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L'intervista

David Centioni: "L'Uefa A il coronamento di un lungo percorso"

Il tecnico ex Real Monterotondo e Corneto Tarquinia: "Esperienza formativa ed impegnativa sotto tutti i punti di vista. Aver intrapreso questo percorso è motivo di orgoglio e soddisfazione"

01 Agosto 2021

David Centioni

David Centioni (©Facebook)

David Centioni è senza dubbio un nome che nel panorama calcistico laziale ha un certo peso. Il mister vanta una reputazione e un curriculum importante e grazie alla certificazione UEFA A diventa ancor di più una certezza. Il patentino UEFA A è il primo passo per poter diventare un allenatore professionista e consente di poter allenare in Lega Pro e fare l’allenatore in seconda in Serie A o Serie B. Per poterlo ottenere, è necessario seguire un corso di 192 ore che si tiene a Coverciano e che verte su diversi argomenti come la tecnica e la tattica calcistica, la metodologia dell’allenamento, la psicologia sportiva, la comunicazione, la medicina sportiva, le carte federali e il regolamento di gioco. A Tal proposito mister Centioni ci ha raccontato la sua esperienza a Coverciano: “È stata un’esperienza formativa e impegnativa sotto tutti punti di vista, sia per la durata ma soprattutto per la profondità degli argomenti trattati. Per me è stato il coronamento di un percorso che dura ormai da dodici anni. Sono dodici anni che do il 100% e ci metto il massimo della passione e della professionalità. Aver avuto la possibilità di partecipare e di iscrivermi a questo corso è un grande motivo d’orgoglio e di soddisfazione. A settembre tutti noi partecipanti faremo l’esame finale per il conseguimento di questa licenza e, una volta concluso il corso, la speranza è quella che si possano aprire ulteriori orizzonti professionali”.  Le parole dell’allenatore laziale non lasciano spazio ad interpretazioni. Il corso garantisce una qualità da veri professionisti e non a caso a tenere i corsi erano esponenti di un certo rilievo, ma non solo, erano volti noti anche alcuni suoi compagni: “Il professore di tecnica era mister Mario Beretta. Mazzarri è venuto a fare una master-class così come Massimiliano Maddaloni, vice di Lippi prima e Cannavaro poi.  Senza dubbio lo spessore delle lezioni era di un livello altissimo, d’altronde è il corso che prepara gli allenatori al professionismo, non poteva essere altrimenti. Tra i compagni di corso erano numerosi gli ex calciatori professionisti e con loro è stato estremamente interessante il confronto quotidiano. Parlare, apprendere e scambiare informazioni con chi il professionismo l’ha fatto e l’ha vissuto da calciatore è stato molto formativo poiché hanno messo a disposizione le loro esperienze. È stato un grande confronto. Sono state sei settimane intense, non solo di lezioni ma anche di approfondimenti extra. È stata una bella esperienza a 360 gradi”. Il periodo in cui si è svolto il corso era un periodo particolare poiché l’Italia era impegnata a EURO2020 e Centioni ci ha raccontato l’aria che si respirava: “Una cosa particolare è stata quella di respirare il clima di Coverciano mentre la nazionale era impegnata agli Europei. Soprattutto quando li stava vincendo. Già di per sé il clima era fantastico, ma con l’aggiunta di questo particolare episodio, l’aria che si respirava era particolarmente propositiva, positiva e favorevole”. Il mister però non ha alcuna intenzione di fermarsi. Nonostante il Covid-19 abbia bloccato gran parte del calcio dilettantistico, non vede l’ora di tornare ad allenare e di mettere in atto le competenze acquisite. Alcuni contatti ci sono e ci sono stati ma il tecnico specifica che per ora non c’è nulla di realmente concreto: “Per quanto riguarda il futuro, per ora tutti i vari colloqui portati avanti non si sono concretizzati. Aspetto quindi l’occasione giusta per poter mettere in pratica la mia professionalità, la mia esperienza e le mie competenze, per poter fare un lavoro importante. Purtroppo, negli ultimi tre anni, a causa del Covid-19 noi allenatori, come tutto il settore, siamo stati un po’ bloccati. A livello di traguardi personali questi motivi extra-calcistici hanno fatto sì che io mi fermassi sempre a un passo dal raggiungimento degli obiettivi. Possiamo quindi dire che sono un po’ in credito con la fortuna. Nel futuro quindi mi aspetto di trovare un’occasione importante”.

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