Cerca

L'intervista

Premio Talento&Tenacia, Grappasonni: "Importante ripartire. Un passo avanti"

L'intervista al centrocampista del Real Monterotondo Scalo, il vincitore della nona tavola rotonda 

31 Marzo 2021

Grappasonni

Il centrocampista dello Scalo, Daniele Grappasonni (Foto ©Facebook)

Daniele Grappasonni è il vincitore della nona tavola rotonda del Premio di Talento & Tenacia. Il centrocampista del Real Monterotondo Scalo si è fatto valere nel confronto di gruppo convincendo a pieni voti la commissione in videoconferenza. Un ragazzo determinato a raggiungere i propri obiettivi sia all'interno del rettangolo verde, con ambizioni importantissime già per questa stagione, sia nella vita di tutti i giorni, sempre con lo sport al primo posto. Parola al classe 2001.

Una nuova esperienza "E' stato tutto molto divertente, socievole, bello e organizzato benissimo - esordisce Grappasonni riferendosi appunto alla tavola rotonda -. "Conoscevo già il Premio, lo scorso anno avevo svolto le prove tecniche al campo  divertendomi tantissimo insieme ai compagni di squadra, ma non ero arrivato al confronto di gruppo. Quindi per me si è trattato di una novità ed ora spero di arrivare il più lontano possibile".

Il dibattito Il giovane passa in rassegna i temi affrontati nel confronto partendo suo pensiero sulla ripartenza del campionato di Eccellenza. "Secondo me l'importante era ripartire con le dovute precauzioni e con i giusti protocolli sanitari. Sono assolutamente d'accordo, riprendere era fondamentale, sicuramente un grande passo in avanti". Il secondo tema affrontato è stato invece quello relativo alle risse tra i giovani e se queste sono strettamente legate alle conseguenze della pandemia e delle restrizioni imposte. "Penso che questi atteggiamenti ci sono sempre stati, anche prima dell'arrivo del Covid. Secondo me è un fattore di educazione che manca. Poi, questa delle risse potrebbe essere considerata come una valvola di sfogo perché soprattutto i più giovani, restando tanto tempo a casa, fanno troppo uso di videogiochi e questo alla lunga incide sulla testa, piuttosto che andare a svolgere attività fisica che sicuramente ha degli effetti benefici sull'organismo e sulla mente". Successivamente, al calciatore è stato domandato quale è stata la sua più grande delusione in campo. "Ne ho avute due. Con gli Allievi Elite e con gli Allievi Fascia B Elite, un anno alla Lupa Roma e il secondo a Tor di Quinto, non siamo riusciti a vincere il titolo, penso che avevamo squadre opportune per poterci riuscire. La seconda delusione è stata invece l'infortunio a Trastevere due stagioni fa al mio primo anno tra i grandi con una Serie D. Anche in quel caso la squadra era fortissima con elementi come ad esempio, Sfanò, Capodaglio, Tajarol ecc. Sarebbe potuta essere un'annata divertente ma il lato positivo è che ho comunque trovato l'esordio in D".


Bruciando le tappe Analizzando più a fondo la carriera di Grappasonni sono già molte le soddisfazioni ricevute dal calciatore. "Scavando indietro, nasco all'Urbetevere per poi passare alla Totti Soccer School. L'agonistica l'ho iniziata alla Lupa Roma con i Giovanissimi Fascia B. Poi sono stato il capitano dei Giovanissimi Nazionali con mister Carlo Monaco, che saluto con affetto. E' stato il primo allenatore a credere in me e al quale devo davvero tanto. Poi sono salito con gli Allievi Fascia B Elite per poi trasferirmi a Tor di Quinto grazie al direttore Giampiero Guarracino a cui sono legatissimo tuttora. Lì è stata l'annata forse più importante e che mi ha fatto fare il salto di qualità. Dopo il Tor di Quinto è arrivata la chiamata del Trastevere. Lì ho iniziato subito molto bene e nel ritiro ho segnato anche un gol contro il Gravina. Anche in quel caso è stata un'annata importante dove ho avuto la fortuna di confrontarmi con calciatori fortissimi. Purtroppo è arrivata anche la rottura del menisco laterale e quella è stata una bella batosta, ma grazie alla Vigor Perconti l'anno successivo sono riuscito a rimettermi in gioco in Eccellenza con mister Bellinati che ha creduto anche lui in me, e sono stato aiutato tantissimo anche da un giocatore per me fondamentale come Marco Igliozzi. Lui è stato una chioccia vera e propria, un fratello all'interno della società. Infine, quest'anno ho avuto qualche esperienza in D che però non è andata a buon fine fino alla chiamata del Real Monterotondo Scalo, con cui ci ho messo pochissimo ad accordarmi. Ho iniziato un pò a rilento perché a livello fisico non stavo benissimo, ma adesso mi sono ripreso perfettamente per disputare un campionato importante". Guardando appunto alla ripresa, il format è stato rivoluzionato: "Non è importante la formula né tantomeno il girone in cui siamo stati inseriti - continua il classe 2001 -. Il nostro obiettivo è quello di vincere il campionato, lo dobbiamo a noi stessi, alla società e alla piazza. Ma soprattutto al nostro magazziniere Benny, il dodicesimo uomo in campo".


In campo e fuori "Nel rettangolo verde il mio modello era Strootman - conclude Grappasonni -, fuori sono sempre stato un ragazzo tranquillo, social, ma con la testa sulle spalle. I miei obiettivi sono quelli di raggiungere la D con lo Scalo e a livello personale di salire poco a poco di categoria. Extra campo l'obiettivo è lo studio e stare vicino alla mia ragazza, alla famiglia e agli amici. Un giorno vorrei diventare preparatore atletico e un giorno fare il corso da allenatore. Mi piacerebbe rimanere all'interno dell'ambito sportivo". 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni

Dalle altre sezioni