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Roma: Alessio Riccardi, una stagione da dimenticare. E adesso?

Era il "Piccolo Principe", ma ora rischia davvero di trasformarsi in un "ranocchio". La storia del centrocampista classe 2001 deve far riflettere

02 Settembre 2021

Alessio Riccardi

Alessio Riccardi (FOTO ©Conti)

Era il "Piccolo Principe", ma ora rischia davvero di trasformarsi in un "ranocchio". La parabola discendente di Alessio Riccardi deve far riflettere tutti. Stampa, addetti ai lavori, dirigenti, procuratori e calciatori, soprattutto quelli giovani. Sciogliamo però subito un dubbio: il centrocampista romano è sempre e comunque un classe 2001, la sua carriera non è certamente finita, ma l'inizio nel calcio dei grandi è stato sostanzialmente da incubo. Il percorso nelle giovanili della Roma fu di tutt'altro calibro, ergendosi a leader tecnico e carismatico di tutte le formazioni di cui ha fatto parte. Le magie con la maglia giallorossa e quelle con la casacca delle varie Nazionali under sono ancora impresse nella memoria di tutti noi, tanto che il CT Bollini lo ha convocato per la gara del Torneo 8 Nazioni contro la Polonia. Ma con l'Italia l'ingaggio non conta ed è proprio questo il punto della questione. Era il 4 aprile del 2019 quando la Roma annunciò di aver rinnovato il contratto di Riccardi fino al 2023, solo qualche mese dopo l'esordio in prima squadra in occasione di Roma-Virtus Entella di Coppa Italia. Il ritocco dell'ingaggio è stato decisivo per il futuro, insieme ad una crescita non troppo spiccata. E allora iniziano le girandole di panchine in Serie A, ben undici con l'allora tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco. Altre due, nella stagione successiva, agli ordini di mister Fonseca. Ma di debutto nemmeno l'ombra. Eppure tutti se l'aspettavano. Tutti volevano vedere in un palcoscenico importante uno dei giovani più attesi dell'intero panorama italiano, e forse anche europeo. Intanto i giorni passano, i mesi scorrono ed iniziano a sorgere i primi preoccupanti dubbi. Si arriva così all'estate del 2020 ed i dubbi diventano preoccupazioni. "Siamo sicuri che Alessio Riccardi riuscirà a trovare un contesto giusto per poter crescere? Con quello stipendio?". Ecco allora che il cerchio si chiude, perché effettivamente nessuna squadra riesce ad affondare il colpo decisivo per il 2001, nonostante in molti siano interessati. Alla fine è il Pescara a tesserarlo in prestito. Nel club abruzzese, però, nella stagione 2020/2021 Riccardi colleziona la miseria di 211 minuti, decisamente troppo poco per chi dovrebbe accumulare minuti ed esperienza nel calcio dei grandi. La fine del prestito, il ritorno nella Capitale, ed ecco che si palesano gli stessi identici problemi dell'anno prima. Alcune società sono interessate, ma l'ingaggio è troppo oneroso per un giocatore che sì, resta di buona prospettiva, ma è stato sostanzialmente fermo nell'arco di un'intera annata. Dopo dodici e rotti mesi risuonano quasi malinconiche le parole del suo agente, Michelangelo Minieri: "Il suo percorso è stato in continua crescita. È protagonista sia con la Primavera che con l’Under 19. È cresciuto a livello fisico e mentale. Ha chiuso con il settore giovanile. Adesso è pronto per un palcoscenico importante. Il futuro però dipende dalla Roma. Ma una cosa è certa: nel calcio che conta si sentirà parlare di Riccardi". Il calciomercato ora è chiuso, Alessio Riccardi si allena a Trigoria ma è fuori dal progetto. Attendere la sessione di gennaio potrebbe essere deleterio, per tutti. Allora forse ripiegare in un campionato il cui mercato è ancora aperto non sarebbe una follia. L'agente, contattato poco fa dalla nostra redazione, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Sono di Israele, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Russia, Messico, Ucraina, Slovacchia, Bulgaria, Romania e Argentina i club che possono ancora acquistare. Non sarà quello che Riccardi ed il suo agente speravano fino allo scorso anno, ma pur sempre meglio di rimanere fermi a guardare gli altri giocare. 

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