Cerca

La finale

Un tricolore tutto giallorosso. La Roma è Campione d'Italia

La formazione capitolina si conferma la più forte e, dopo lo Scudetto conquistato due anni fa, in Under 15, batte il Genoa sedendosi sul tetto d'Italia, ancora una volta

29 Giugno 2021

Leonardo D'Alessio

Leonardo D'Alessio festeggia il terzo gol (©De Cesaris)

UNDER 17 – FINALE SCUDETTO
ROMA-GENOA 3-1

ROMA Baldi, Pellegrini, Ienco (1’st D’Alessio L.), Catena, Faticanti, Falasca, Missori (36’st Vetkal), Tomaselli (1’st Koffi), Padula (28’st Ciuferri), Cherubini (1’st Liburdi), Pisilli (12’st D’Alessio F.) PANCHINA Del Bello, Muratori, Simone ALLENATORE Piccareta

GENOA Ascioti, Corelli (12’st Catterina), Moscatelli, Cagia, Calvani G., Palella, Toniato (38’st Mauri), Lipani (12’st Mele), Bornosouzov (45'st Hysa), Accornero, Paggini (1’st Romano) PANCHINA Calvani S., Colucci, Lattucchella, Scala ALLENATORE Konko

MARCATORI Falasca 13’pt (R), Liburdi 11’st (R), D’Alessio L. 17’st (R), Bornosouzov 33’st (G)

ARBITRO Di Reda di Molfetta ASSISTENTI Galigani di Sondrio e Lo Calio di Seregno QUARTO UOMO Dorillo di Torino

NOTE Ammoniti Catena, Liburdi, D’Alessio L., Faticanti, Accornero Angoli 2-7 Fuorigioco 2-1

SUL TETTO D'ITALIA Era il 13 giugno del 2019 e la categoria era quella di Under 15. Koffi e Cherubini stendono il Milan nel giro di cinque minuti. Fu delirio Roma con i giallorossi sul tetto d'Italia e la consapevolezza di essere uno dei gruppi più forti dell'intero panorama nazionale. Dopo due anni il teatro dei sogni è sempre lo stesso, il Bruno Benelli di Ravenna, davanti ai capitolini c’è il Genoa di Konko ma la storia è sempre identica. Qualcuno giura che i 2004 della Roma siano la squadra più forte mai vista a Trigoria insieme a pochissime altre. I prossimi anni ci diranno di più, però, intanto, è la lupa a sedersi sul trono da regina, ancora una volta.
Dopo un’iniziale fase di gioco in cui entrambe le squadre hanno mostrato subito una certa aggressività, all’11’ arriva la prima chance rossoblù. Imbucata centrale per il gigante Bornosouzov che con il petto fa da sponda per il tiro volante di Lipani; Baldi si distende sulla sua sinistra e devia in corner. La lupa replica immediatamente ed il punteggio cambia. Traversone da destra verso sinistra dove Falasca è caparbio, e anche fortunato, a vincere un contrasto prima di ritrovarsi il pallone tra i piedi e trafiggere Ascioti. Quinto gol consecutivo per l’esterno sinistro col mancino più educato del settore giovanile capitolino. La Roma è in fiducia, prende campo e coraggio sfiorando il raddoppio con una staffilata di Cherubini dai venticinque metri che costringe Ascioti a smanacciare in calcio d’angolo. Alla mezz’ora esatta Accornero lascia sul posto Tomaselli, entra in area, si gira e pennella col mancino un cross che Bornosouzov non riesce a capitalizzare in rete, fortunatamente per Pellegrini & co. Nell’ultimo quarto d’ora il Genoa prova ad alzare il baricentro ma la Roma si rintana nella propria metà campo, copre diligentemente tutti gli spazi e riparte in velocità. Le occasioni da gol scarseggiano ambo le parti, e in fin dei conti, alla Roma va bene così.

MATTEO FALASCA E L’ARTE DELL’ESSERE DECISIVI Il pesante pallone sul dischetto del Green Club nel derby con la Lazio. Quello di una settimana più tardi nella fondamentale sfida con la Fiorentina. E anche quello con il Pisa, in una gara che aveva ben poco da dire. Ma i piedi non sempre bastano, alla fine quella che conta è la testa. Ed è proprio di testa che Falasca ha spaccato la porta di Pezzolato in semifinale. A tre minuti dalla fine della partita e, soprattutto, del sogno Scudetto. Un sogno che si è riacceso proprio con quel gol e che oggi è esploso diventando realtà.

RIVOLUZIONE ROMA ALL’INTERVALLO. PER FORTUNA... All’intervallo Fabrizio Piccareta ridisegna completamente i suoi dopo, comunque, un buon primo tempo. Il 3-5-2 di Contiana memoria lascia spazio al 4-3-3 più tipicamente romanista. Perché una squadra come la Roma, con giocatori come quelli a disposizione, ha quasi il dovere di giocare per attaccare e vincere. Esterni bassi ad attaccare incessantemente, Faticanti come play, Francesco D’Alessio e Missori in posizione intermedia. Koffi, Liburdi e Padula completano un tridente che è complicato da fermare normalmente, figuriamoci oggi che il vento della Capitale spira come non mai.
Il secondo tempo si apre, come prevedibile, con una Roma maggiormente propensa ad offendere. I benefici si vedono subito e all’11’ Faticanti ruba palla nel cerchio di centrocampo, scambio tra Koffi e Padula, l’attaccante di Ostia innesca Liburdi con una splendida apertura. Il numero 19 resiste alla carica di due difensori e accelera. Si sa, che quando Liburdi accelera, in pochi riescono a tenergli testa. Ingresso in area di rigore, mancino ad incrociare, il pallone che bacia il palo e finisce in fondo alla rete. 2-0 Roma! Il Genoa sparisce dal campo, i giallorossi si esaltano e quando affondano fanno sempre male. Ancora Padula, ancora in versione assistman. Questa volta l’imbucata è per il neo entrato Leonardo D’Alessio, un altro dei motorini del team di Piccareta. Moscatelli prova a restargli dietro ma le marce sono alte ed il destro del 17 finisce sotto le spalle del migliore amico Ascioti. 3-0. Delirio giallorosso. Il Genoa prova timidamente a rispondere e lo fa con un corner dalla destra che trova l’inserimento sul primo palo di Cagia, il centrale svetta a botta sicura ma i guantoni di Baldi gli negano la gioia del gol. Poco dopo un’altra inzuccata, questa volta da parte di Bornosouzov, l’estremo difensore giallorosso non ci arriva ed il Genoa accorcia le distanze. Nel finale la formazione di Piccareta gestisce senza troppi patemi d'animo, segno che questi ragazzi, oltre ai piedi, di buono, anzi di ottimo, hanno anche la testa. Il triplice fischio dà il via alla festa. Il tricolore è tutto giallorosso. Ancora una volta. La Roma è Campione d'Italia.

 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE