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Lazio, Floriani Mussolini e l'arte di ammutolire i detrattori

Nel derby contro la Roma il terzino biancoceleste mette in atto l'ennesima ottima prestazione della stagione. E forse avrà pensato anche a loro...

26 Aprile 2021

Floriani Mussolini

Romano Floriani Mussolini ©D'Offizi

Qui funziona così. Criticare, criticare e criticare ancora. Impegnarsi nel trovare quell’ago nel pagliaio per screditare qualcuno o qualcosa. Sempre e a prescindere. Indipendentemente dalla realtà dei fatti, che passa in secondo piano per lasciare spazio a chiacchiere e dicerie senza fondamento. É la logica alla base della tempesta mediatica che si è abbattuta su Romano Floriani Mussolini, giovane terzino della Lazio, quando a fine marzo ha firmato il suo primo contratto da professionista. Basterebbe leggere i migliaia di commenti sui social, favoriti dai titoloni acchiappalike studiati appositamente per evidenziarne cognome e parentele, mettendo così alla berlina un ragazzo di diciotto anni. Solo questo. Senza il minimo giudizio tecnico, scarno di pregiudizi e preconcetti. In fondo, difficile giudicare un giocatore senza vedere le partite. E chissenefrega di tutto il resto. Perché è questo che interessa a chi del calcio giovanile se ne ricorda un paio di volte l'anno. Quando? In occasione dei derby, quelli portano sempre click, dell'esordio nei grandi di un giovane da sbattere in homepage, e quando qualche "figlio di" si rende protagonista di qualcosa. Senza dimenticare le finali Scudetto, una coppa sul proprio profilo fa sempre comodo. A Romano è stato detto di tutto, dal "Raccomandato!!!" ad altre illazioni senza né capo né coda. E dunque, dicevamo, a fine marzo Romano Floriani Mussolini ha firmato il suo primo contratto da professionista, premiato dalla sua Lazio dopo continue prestazioni di spessore, nonostante un periodo complicatissimo per la formazione di Menichini, risucchiata nei bassifondi della classifica. Classe 2003, ad inizio anno è stato promosso da sotto età in Primavera (avrebbe dovuto far parte dell'Under 18 di Tommaso Rocchi) dimostrando subito qualità e personalità. Sin dalla prima maglia da titolare, Floriani Mussolini ha messo in mostra tutte le sue qualità ripagando la fiducia di Menichini nei suoi confronti: una buona gamba che gli permette di percorrere a più riprese la fascia destra, discrete qualità tecniche ed un'attenzione difensiva da veterano, nonostante giochi spesso contro avversari di uno e due anni più grandi. Sabato, nel derby contro la Roma, è stato chiamato all'arduo compito di contenere Nicola Zalewski, esterno giallorosso del 2002, uno degli elementi più interessanti della squadra di Alberto De Rossi. L'italo-polacco ha faticato, eccome se ha faticato, non riuscendo sostanzialmente mai ad incidere. E se durante la stracittadina le doti del 10 sono venute meno, il merito è da ricondurre proprio alla concentrazione e alla determinazione di Romano Floriani Mussolini. Impeccabile in fase di copertura, il terzino riesce a fornire anche un discreto apporto alla fase offensiva biancoceleste, contribuendo così all'ottimo pareggio che la Lazio è riuscita a strappare in una sfida in cui l'aquila non godeva sicuramente dei favori del pronostico. Un consiglio spassionato: le critiche sono giuste e ben vengano se costruttive, il resto lasciamolo da parte, almeno all'interno dei vivai. Ogni tanto bisognerebbe mettersi nei panni di questi ragazzi, che vestono sì maglie importanti, che hanno certamente delle responsabilità, ma che sono anche giovani, come Floriani Mussolini, da poco diciottenne. E potrebbe essere nostro nipote, figlio, fratello o amico. Ad un nipote, figlio, fratello, amico... Permettereste di subire quello a cui è stato costretto Romano?

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