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Calcio & giovani: il Montespaccato "medaglia d'argento" tra le società laziali

Con una età media di 23 anni e 15 giorni gli azzurri sono secondi nel Lazio al solo Trastevere. Monnanni: "Valorizzare i giovani talenti non è solo questione di Under".

15 Luglio 2021

Montespaccato Savoia

Montespaccato Savoia seconda squadra più giovane tra le laziali

Tempo di bilanci e di classifiche anche sul tema della valorizzazione dei giovani nel calcio dilettantistico. Proprio oggi nell’ambito dell’iniziativa "Giovani Di Valore" promossa dalla LND per premiare le società che promuovono sul campo e in maniera massiva i giovani calciatori "Under" è stata resa nota la classifica generale delle 166 società della stagione della Serie D appena conclusasi in base all’età media dei suoi componenti. A livello regionale, subito dopo il Trastevere, in prima posizione con una età media di 22 anni, 8 mesi e 19 giorni, si colloca il Montespaccato che con 23 anni e 15 giorni, precede il Nuova Florida, classificatosi terzo con una età media di 23 anni, 5 mesi e 10 giorni. Seguono a ruota il Cassino Calcio, l’Insieme Formia, il Cynthialbalonga, la cui media supera di poco i 24 anni, il Rieti, l’Aprilia Racing Club, con oltre 25 anni in media, l’Ostia Mare, la Vis Artena, l’Atletico Terme Fiuggi, il Flaminia e il Monterosi, che superano entrambi la media di 26 anni e, ultimo, il Latina con una età media di 27 anni, 3 mesi e 17 giorni. A livello nazionale tra le 166 società di Serie la classifica assegna il 10^ posto assoluto al Trastevere, il 16^ al Montespaccato e il 28^ al Nuova Florida.

"Siamo lieti - ha dichiarato il Presidente Monnanni - di vedere il Montespaccato sul podio d’onore, subito dopo il Trastevere del Presidente Betturri, delle squadre più giovani del Lazio, a riconoscimento della costante attività di valorizzazione dei giovani che il nostro programma "Talento & Tenacia" persegue con determinazione dentro e fuori il campo".

"Spesso - prosegue Monnanni - si limita il concetto di "valorizzazione" dei giovani atleti esclusivamente ai cosiddetti "under", quasi che ragazzi di 21 o 22 anni, una volta usciti dalle "clausole di salvaguardia" obbligatorie fissate a livello federale, improvvisamente non siano più meritevoli di essere accompagnati nel loro percorso di maturità agonistica, il che spesso provoca il triste fenomeno degli abbandoni, con detrimento sia a livello sportivo che umano e sociale".

"Si tratta di una questione annosa e controversa - conclude il Presidente - sulla quale a nostro avviso - finché si resta a livello dilettantistico - occorrerebbe avere uno sguardo più inclusivo ed aperto all’intera formazione messa in campo nel suo complesso dalle società, evitando la creazione artificiosa di "gap generazionali" che, una volta chiusa la "finestra" anagrafica degli inserimenti obbligatori, considerano un ragazzo di una età superiore anche di un solo anno agli "under" - e quindi in una fase in cui è possibile ancora un ulteriore crescita agonistica - in tutto e per tutto identico a un calciatore di 30 anni e forse più, con personalità e caratura tecnica ormai definita e consolidata".

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