere è la disponibilità, verso ogni membro della squadra e verso la società, il resto vien da sé. Ho un rapporto speciale con l’Itri, sono di qui e ho sempre giocato a calcio qui, per me è come una seconda famiglia, ho assistito a tanti cambiamenti negli anni, tra staff, allenatori e compagni, ma io ci sono sempre stato. Quest’anno ci sono dei nuovi ragazzi, e oltre ad averci dato una grande mano si sono subito ambientati nel gruppo, è stata una buona cosa, ma poi alcuni hanno abbandonato o cambiato squadra per problematiche legate al Covid ed allo stop". La problematica dell’abbandono quindi non è passata lontana dagli occhi di Luca, che dopo aver visto alcuni compagni lasciare il calcio, consiglia di non smettere mai di inseguire i propri sogni: "Se potessi dare un consiglio a chiunque pensasse di abbandonare, sarebbe quello di non arrendersi e continuare a lottare per i propri obbiettivi. Nonostante il momento sia brutto, ed è comprensibile pensare di lasciare tutto, se qualcuno ha un sogno deve realizzarlo, e non bisogna mollare, né ora né mai, perché ci sono anche situazioni peggiori". Il capitano poi ci ha parlato di come la squadra ha vissuto la notizia della zona rossa: "Dover accettare di nuovo questa restrizione è stato traumatico per tutti noi, perché ci siamo già passati e non ci saremmo mai immaginati la stessa situazione un anno dopo, tantomeno io che mi ero appena ripreso da un infortunio e non vedevo l’ora di tornare al massimo. Spero che presto lo scenario migliorerà, questo sarebbe il secondo anno consecutivo che ci viene tolta la possibilità di giocare". Pelliccia poi ci ha parlato del suo ruolo e del giocatore che più di tutti ammira: "Io sono un mediano, e il giocatore a cui mi ispiro è Arthur della Juventus, il modo in cui guarda il campo è qualcosa che voglio imparare prima o poi, non sbaglia nulla, ed anch’io vorrei avere questa padronanza del gioco. Un mio pregio è la caparbietà, non mi fermo mai in mezzo al campo, per recuperare un pallone dò tutto anche a costo di farmi male, e questo si ricollega al mio difetto, ovvero la gestione delle energie, a volte in campo sono poco lucido perché ho bruciato tutte le forze nei minuti precedenti. Infine, abbiamo discusso con Pelliccia vari scenari futuri, più o meno lontani: "l’idea di giocare in Juniores dopo un anno fermo non mi spaventa, ho già giocato con i più grandi, ci saranno delle difficoltà ma nulla di impossibile. Dopo il calcio giocato fare l’allenatore non mi dispiacerebbe, in una situazione del genere lavorerei molto sulla motivazione dei miei ragazzi per tenerli concentrati il più possibile. Per quanto riguarda la mia under 17, non credo che faremo altre partite insieme, il mio augurio quindi è che la mia società possa tornare presto alla normalità e mantenere tutte le categorie, dai più piccoli alla prima squadra in Eccellenza".

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