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L'intervista

Ladispoli, Scorsini: "Avremo una montagna da scalare. Riposare subito non aiuta"

Il tecnico della compagine tirrenica fa il punto a pochi giorni dall'inizio del campionato

31 Marzo 2021

Scorsini

Il tecnico del Ladispoli, Marco Scorsini (Foto ©Ladispoli)

Ripartirà dalla consapevolezza di quanto di ottimo fatto prima della sospensione del campionato, da una rosa rimasta intatta e tra i favoriti principali per la conquista del mini girone A. Marco Scorsini ha ripreso a lavorare a pieno ritmo con il suo Ladispoli, l’esordio in campionato si avvicina anche se i tirrenici giocheranno ufficialmente soltanto dal 18 aprile. Sono tante le attese riguardo al compagine rossoblù, come del resto per l’intero gruppo A definito dallo stesso allenatore "Un mini gironcino della morte". Proprio così, ci sarà da aspettarsi dieci partite da dentro o fuori in cui mai come questa volta tutti proveranno a fare il colpo grosso, anche perché i valori sono altissimi e le variabili da tenere in considerazione tante allo stesso tempo. Ma andiamo per gradi, lasciando spazio alle parole del tecnico del litorale. 

Buongiorno mister. Ci avviciniamo alla ripartenza, a che punto siete con il lavoro?

"Innanzitutto vorrei esprimere soddisfazione per la ripartenza stessa, sono felice che ci abbiamo dato questa possibilità venendo controllati settimanalmente e con le giuste accortezze sanitarie, ma al tempo stesso sono anche dispiaciuto per tutta l’altra parte, tra prime squadre e settore giovanile, che purtroppo dovrà restare ancora ferma. Capisco che stiamo lottando contro un virus terribile, ma anche il prolungarsi di uno stop già lungo di per sé sfocerà in conseguenze importanti per tutto il movimento. Mi auguro perciò che la ripartenza in Eccellenza possa servire come un primo passo per il ritorno alla normalità anche per le altre categorie rimaste in disparte. Riguardo il lavoro, fortunatamente la società ci ha permesso di mantenere sempre la fiammella della speranza accesa consentendoci di continuare ad allenarci anche se in maniera individuale. Ma è in questi ultimi giorni che stiamo riassaporando il gusto di calcio vero basato sull’intensità, sul contatto, sui duelli e sulla tattica. Adesso, insieme al mio staff, stiamo cercando di far recuperare questi concetti ai ragazzi. E’ vero anche che non potremo disputare amichevoli fino all’inizio del campionato e questo è sicuramente un fattore che non aiuta nessuna società. Ma accettiamo quanto è stato disposto e continueremo a lavorare per tornare in campo consapevoli del buon bagaglio che avevamo costruito da settembre in poi, anche se purtroppo dovremo ricominciare tutto da capo".

Il format prevede undici squadre per girone con partite di sola andata. Che idea ti sei fatto sul gruppo A?

"Ogni partita sarà come uno spareggio e chi vorrà provare ad arrivare a giocarsi il play off dovrà sbagliare il meno possibile. La qualità del girone è altissima come lo era già prima; vedo almeno cinque-sei squadre attrezzate per riuscirci, senza dimenticare poi valide alternative come ad esempio Boreale e Ottavia che erano partite benissimo nell’altro girone o l’ingresso dello Scalo. Lo definirei come un mini gironcino della morte, siamo consapevoli che davanti avremo una montagna da scalare. Ma preferisco provarci con tutte le difficoltà e le variabili del caso piuttosto che restare fermo a casa".

Ed oltre alle difficoltà tecniche c’è un calendario che non vi ha sorriso affatto.

"Avremo sei partite in trasferta e saranno gli scontri diretti più importanti. Senza dimenticare che alla prima giornata saremo fermi per il turno di riposo, quindi vuoi o non vuoi saremo sempre costretti a rincorrere. Questo non gioverà certamente a livello mentale. Nell’altro campionato avevamo affrontato già squadre come Pomezia, Cimini o Aranova che adesso saremo costretti a riaffrontare in trasferta e con maggiori incognite da calcolare. Ci attende perciò una vera e propria impresa senza scordarci il fattore della pressione. Le squadre partite inizialmente non per vincere con queste modalità, e in uno scenario del genere, avranno un grande opportunità, e il fatto di scendere in campo con grande spensieratezza potrebbe anche questo rivelarsi per loro un vantaggio".

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