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L'intervista

Luigi Marsella: "Io senza panchina? Avrò tempo per studiare"

Uno dei migliori tecnici visti a Frosinone, e non solo, negli ultimi tempi, si è ritrovato senza squadra dopo la separazione con il club ciociaro

13 Agosto 2021

Luigi Marsella, tecnico del Frosinone ©Del Gobbo

Luigi Marsella ©Del Gobbo

"Purtroppo nel mondo del calcio c'è poca meritocrazia, ma non porto rancore nei confronti di nessuno" ha esordito Luigi Marsella, senza peli sulla lingua e con la convinzione di chi sa di valere. E, aspetto ancor più importante, di chi ha dimostrato sul campo le proprie capacità. L'allenatore, reduce dall'esperienza con la Primavera del Frosinone, dopo l'arrivo del neo responsabile del settore giovanile Alessandro Frara, ha deciso di salutare la ciociaria: "Mi è stata proposta l'Under 17 ma in tutta franchezza mi è sembrato un passo indietro, mentre personalmente volevo qualcosa in più". Dopo la separazione dai gialloblù si sono materializzati diversi contatti per il tecnico, prima con lo Spezia e poi con l'Ostiamare, senza però riuscire a trovare un accordo in via definitiva. Il suo nome è stato anche valutato dalla Roma che però ha deciso di virare su altri profili: "Rimanere tagliato fuori e senza panchina è sempre brutto, vorrà dire che sfrutterò questo periodo di pausa per studiare, aggiornarmi e perché no ricapitolare le idee dopo due anni difficilissimi dal punto di vista emotivo. Nella prima stagione, quella poi interrotta a causa Covid, è filato tutto liscio fino allo stop dei campionati. La Primavera del Frosinone era nei piani alti della classifica, è stato un grande rammarico. L'anno successivo terribile, soprattutto all'inizio. Mille incertezze, sia interne alla società che esterne, ma siamo comunque ripartiti con la preparazione la prima settimana di settembre. Da lì in poi un vero e proprio calvario, basti pensare che siamo stati sottoposti a ben otto quarantene. Di conseguenza a gennaio eravamo nelle ultime posizioni del girone, poi pian piano ci siamo rialzati, sapevamo che i valori c'erano e sono emersi con grande vigore. Merito dello staff e soprattutto dei ragazzi, capaci di farsi trovare sempre pronti sotto tutti i punti di vista. Alla fine abbiamo centrato il nostro obiettivo, il quinto posto, con grande soddisfazione di tutti. La gioia più grande della mia esperienza a Frosinone? Senza dubbio i tanti ragazzi che nelle mie due annate sono volati nel professionismo, oltre ai piazzamenti importanti che siamo riusciti ad ottenere". Insieme a mister Marsella abbiamo poi allargato gli orizzonti parlando dei tanti ex giocatori che, non appena conclusa la loro carriera in campo, si siedono immediatamente in panchina: "La storia di Pep Guardiola ha aperto un'epoca particolare. Si è tentato di imitare lui come allenatore e le società hanno provato ad emulare il Barcelona. Ma di Guardiola ce n'è uno... In tutta sincerità non sono molto d'accordo su questo concetto ormai dilagante che un ex giocatore debba subito avere opportunità, credo che sia giusto fare prima una sana gavetta. Andrea Pirlo è stato l'esempio lampante: senza nemmeno un minuto da allenatore ha ricevuto la guida tecnica della prima squadra di un club come la Juventus. Nonostante i due trofei è evidente che abbia pagato lo scotto. Questo circolo vizioso è sicuramente frutto anche di tante dinamiche in cui personalmente, per fortuna o sfortuna, non mi ritrovo". A proposito di dinamiche particolari, Luigi Marsella ha fatto anche cenno ai tanti giovani che, una volta terminato il percorso nel settore giovanile, faticano a trovare squadra a causa di contratti ingombranti: "In tempi non sospetti Morgan De Sanctis, che stimo come direttore, disse che andava rivista questa normativa. É una condizione che finisce per danneggiare i ragazzi, giovani calciatori che restano prigionieri dei loro stessi contratti, accordi di cui società minori non possono farsi carico". Allo stesso tempo, però, i giovani riscontrano anche grandi difficoltà per emergere: "Purtroppo siamo un paese vecchio in tutto, faremo sempre fatica a dar loro possibilità, e non mi riferisco solamente al mondo del calcio. Restringendo il campo al rettangolo verde credo che i ragazzi debbano innanzitutto farsi trovare pronti, dal punto di vista prettamente calcistico, ma anche e soprattutto sotto l'aspetto della mentalità. Poi è ovvio che bisogna anche tutelarli, spesso nelle prime uscite vanno oltre le aspettative, ma sono anche normali periodi calanti; ecco, in quel momento bisogna supportarli, non metterli alla gogna". Il mister ha infine concluso il discorso facendo riferimento ad alcuni giocatori nello specifico: "Nell'ultima stagione diversi giovani hanno fatto bene, in casa Roma ad esempio Milanese e Zalewski si sono dimostrati all'altezza, ma poi bisogna avere il coraggio di tenerli. É anche vero che nei club più blasonati le difficoltà sono maggiori, ci sono aspettative di vittoria, è tutto più complicato. Perché Vitalucci non è riuscito ad esordire in prima squadra? In Primavera ha fatto benissimo, ma con i grandi si trovava davanti giocatori importanti. Non si tratta solo di campo, ci sono delle situazioni a livello di gestione che vanno tenute in conto. Poi ovviamente fa la differenza anche l'allenatore, serve coraggio per mettere dentro un giovane e tenere fuori altri calciatori".

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