Cerca

L'INTERVISTA

Monnanni: "Crisi Covid? Servirebbero più controlli sui bilanci dei club"

Il presidente dell'ASP Asilo Savoia traccia il bilancio della stagione: "Via al Montespaccato 2.0. Sì è un chiuso un ciclo che ha regalato grandi soddisfazioni"

31 Luglio 2021

Massimiliano Monnanni ©Vamos Sport

Massimiliano Monnanni, presidente del Montespaccato Savoia ©Vamos Sport

Se c’è una qualità tra le tante che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni di Massimiliano Monnanni è la capacità di porsi sempre nuovi obiettivi da raggiungere. Il Presidente dell’Asilo Savoia, fautore di tantissimi progetti sociali alla guida dell’ASP, ha il pregio di raggiungere un traguardo, spesso di grande rilevanza, e di proiettarsi immediatamente nel futuro. Senza mai perdere di vista da dove tutto è cominciato, ma non per questo sprecando tempo prezioso in autocelebrazioni che troppo spesso ci concediamo. Massimiliano Monnanni no, la sua capacità di riuscire a spostare il focus sul dopo è invidiabile. È così che si conquistano grandi risultati. È così che si scrivono importanti pagine della nostra comunità come quella di Montespaccato, con la formazione del quartiere che è tornata in Serie D, è riuscita a mantenere la categoria senza troppi patemi dopo una partenza a singhiozzo e che ora è già pronta per entrare in una nuova fase.

Presidente, partiamo dalla festa del quartiere al Don Pino Puglisi. Un primo passo verso il ritorno alla normalità.
"È stato un bel momento di confronto e dialogo con tutte le altre realtà del quartiere. Un modo, se vogliamo, di fare il punto sui risultati raggiunti e verificare la bontà del lavoro svolto sul tessuto sociale e aggregativo di Montespaccato. Ci stiamo già adoperando per un nuovo evento, ancora più allargato, che dovrebbe svolgersi prima dell’inizio del nuovo campionato, magari il secondo weekend di settembre. La nostra intenzione è rafforzare ulteriormente il legame tra l’attività sportiva e gli aspetti sociali di riferimento. Per noi si tratta di un passaggio molto importante, perché abbiamo chiuso un primo ciclo e si entra in una nuova fase".

Un ciclo iniziato tre anni fa.
"Molto positivo, aggiungerei. Voglio ringraziare tutti i protagonisti che hanno reso possibile questo percorso, a partire da Fabrizio Ferazzoli che ha assolto il suo compito in maniera puntuale ed esaustiva. Ora entriamo in una nuova dimensione, che dovrà corrispondere alle nuove tappe successive al provvedimento di confisca del settembre 2020, dopo il sequestro del 2018. Entro il 2022 dovrebbe infatti concludersi definitivamente l’iter burocratico della confisca e, in linea con i valori di Talento & Tenacia, la società da quel momento dovrà farsi trovare pronta per camminare in maniera sempre più autonoma".

Rispetto all’Asilo Savoia?
"Sì, all’interno ci sono ragazzi e dirigenti cresciuti con il nostro modello come riferimento, l’obiettivo quando la confisca sarà definitiva è farsi trovare preparati, con in piedi una struttura autosufficiente, che rappresenta un unicum nel panorama dilettantistico laziale e non solo. Un modello che dovrebbe essere esportato anche in altre società laziali".

I primi passi in questo senso sono già stati mossi: Mucciarelli in panchina e Sismondi al suo fianco, due ragazzi cresciuti con voi.
"Ma anche Gallinucci, Adami e vorrei inoltre rimarcare come nei corsi di formazione in ambito sportivo siano stati inseriti anche dieci ragazzi della Juniores. Il vero senso di Talento & Tenacia e di conseguenza del Montespaccato non è quello di collezionare figurine e vincere campionati, considerare i calciatori come numeri che entrano ed escono in una sorta di lotteria, ma far sentire questi ragazzi protagonisti, in base al loro impegno e ai loro meriti. Non tutti comprendono subito l’importanza di questo aspetto, la nostra è una rivoluzione gentile, ma pur sempre una rivoluzione. Mi auguro che questo modo di fare sia sempre più contagioso".

Ma?
"Ma vedo segnali di tendenza contrari, ragazzi illusi e malgestiti, sormontati da personaggi come i procuratori o presunti tali che a certe età e in certi campionati neanche dovrebbero esistere. Elementi negativi che pensano esclusivamente al loro tornaconto, senza tutelare gli interessi dei giovani calciatori".

Passiamo al campo: il Monte ha disputato un ottimo campionato, l’obiettivo era una salvezza tranquilla ed è stato raggiunto. Quale sono state le difficoltà più grandi?
"Purtroppo ad inizio stagione con il passaggio dal sequestro alla confisca abbiamo ricevuto, intorno a metà luglio e quindi in piena programmazione, una serie di dimissioni che ci hanno messo in una situazione di grande difficoltà. Dover ricostruire la dirigenza non ha certo aiutato, come alcune scelte del mister di calciatori che non più tardi di fine ottobre erano già fuori rosa. Questi due aspetti hanno contribuito a quella fase opaca che ci ha portato fino al terz’ultimo posto. Poi è emerso il valore di Talento & Tenacia, imperniato in quei giovani che avevano vinto l’Eccellenza un anno prima ai quali, a gennaio, si è aggiunto Aimone Calì. Ha dato il suo apporto in campo e nello spogliatoio, ha aiutato anche Diego Gambale. Ci tengo a sottolineare come siamo riusciti a cambiare verso alla stagione grazie a chi giocava con noi l’anno prima in Eccellenza, perché è la testimonianza più marcata di come la promozione anticipata di marzo, causa pandemia, fosse meritatissima".

