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Roma-Fiorentina: Edoardo Bove, una piacevole "sorpresa" di Mou

Negli ultimi minuti della prima gara della stagione il tecnico portoghese ha mandato un messaggio forte e chiaro al centrocampista di scuola Boreale Don Orione

23 Agosto 2021

Edoardo Bove

Edoardo Bove in azione lo scorso anno (Foto ©D'Offizi)

Calma. Che nel mondo del calcio, ed in particolare nella Capitale, l'ascesa potrebbe rivelarsi rapida così come la discesa. Per questo la manciata di minuti in campo concessa da Josè Mourinho a Edoardo Bove non può essere - e non deve - un'incoronazione. Piuttosto un messaggio che lo Special One ha inviato a caratteri cubitali al centrocampista cresciuto nella Boreale Don Orione: "Continua a seguirmi così come hai fatto finora e sarai un elemento importante di questa squadra". Dubitiamo che in una gara maggiormente in bilico nel risultato, o di alto blasone, l'allenatore portoghese avrebbe proposto la stessa soluzione. Magari si sarebbe affidato ai più esperti Villar e Diawara, comodamente seduti in panchina, o a Darboe, che però è stato tribunato prima dell'inizio del match. O, chissà, lo Special One stupirà ancora nelle scelte nelle prossime uscite della Roma. Sta di fatto che quella di ieri resta un'indicazione importante da parte di Mourinho e, soprattutto, la conferma di quanto Bove sia cresciuto tra la fine della scorsa stagione e l'inizio della corrente. Il cerchio allora si chiude se pensiamo anche agli applausi che lo stesso allenatore romanista aveva indirizzato nei confronti del giovane classe 2002 nel corso delle amichevoli precampionato. Si fatica a credere che Bove possa diventare un titolarissimo da qui ai prossimi mesi, a maggior ragione se fino a qualche settimana fa il prestito sembrava la soluzione migliore per tutti. Soluzione che, tra le altre cose, è ancora in piedi: se i Friedkin riusciranno a regalare l'ultimo regalo a Mourinho, vale a dire il centrocampista che il portoghese cerca, lo spazio a disposizione di Bove sarebbe ancor più ristretto, soprattutto se poi non dovesse partire Diawara. La situazione, dunque, è in continuo divenire, ma per il momento ci teniamo stretto un giovane di diciannove anni che nella scorsa stagione, dopo infortuni vari, è tornato in campo con la Primavera di Alberto De Rossi desideroso di riprendersi tutto quello che gli acciacchi fisici gli avevano sottratto. Mai mentalità fu più giusta per un reintegro da calciatore professionista fatto e finito che poi lo ha portato definitivamente in prima squadra agli ordini dello Special One. 

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