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L'INTERVISTA

Alba Leonelli: "Solo unite possiamo colmare il gap con il calcio maschile"

La Vice Presidente e Responsabile del femminile del Comitato Regionale: "Stiamo crescendo, ma di strada da fare ce n'è ancora tanta"

31 Luglio 2021

Alba Leonelli ©CR Lazio

Alba Leonelli, Vice Presidente del CR Lazio

Responsabile del calcio femminile e, dopo la tornata elettorale dello scorso gennaio, Vicepresidente del CR Lazio. La nuova nomina di Alba Leonelli all’interno del Consiglio Direttivo di via Tiburtina è un altro passo avanti del movimento all’interno della nostra regione. Ma non è l’unico, solo il primo, previsto dal Comitato in vista della nuova stagione. Sono tante ed innovative le idee e le iniziative studiate per cercare di dare ulteriore slancio al femminile. “Dobbiamo partire dalla base – spiega la Leonelli – Solo così possiamo fare in modo che tutto il sistema si sviluppi e colmi il gap, ancora troppo grande, che c’è con il movimento maschile”. Una crescita che comunque non accenna a voler rallentare, nonostante la pandemia abbia messo a serio rischio le ultime due stagioni, superate solamente grazie alla passione e allo sforzo delle società che hanno risposto presente quasi al completo quando, dopo il riconoscimento del CONI come manifestazione di interesse nazionale per l’Eccellenza Femminile, è stato presentato il format che ha permesso di tornare alle competizioni.

Alba, soddisfatta di come si è chiusa la stagione?
"Assolutamente sì, è stato svolto un grandissimo lavoro, soprattutto dalle società che con tanta voglia hanno voluto ricominciare con il campionato e disputarlo. Non è stato semplice neanche dal punto di vista dell’organizzazione, abbiamo dovuto fare i conti con i protocolli sanitari e con la necessità di sottoporre le atlete ai tamponi ogni settimana. Da parte dei club c’è stata grande pazienza e collaborazione e non posso che essere contenta, visto che siamo riusciti a non posticipare neanche una partita".

Il riconoscimento dell’Eccellenza Femminile come manifestazione di interesse nazionale è stato un segnale molto importante.
"Al di là del fatto che c’era stato uno sviluppo sostanziale a livello nazionale, con la proposta di approvare il professionismo anche per le nostre calciatrici, nel nostro piccolo il riconoscimento del CONI è stato molto significativo. Inoltre non è un’indicazione limitata alla scorsa stagione, ma che resta nel tempo. Diciamo che il Covid-19 ha accelerato un percorso che si era reso necessario".

Alla ripartenza hanno aderito praticamente tutte le formazioni che si erano iscritte ad inizio stagione.
"Un messaggio tangibile di quanto i club credano in questo settore. Ne hanno compreso l’importanza e si sono adoperati nel migliore dei modi per permettere alle ragazze di tornare in campo. Solamente una società si è chiamata fuori, ma più per volontà dei genitori delle tesserate che della dirigenza, ma è stato un caso isolato".

Una ripresa spinta anche dalla voglia dirompente di riprendersi le proprie vite.
"Abbiamo avvertito tantissima voglia di volersi mettere a disposizione per consentire alle nostre calciatrici di giocare. Tutti gli staff hanno collaborato con il Comitato giorno e notte, e non è un modo di dire. Ci sono state occasioni in cui i tamponi sono stati effettuati la sera tardi, è stata una situazione difficile da gestire e senza la grande passione degli addetti ai lavori e all’unione di intenti di tutte le parti non ce l’avremmo fatta. L’ambiente femminile laziale ha dimostrato di essere una famiglia, formata da persone vere, che credono in quello che fanno e che remando insieme nella stessa direzione hanno permesso tutto questo".

Dove si poteva fare meglio e dove si dovrà fare meglio in futuro?
"Si può sempre migliorare in tutto, anche perché la pandemia è stata una brutta novità che ha messo in difficoltà chiunque. Per esempio qualche problema di organizzazione sulla trafila dei tamponi lo abbiamo avuto, senza dare la colpa a nessuno nel maschile sono stati più puntuali. In alcuni casi ho avuto la sensazione che il femminile fosse preso più alla leggera, qualche volta gli appuntamenti sono stati posticipati all’ultimo momento e in orari difficili, ma voglio pensare che sia solamente un discorso di rodaggio e che, nel caso dovesse esserci la stessa necessità di seguire queste indicazioni sanitarie anche per la prossima stagione, le cose possano andare meglio".

