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L'intervista

Sporting Colleferro, Calò: "Stop giusto, va tutelata la sicurezza di tutti"

Il presidente e anche tecnico della Terza Categoria lepina fa il punto analizzando il momento e la decisione di sospendere definitivamente i campionati 

01 Aprile 2021

Soffio Calò

Sporting Colleferro, Saffio Calò

Mentre l’Eccellenza prepara il tanto atteso ritorno in campo, i club che vanno dalla Promozione alla Terza Categoria sono costretti a fermarsi. Una decisione da tempo nell'aria che ha scombussolato i piani di molte società, da tempo ferme a causa pandemia. Uno scenario di cui Saffio Calò, presidente dello Sporting Colleferro, ha parlato con consapevolezza, come se sia tutt'altro che sorpreso della decisione arrivata in queste settimane: "Prima di tutto bisogna anteporre la sicurezza e la salute quando affrontiamo questo tema in queste categorie. Noi come società avevamo disposto la sanificazione del centro sportivo con relativa misurazione della temperatura, ma come possiamo sapere dove trascorre la propria giornata un nostro tesserato, il lavoro che fa e le persone che incontra. In queste situazioni se un ragazzo che disputa tali categorie viene contagiato rischia di perdere il lavoro e per me non sarebbe giusto. Non siamo ad alti livelli, ci sarebbero tamponi da fare ed economicamente non possiamo sostenere i costi elevati che ci verrebbero imposti. Noi campiamo di piccoli sponsor, che a malapena ci permettono di pagare la quota del campo. Siamo una piccola realtà che va avanti solo per passione e posso dire che alla fine dei conti sono contento di questo stop.” Al presidente Calò, nonché allenatore della sua squadra, abbiamo chiesto se c'è qualcosa che lo ha deluso nella gestione dello stop alle categorie sotto l'Eccellenza: "Non trovo un aspetto che mi faccia dire se sia giusto fare questo o fare tutt’altro. Finchè parliamo di campionati dilettantistici e non conosciamo la vita privata di ogni ragazzo è impossibile mettere sotto controllo la gestione di questa questione. Credo che l'unica soluzione possibile sia questa che hanno adottato, anche se credo che lo sport sia essenziale e si debba sempre praticare, ma stiamo parlando di categorie dove non ci si può altro che fermare. Io con la mia società non ne faccio una questione di guadagno, perché anche quando avevamo i bambini andavo sempre incontro alle esigenze dei genitori. Un bambino per me deve avere la possibilità di giocare, non esiste assolutamente che possa essere scartato da una società.” In questi mesi, la società guidata da Saffio Calò ha avuto l'opportunità di allenarsi fino ad ottobre, ma la squadra è rimasta in contatto e non perde le speranze per tornare a fare ciò che amava fare: "Eravamo in campo sempre con un clima positivo e la speranza di ricominciare era presente in tutti noi. Io sono anche l'allenatore di questi ragazzi, sono 7 anni che organizzo tutto io e da 2 anni sono anche il presidente. Per fortuna abbiamo un gruppo Whatsapp dove restare in contatto, dove con positività speriamo di poter ripartire a settembre. Diciamo che lo spirito che ci distingue è quello di recarsi al campo con l'obiettivo di staccare dal quotidiano, dai problemi di lavoro o del mutuo, a questo livello non dobbiamo arrivare chissà dove e la prendiamo come una valvola di sfogo". Calò, con grande speranza per il futuro e tanta voglia di tornare a gestire il suo gruppo, ci parla degli obiettivi futuri della sua squadra e della società: "L’obiettivo principale è stare bene. Vogliamo creare un gruppo dove riusciamo a divertirci. Io come presidente spero di riuscire a ripartire tranquillamente coprendo tutte le spese senza rimetterci tempo e denaro. Il nostro unico sponsor era un ristorante, che come sappiamo sono tra i più colpiti della pandemia, quindi ci auguriamo di tornare più forti di prima. Il mio obiettivo è quello di non abbandonare lo sport qui a Colleferro, vedere ragazzi che a 40 anni hanno ancora voglia di mettersi in gioco, come il nostro capitano Margiotti Stefano che sembra un ragazzino quando viene al campo. Quest'anno per la prima volta avevo visto una squadra competitiva, potevamo giocarcela per i playoff, per me sono tutti confermati e possiamo ripartire da loro. Chiudo con un ultimo sogno: comprare un pulmino per andare in trasferta con il nostro stemma, spero di riuscirci".

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