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L'intervista

Del Monte: "Quest'avventura mi ha reso migliore, come tecnico e uomo"

L'allenatore e direttore sportivo della Vis Aurelia: "Stare a Coverciano mi manca, mi porto dentro tanti ricordi stupendi. Il corso è duro, ho imparato molto. Poi quanti aneddoti dagli ex calciatori..."

01 Agosto 2021

Mazzarri e Del Monte

Mazzarri e Del Monte (©Facebook)

Fabio Del Monte è uno degli allenatori del panorama laziale ad aver seguito il corso per il conseguimento del patentino UEFA A al centro di Coverciano, propedeutico per il passaggio al mondo dei professionisti. Attualmente il mister svolge il doppio ruolo al Vis Aurelia di Direttore Sportivo-Allenatore e questa esperienza è stata di aiuto per il suo percorso professionale: “È stato un corso molto duro, sono state sei settimane, 192 ore, dal martedì al venerdì senza sosta. Questo percorso è stato formativo sotto tutti i punti di vista, un’esperienza bellissima anche perché alcuni dei miei compagni erano ex giocatori professionisti, gente del calibro di Chevanton, Gobbi, Palladino, Dossena, Pinzi, Sansovini, Baiocco. Insomma, tutta gente che ha fatto la Serie A a livelli importanti ma che comunque è sempre stata disponibile e alla mano con tutti. Come detto precedentemente è stato molto formativo sia sotto l’aspetto teorico e pratico sul campo e con i docenti, sia perché era un apprendimento continuo, anche al di fuori delle lezioni. Passare tutto quel tempo con persone che hanno calcato campi importanti mi ha permesso di imparare cose nuove in tutti i momenti della giornata, anche a tavola, quando i miei compagni raccontavano le loro esperienze. Inoltre, uno dei momenti di maggiore apprendimento, è stata senza dubbio la giornata in cui ci ha fatto lezione Walter Mazzarri. Una persona fantastica, tutto l’opposto di quello che traspare dalla TV, disponibile, preparato, schietto, insomma una bellissima giornata formativa. Come si dice a Roma: tanta roba”. Dal racconto del mister si intuisce come questa sia un’esperienza fondamentale per il percorso di qualsiasi allenatore che voglia crescere e fare strada in questo settore. Inoltre il periodo in cui si è svolto il corso è stato lo stesso in cui la nazionale maggiore era impegnata ad EURO2020 e quindi non potevano mancare alcuni aneddoti e racconti relativi a questo parallelismo: “Di aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma ve ne racconto uno in particolare. A fine corso abbiamo deciso di fare una partitella 8 vs 8 e posso dirvi che nonostante i quarant’anni dei presenti la palla viaggiava a duemila all’ora. Giocare insieme a persone che hanno fatto la Serie A è stato un plus ultra incredibile. In queste sei settimane mi è sembrato di stare in un altro mondo. Come se non bastasse respirare l’aria di Coverciano, in certi momenti c’è stata anche la nazionale dentro, un’atmosfera bellissima e un posto stupendo. Con gli altri partecipanti abbiamo visto tante partite della nazionale con relative considerazioni e commenti. Abbiamo gioito e festeggiato insieme le imprese dei nostri ragazzi. Insomma, mi porto dentro tante cose belle. È stata un’esperienza a 360 gradi di un valore inestimabile. Mi sembrava di vivere dentro un sogno e infatti, una volta finito, mi sono risvegliato nella normalità e devo dire che non stare lì mi manca. È un corso che se non lo fai ti manca qualcosa, è talmente bello che alla fine non puoi dire di aver sbagliato a farlo”. Essere tornato alla normalità significa anche proseguire il percorso sportivo intrapreso con il Vis Aurelia e mister Del Monte non ha dubbi che questa esperienza lo aiuterà nel raggiungere i suoi obiettivi. “Il futuro prossimo si chiama Vis Aurelia, per me è come una grande famiglia, loro mi considerano importante e difatti mi hanno dato carta bianca per questo doppio ruolo. Quest’anno allenerò l’U17 e sarò il Direttore Sportivo. Sono contento e non vedo l’ora di iniziare. Il mio obiettivo a lungo termine è senz’altro quello di entrare nel mondo dei professionisti. Questo percorso mi ha fatto crescere e mi ha reso un allenatore e una persona migliore. Un giorno spero di allenare delle prime squadre nei professionisti o nelle giovanili o magari delle primavere. Vorrei concludere quello che non ho finito da calciatore, mi sono fermato a un passo dal professionismo ed ora come allenatore mi piacerebbe completare questa opera. Sto facendo tutte le tappe giuste per cercare di avvicinarmi a questo, sicuramente servirà anche della fortuna, ma io ci sto mettendo del mio”. 

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