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L'intervista

San Lorenzo, Tripodi: "Nonostante lo stop la motivazione c'è sempre"

Il capitano biancorosso dice la sua: "Per l'immediato futuro spero di poter giocare anche qualche torneo e soprattutto rimanere con tutti i miei compagni in vista del nuovo campionato che verrà"

26 Marzo 2021

Tripodi

Il capitano dell'Under 17, Riccardo Tripodi

Probabilmente non ci sarà una data di ripartenza per la stagione 2020-21. I campionati sono fermi da inizio novembre e, a più di quattro mesi da quella data, con nuove decisive restrizioni è difficile immaginare una ripresa prima della prossima annata. In attesa di comunicazioni ufficiali e con la speranza di tornare a commentare presto le azioni dei giovani del calcio laziale, proseguiamo con la rubrica dedicata ai protagonisti di questo sport. Oggi ha parlato con noi Riccardo Tripodi, leader del San Lorenzo U17, squadra inserita nel girone C del campionato regionale. Riccardo è un centrocampista classe 2004, all’occorrenza trequartista, al San Lorenzo da ormai due anni. Il legame con la società: "E’ un ambiente positivo, mi trovo bene al punto che posso definirla una seconda casa". Gli stop ai campionati hanno cambiato in modo significativo l’ultimo anno di tutti i ragazzi: "Tra i due ho accusato sicuramente di più il primo perché eravamo in un buon momento, venivamo da buoni risultati ed era la vigilia di un gara importante contro il De Rossi che poi però non si è più giocata. Per quanto riguarda lo stop attuale, posso dire che me lo aspettavo". In questa situazione può venire a mancare la motivazione e la responsabilità del leader della squadra è sempre più importante: "Scrivo costantemente ai miei compagni, se qualcuno non viene gli chiedo il perché, lo chiamo. Dal mio punto di vista la motivazione c’è sempre, quando entro in campo mi dimentico dei problemi". Purtroppo, però non è così per tutti, ci sono infatti ragazzi che hanno abbandonato lo sport che amano proprio a causa di questa situazione: "Io non ho mai pensato di smettere e all’interno della squadra non mi sembra ci sia qualcuno che voglia lasciare. Poi, certo, conosco ragazzi che hanno smesso per la pandemia, ma non nella squadra". Anche perché l’unica valvola di sfogo concessa in questo momento è rappresentata dagli allenamenti individuali, che ormai rappresentano la normalità: "Ci alleniamo sempre e, anche se gli allenamenti sono un po’ più brutti, il mister prova a diversificare e ci fa allenare sulla tecnica". Per parlare di calcio giocato occorre tornare a quattro mesi fa, nonostante l’inizio del San Lorenzo non sia stato dei migliori, con una sconfitta larga contro il Fonte Meravigliosa: "In quella partita non ci siamo capiti, ci conoscevamo ancora poco; poi si è messa subito in salita e nel secondo tempo c’è stato un black out da parte di tutti”. Il tempo di conoscersi non è mancato e gli obiettivi sono ormai chiari: “Vogliamo fare un buon campionato e cercare di arrivare a metà classifica. All’inizio della stagione eravamo una squadra nuova che si stava conoscendo e formando". E sul futuro: "Ho sentito che potrebbero congelare i campionati per un anno e credo sia giusto. Io sono carico per fare qualsiasi competizione, ma mi metto nei panni di chi potrebbe ritrovarsi senza squadra a settembre". Le speranze sono tante, soprattutto per i giovani come Riccardo che cercano di riprendersi e affrontare nel migliore dei modi questo difficile momento: "Diciamo che qui la maggior parte dei compagni si è ripresa, sta venendo ad allenarsi e ha sempre voglia. Per il futuro spero di poter giocare qualche partita, magari un torneo, e di rimanere con i miei compagni nella prossima stagione, formare una bella squadra per alzare l’asticella e puntare più in alto".

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