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l'intervista

Mariani: "Questo Cerveteri mi piace. Ora puntiamo alla piazza d'onore"

Il tecnico fa il punto della situazione in casa verdazzurra, analizzando le gare giocate per voi volgere lo sguardo al finale di stagione 

22 Maggio 2021

Mariani

Il tecnico del Città di Cerveteri, Alberto Mariani (Foto ©Cippitelli)

Alla vigilia della sfida, dal sapore tutto particolare, col Civitavecchia, il tecnico del Città di Cerveteri Alberto Mariani, offre una chiave di lettura interessante sul momento che attraversa la sua "creatura" volgendo lo sguardo e la mente anche ad un primo bilancio su questo torneo di Eccellenza influenzato dalla pandemia.

Allora mister, domenica al Galli arriva il Civitavecchia?
"Sì. È un derby sentito. Sono convinto che sarà una partita molto avvincente. Noi, come sempre, la giocheremo in maniera propositiva cercando di creare molto in zona goal, provando le soluzioni che durante gli allenamenti settimanali vengono sviluppate".

Neanche il Civitavecchia, come tutte le squadre del girone A del resto, è riuscito a fermate il Real Monterotondo Scalo...
"Ma mi dicono che i nero azzurri fino alle uscite di scena di giocatori importanti come Ruggiero hanno messo alle corde la capolista. Ho il massimo rispetto per lo Scalo come per il Civitavecchia, l’Aranova, il Ladispoli e via discorrendo ma il Città di Cerveteri non è, a mio modesto parere, inferiore a nessuno".

Il calcio offerto dal Città di Cerveteri sotto la sua guida ha stupito piacevolmente molti autorevoli addetti ai lavori del calcio laziale.
"A me piace portare sempre cinque dei miei calciatori nella metà campo se non addirittura nell’area di rigore avversaria quando si prepara la fase offensiva. Non voglio entrare troppo nello specifico ma i ragazzi che ho la fortuna di allenare sanno perfettamente quello che devono fare in campo anche grazie ad una loro attitudine che col mio avvento hanno sensibilmente migliorato: quella dell’attenzione, sul terreno di gioco, per tutti i 90 e rotti minuti del match in questione".

Un aspetto, quello mentale, su cui lei mister ha lavorato sodo.
"Per forza, perché nei professionisti viene spontaneo stare, come si suol dire, sempre sul pezzo, mentre nei dilettanti è tutto completamente diverso. Proprio per quello che ho appena detto faccio un pubblico encomio ai miei calciatori per come si allenano e per come approcciano e vivono le partite ufficiali".

Infortuni a ripetizione ed errori arbitrali certificati da immagini televisive hanno contribuito a far sì che il Città di Cerveteri lotti per la piazza d'onore e non per lo scettro.

"Sapevamo che su un torneo di 11 gare certi fattori avrebbero pesato. Forse non siamo stati proprio fortunati diciamo così ma nel complesso la squadra ha credenziali di alto livello. Si è costruito insomma bene nonostante le problematiche della pandemia ed il poco tempo a disposizione".

C'è, in conclusione, una squadra che le è rimasta sin qui impressa nella mente?

"Eccetto la Boreale nel primo tratto di gara no. Lo Scalo non posso giudicarlo contro di noi perché gli abbiamo concesso praticamente due goal sin troppo facili. Non voglio essere avventato ma a me è piaciuta la mia squadra perché ha mostrato sempre la propria identità e sarà così fino alla fine: arrivare secondi è ora il nostro obiettivo".

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