Le differenze sono ancora tante, eppure abbiamo assistito a Katia Serra commentatrice tecnica della finale di Euro 2020 e ad arbitri donna che hanno fatto la loro bellissima figura. La strada giusta è una sorta di fusione dei due universi?
"Con Katia mi sono complimentata di persona e gli arbitri donna, alcuni internazionali, stanno dimostrando di valere tanto quanto i loro colleghi, ma guardando oltre le soddisfazioni personali voglio rimarcare che questi sono traguardi raggiunti grazie allo sforzo di noi tutte. Stiamo ottenendo risultati anche oltre le previsioni, i club si stanno impegnando sempre di più per garantire uno sbocco anche alle ragazze e se ognuna di noi, nel proprio campo, continuerà a lavorare così, sono convinta che arriveremo presto ai risultati che ci siamo prefissate”.

Quali sono gli obiettivi del CR Lazio per il prossimo anno? La pandemia ha rallentato in qualche modo il processo di crescita?
"No, nessun rallentamento, magari inizialmente, ma poi tutti si sono rimboccati le maniche per trovare una via d’uscita. Di solito in questi casi si corre il rischio di piangersi addosso e restare fermi ad aspettare un segno da chissà chi, invece stavolta è accaduto il contrario. C’è molto fermento, ci saranno nuove squadre e, come annunciato dal Comunicato Ufficiale n.1, il Consiglio Direttivo ha deliberato, su mia proposta, la creazione di un campionato di Promozione Femminile. Diciamo che questa è la grandissima novità. Poi cercheremo di formare un organico adatto anche per permettere lo svolgimento di tre manifestazioni federali giovanili per le categorie Under 19, 17 e 15”.

Le giovani calciatrici, secondo gli ultimi dati forniti dalla FIGC, sono in costante aumento: quanto sarebbe importante creare settori giovanili ad hoc per sviluppare ulteriormente il  movimento?
"Se vogliamo ambire alla parità mettere in piedi tutta la filiera è una necessità. Per questo coloro che si iscriveranno per il primo anno partiranno dalla Promozione, così come in Eccellenza saranno previste le retrocessioni. Questa è l’idea, vediamo che numeri raggiungiamo, ma intanto iniziamo a dare una struttura se vogliamo crescere. Da parte nostra stiamo cercando di sensibilizzare tutti i club per aumentare le iscrizioni”.

Quanto è utile  riconoscere il professionismo anche nel femminile? Può dare uno slancio definitivo al movimento? Si parla molto di mancanza di tutele per le sportive, in primo luogo quella sulla gravidanza che negli ultimi mesi ha fatto parecchio discutere.
"Ma quello dell’aspettare un figlio è un problema, purtroppo, diffuso in tutti gli ambienti. A qualsiasi colloquio di lavoro dobbiamo sopportare la fastidiosa domanda: hai intenzione di restare incinta? Nello sport è ancora peggio. Per quanto riguarda il professionismo staremo a vedere, certo che questa pandemia non ci voleva, le società sono a disagio dal punto di vista  dei bilanci, portare avanti questo percorso potrebbe essere complicato perché ai club verrà richiesto comunque un impegno economico significativo. L’importante ora per molte realtà è sopravvivere e questa esigenza potrebbe creare qualche rallentamento".

Serve un ridimensionamento?
"Sì, da parte di tutti, anche dei calciatori. Tutti dovrebbero comprendere il momento. Personalmente metterei dei tetti massimi sugli stipendi, tanto per dirne una".

Una nuova stagione alle porte, cosa augura al movimento e alle giovani calciatrici che calcano i nostri campi?
"Più che un augurio voglio dire loro di continuare così, di credere in quello che fanno e di non smettere di inseguire i propri sogni. Insieme alle società ci siamo promessi di lavorare nel loro interesse per aiutarle a ritrovare una sorta di normalità, almeno sportiva, dopo questo assurdo periodo. Da parte mia e del Comitato saremo pronti a sostenerle per qualsiasi problema. Saremo sempre presenti, cercando di sostenere in qualsiasi modo quei club che sceglieranno di dare il proprio contributo alla crescita del femminile".

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