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L'INTERVISTA

Tisci: "La mia rielezione un attestato di stima. Le finali nazionali? Grande segnale"

L'intervista esclusiva al Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC: "Presto un nuovo protocollo"

31 Luglio 2021

Vito Tisci ©FIGC

FIGC Sgs, il presidente Vito Tisci ©FIGC

Lo scorso 9 giugno Vito Tisci è stato riconfermato alla guida del Settore Giovanile e Scolastico della Figc. Una rielezione che rappresenta anche il grande gradimento delle istituzioni per l’operato del dirigente pugliese negli ultimi quattro anni. Ma anche e soprattutto l’apprezzamento per il lavoro portato avanti in un periodo estremamente delicato come quello caratterizzato dalla pandemia. Una riconferma che non può che rendere felice lo stesso Tisci: "Ho ricevuto un grande apprezzamento da parte del Presidente federale - spiega Vito Tisci - per il lavoro svolto e, allo stesso tempo, si è voluto dare anche continuità al percorso intrapreso nello scorso quadriennio. Un periodo nel quale abbiamo ottenuto ottimi risultati grazie anche al rafforzamento di tutte le sinergie. Il nostro è un settore strategico, perché ci preoccupiamo della cura e della formazione dei giovani. Una responsabilità estremamente importante che sento in maniera forte in prima persona. La mia riconferma, quindi, dimostra la stima nei miei confronti da parte di tutte le componenti: il presidente Gravina, le leghe e tutto il settore tecnico e di questo non posso che esserne davvero molto gratificato".

Con le finali giocate in Emilia Romagna poche settimane fa, si è chiusa ufficialmente la stagione del settore giovanile. Tre i titoli assegnati (U18, U17 A e B e Under 17 Lega Pro). "E’ stata una stagione difficile - prosegue il numero uno del Settore Giovanile e Scolastico - anche perché quasi tutte le attività nelle scuole e nelle regioni sono rimaste ferme. Siamo comunque riusciti ad andare avanti e di questo devo ringraziare tutte le società che hanno dovuto sopportare grandi sforzi. Faccio i complimenti a Genoa, Roma e Como per le vittorie dei rispettivi scudetti. Per tutti noi, invece, si è trattato di una sfida non facile in questo momento di pandemia e sono serviti grandi sforzi economici per garantire la sicurezza di tutti, che è sempre stata al centro della nostra attenzione". Le finali in terra romagnola hanno dato un segnale positivo importante per tutto il movimento, come sottolinea anche Vito Tisci: "Si sono svolte regolarmente, anche se siamo riusciti a far giocare solamente tre campionati rispetto i soliti nove. Il messaggio, però, è chiaro: siamo pronti a ripartire e a voltare definitivamente pagina per vincere questa battaglia e metterci alle spalle questa pandemia che ci ha precluso le ultime due stagioni. E’ stato bello rivedere la gente al campo o collegata su Sky a seguire le gare. Le finali hanno rappresentato anche un segnale rivolto verso la ripartenza ed un pronto ritorno alla normalità. Un traguardo al quale abbiamo sempre mirato e che ci auspichiamo di poter raggiungere quanto prima".

E’ ancora presto per parlare di novità per le quali bisognerà attendere prima le linee guida dettate della FIGC, come ricorda lo stesso Vito Tisci: "Al momento ancora non ce ne sono. Come Settore Giovanile e Scolastico dobbiamo aspettare l’indirizzo che verrà indicato del Presidente e dal Consiglio Federale, quindi si potrà parlare di progettualità che, in ogni caso, dovrà essere sempre condivisa con la Federazione. Al momento stiamo lavorando per ripartire nella normalità nel mese di settembre. Stiamo organizzando le attività nelle scuole e torneremo a lavorare anche a tutti quei progetti condivisi e affidati a noi dalla Federazione, come ad esempio i Centri Federali Territoriali, che sono gestiti da noi e di cui sono molto fiero".

Anche in un momento di crisi generale, però, ci sono numeri e dati confortanti che fanno ben sperare per il futuro: "Sono arrivati risultati importanti, soprattutto nel calcio femminile, che è una disciplina in forte crescita ed attenzionata dalla FIGC. Basta pensare che, per quanto riguarda il tesseramento delle ragazze fino all’Under 17, i numeri sono in crescita del 40%. Merito del lavoro svolto alla base nei centri federali, ma anche dell’operato dei responsabili del femminile, delle scuole calcio e di tutte quelle società che stanno investendo sull’attività giovanile".

Tanto si è parlato in passato e ancora tanto si parlerà in futuro del protocollo sanitario. Fin quando la pandemia non sarà un brutto ricordo, bisognerà sempre fare i conti con tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza di ogni tesserato: "La Federazione - spiega Vito Tisci - è già al lavoro per stilare un nuovo protocollo per la ripresa delle attività dilettantistiche e giovanili e penso che verrà reso pubblico a breve. Finché non sconfiggeremo il virus, dovremo imparare a conviverci, per questo stiamo ideando gli strumenti adatti per una corretta prevenzione. Voglio sottolineare che al primo posto c’è e ci sarà sempre la salute dei ragazzi e la nostra volontà di farli giocare nella massima sicurezza".

"Il ritorno alla normalità, questa è la speranza più grande che culliamo in questo momento". Non ha alcun dubbio il numero uno del Settore Giovanile e Scolastico nel fare un augurio per il futuro. "Una normalità nella vita, nello sport ed in tutti i progetti che portiamo avanti. Tra questi mi piace ricordare il "Progetto Rete", giunto alla settima edizione, che punta all’inclusione sociale attraverso lo sport ed il calcio in particolare. Ne fanno parte tante istituzioni prestigiose e sono coinvolti in questa attività tutti quei ragazzi in difficoltà arrivati in Italia. Il fatto che sia stato affidato a noi rappresenta un motivo di orgoglio. Allargando il discorso, però, tutti i giovani hanno sofferto in questo periodo ed è giunto il momento di tornare a fare sport ed attività fisica. Il calcio è, in primis, motivo di divertimento. Il mio augurio è quello di poter vedere i ragazzi tornare in campo ad abbracciarsi dopo un gol, ritrovare quella normalità a lungo perduta e desiderata. Questa è la speranza che ci portiamo tutti quanti dentro. Vogliamo tornare a fare sport, inteso come strumento di formazione del calciatore ma, soprattutto, del cittadino futuro del nostro paese".

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