A proposito di Gambale, il club ha iniziato a lanciare anche i giovani nel professionismo. Diego all’Aquila Montevarchi e Silvestro di rientro all’Inter, dove resterà per giocarsi le proprie chance in Primavera. Quanta soddisfazione c’è?
"Tanta, ma credo che in pochi abbiano ben compreso che dietro questi traguardi c’è la nostra capacità di stare vicino ai giovani dentro e fuori dal campo, tutelandoli dalle distorsioni di questo sistema. Molto spesso si sente parlare di talenti sciupati perché mal consigliati, guidati verso scelte che hanno finalità di utilità solo per chi li gestisce. Colgo l’occasione per invitare tutti i giovani atleti a non lasciarsi abbindolare da promesse mirabolanti, meglio una scelta meno lucente ma più lungimirante. Diego Gambale ne è un esempio lampante, per lui due anni fa abbiamo stilato un percorso, ha compreso che gli scalini vanno affrontati uno alla volta con dedizione e sacrificio e che Talento & Tenacia aveva caratteristiche uniche, che potevano aiutarlo a tirare fuori il meglio di sé e a realizzare il suo sogno. Come lui stesso ha dichiarato il suo successo è una vittoria di tutta la squadra e di tutta la società".

Il talento non basta.
"Il talento fine a se stesso no, serve un team che lavora intorno al calciatore ma non per raggiungere vantaggi personali, ma per aiutare la persona ad ottenere il meglio. Noi non siamo mossi da aspetti commerciali o di valorizzazione di un atleta per aspetti economici, la nostra missione è quella di aiutare persone meritevoli, ma senza il sostegno giusto, a realizzarsi. Credo che questo ancora non sia stato ben compreso e penso che questa problematica vada affrontata con maggiore attenzione. Perché se un talento si spegne per colpa dei «mestieranti» è una sconfitta per tutto il sistema".

È stato un anno difficile, dove molti club sono stati messi in grave crisi dalla pandemia. Qual è il tuo punto di vista?
"Tutto vero, le difficoltà ci sono state, ma gli aiuti non sono mancati. Qualcuno non è riuscito ad accedere ai sostegni, a volte per mancanza di regolarità contributiva o altri requisiti come la trasparenza e la tracciabilità dei rimborsi. La pandemia, che ha messo e mette a dura prova tutte le ASD e le SSD sane, privandole di sponsor veri e delle rette della scuola calcio, ha permesso, però, di far emergere realtà che, non si sa con quali disponibilità liquide, stanno ingaggiando campagne acquisti mirabolanti. Ricordiamo tutti le dichiarazioni del Procuratore De Raho sulle infiltrazioni e riciclaggio di denaro nel calcio dilettantistico e mi chiedo: quando avrà inizio un accurato ciclo di controlli da parte delle competenti autorità?".

Falle che la pandemia ha messo in risalto: come se ne esce?
"Vorrei avanzare una proposta sulla trasparenza e sulla legalità dell’operato di ASD e SSD, che tante volte ho posto sul tavolo dei dibattiti. Mi piacerebbe, tramite un’azione volontaria, che i club di Serie D ed Eccellenza pubblicassero i loro bilanci, in maniera tale da rendere in evidenza anche le situazioni di sofferenza e trovare insieme soluzioni per sollecitare le istituzioni preposte. Mi riferisco soprattutto a chi ha anche attività giovanile e scolastica, si parla tanto di crisi ma bisogna rendersi conto che per uscirne bisogna dare risposte proattive, migliorare la propria organizzazione, intercettare e accedere a tutte le opportunità. Perché ce ne sono state tante e con un operato trasparente tutto sarebbe stato più semplice".

Temi una nuova stagione ancora condizionata dal Coronavirus?
"Credo che l’unica via sia quella di seguire le indicazioni, a partire dalla vaccinazione. Come club stiamo sensibilizzando i nostri atleti, prima di tutto per dovere civico, poi per cercare di evitare di replicare un campionato come quello appena chiuso, con classifiche mozzate e recuperi infiniti. Spero anche di poter riabbracciare il nostro pubblico, le porte chiuse tolgono emozioni e patos allo sport, mi auguro si faccia tutto il possibile per responsabilizzare i tesserati riducendo il rischio di un nuovo stop o di nuove restrizioni in ambito sportivo". 

Presidente, cosa ti auguri per il futuro del Monte?
"Sicuramente non la promozione in Serie C, non siamo ancora pronti, ma stiamo lavorando per un impianto adeguato per la categoria. Questo sarà l’ultimo anno di transizione per gettare le basi del nuovo Montespaccato. Per ora mi auguro di migliorare la classifica, magari di chiudere nella parte sinistra del tabellone. Poi se riuscissimo ad inserirci nella lotta play off sarebbe un risultato oltre le aspettative. Ma la cosa più importante sarà crescere ancora dal punto di vista organizzativo. Questo sarà un anno di transizione per gettari le basi del nuovo Montespaccato, quello che dovrà camminare con le proprie gambe una volta terminato questo lungo periodo caratterizzato dalle incombenze processuali".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni