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L'intervista

Di Ventura scalpita per tornare in campo: "Ad oggi nessuna chiamata"

Il forte centrocampista è ancora alle prese con la riabilitazione dopo il brutto infortunio subito ad aprile ma non vede l'ora di rientrare. Il telefono però ancora non squilla

18 Agosto 2021

Di Ventura

Mario Di Ventura (Foto ©De Luca)

Fino ad oggi non è stata una carriera qualunque quella interpretata nel calcio dilettantistico, con umiltà, allegria e professionalità, dal noto centrocampista Mario Di Ventura. Alla soglia dei trent’anni, il forte calciatore romano è ad oggi senza squadra: una circostanza spiacevole per lui, dovuta al grave infortunio subito lo scorso Aprile. Sì -racconta Di Ventura- purtroppo oltre alla pandemia anche un brutto stop fisico mi ha costretto e mi costringe tutt’ora praticamente ai box da oltre 5 lunghi e pesanti mesi". Si è comunque allenato ed ha ripreso a camminare ma anche a correre il buon Mario che ha trovato sostegno nel Città di Cerveteri, prima del periodo estivo ma ora, triste dirlo, è rimasto solo. "Questa storia mi ha fatto capire che quando servi e sei idoneo per dare un contributo materiale lievitano gli amici e le persone che manifestano nei tuoi riguardi una sorta di affetto: in caso contrario si rimane smarriti, praticamente abbandonati". Quindici anni di calcio vissuti a grandi livelli non sono evidentemente bastati a Di Ventura per godere di una stima calcistica anche pertinente ad un carattere, il suo, espansivo, generoso, molto gioviale. "Forse è un mio limite a questo punto -confida l’ex mediano tra le tante di Civitavecchia e Lupa Frascati- essere disponibile e aperto in generale nei confronti della vita e in particolar modo delle persone. Io però vado avanti per la mia strada fiero di quello che ho sempre dato. Mi manca il campo, ma Dicembre non è affatto lontano, anzi". Tra quattro mesi Mario Di Ventura potrà infatti  tornare a giocare una gara ufficiale: con chi, ancora non è possibile saperlo. "Cerco un progetto -conclude il centrocampista romano- che dimostri di credere nel sottoscritto prima come uomo, poi naturalmente come calciatore. Non è importante per me far parte di un club tecnicamente forte ma conta essere integrato in un contesto dove l’amore per il calcio nei suoi aspetti più puri e semplici sia la peculiarità dominante. L’anno scorso il mio cellulare era tempestato di chiamate e proposte, ora per il momento zero: il numero però è sempre lo stesso: aspetto con ansia una chiamata poiché il calcio è una parte importante della mia vita non solo sportiva".

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