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L'intervista

Stefano Campolo: "Il corso? Un'esperienza davvero straordinaria"

La nuova guida tecnica del Lanusei: "Un passo importante per la carriera, è stato bello poterlo condividere con ex calciatori. Un percorso talmente formativo che ci ridarà qualcosa già nell'immediato"

01 Agosto 2021

Stefano Campolo

A destra Stefano Campolo

Recentemente ci sono state diverse conoscenze del nostro panorama calcistico regionale che hanno frequentato il corso da allenatore Uefa A in quel di Coverciano. Tra questi c'è Stefano Campolo, tecnico che nel mondo dilettantistico laziale ha fatto vedere ottime cose sulle panchine tra le altre di Vis Artena e Rieti, per citarne alcune. L'attuale tecnico del Lanusei, formazione sarda che milita in Serie D, ci racconta un po’ quella che è stata la sua esperienza in Toscana: "Oltre al passo importante per la carriera, è stato bellissimo condividere questa esperienza e confrontarsi con ex calciatori che hanno calcato campi importantissimi. Poi, anche dal punto di vista dei docenti, si parla di allenatori di livello e che hanno alle spalle tantissime panchine nel professionismo. È un'esperienza che ti dà tanto sotto tutti gli aspetti, ovviamente studiare è fondamentale poi però c'è il campo che deve dare le risposte, è lui il nostro habitat naturale. Bisogna avere l'abilità di capire come proporre le proprie idee per farle recepire nella giusta maniera dal gruppo e questo, oltre che con lo studio, si apprende soprattutto con l'esperienza". Tra le emozioni più grandi c'è quella di aver condiviso i banchi con tanti ex calciatori con molte presenze alle spalle nel professionismo e con apparizioni anche con la maglia azzurra, come ad esempio Pinzi o Dossena: "La cosa che mi ha lasciato favorevolmente colpito è l'umiltà che ho trovato in ragazzi che hanno tantissime presenze nel Professionismo e che hanno anche vestito la maglia della Nazionale. Addirittura erano loro stessi spesso ad avvicinarsi a noi che siamo sul campo da più tempo come allenatori, per chiederci consigli su come gestire un gruppo o su determinate difficoltà societarie che ci si può trovare ad affrontare in realtà dalla Lega Pro in giù". Un corso del genere permette di arricchire il proprio bagaglio di allenatore sotto tutti gli aspetti che caratterizzano questo ruolo. Ovviamente quello tecnico-tattico, ma anche quelli della comunicazione, della psicologia e della metodologia. A questi si aggiungono poi le lezioni con docenti esterni, come ad esempio l'ex allenatore di Napoli e Torino Mazzarri, che sono andate a sommare ulteriori conoscenze: "Dal punto di vista tecnico abbiamo avuto Beretta che ci ha trasmesso tanti messaggi importanti, anche su cose che possono sembrare banali ma che non lo sono assolutamente, neanche a livelli altissimi. Bisogna sempre tenere gli occhi vigili su tutto. Abbiamo potuto accrescere poi la nostra conoscenza su aspetti importanti come la comunicazione, la psicologia e la metodologia, tutte cose fondamentali quando bisogna andare a gestire un gruppo di circa 25 persone. La lezione con Mazzarri, per esempio, è stata bellissima. Un piacere ascoltare un tecnico del suo calibro e con grandi esperienze alle spalle, raccontare il suo calcio e tanti retroscena della sua carriera". Il corso da allenatore Uefa A rappresenta senza ombra di dubbio un passo importante nella carriera di ogni tecnico ed un'esperienza che già nell'immediato può dare tanti benefici. Di questo ne è sicuro anche Stefano Campolo, che ha molta voglia di fare bene e di togliersi molte soddisfazioni in questa sua nuova avventura in Sardegna, sulla panchina del Lanusei. Un club che gli ha fatto una grande impressione fin da subito e dove sembra essersi ambientato già in maniera ottimale: "Si tratta di un'esperienza talmente formativa che indubbiamente darà a tutti noi qualcosa già nell'immediato. Io credo che un allenatore debba avere tre obiettivi principali: il raggiungimento dei risultati richiesti dalla società, la valorizzazione del patrimonio del club e provare a proporre un calcio spettacolare. Penso che il tecnico debba essere bravo a valorizzare i calciatori a propria disposizione, permettendogli di esprimersi al meglio. Questi sono concetti che io ho sempre avuto nel mio bagaglio e che sono state confermate dal discorso di un tecnico illustre come Ulivieri. Il corso mi ha dato tanto, spero che questo si vedrà fin da subito nel mio lavoro di tutti i giorni sul campo". 

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