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Possesso & Pazienza: che bella la nuova Lazio di Massimiliano D'Urso

Un 1-0 ai danni del Lecce alla prima giornata di campionato è decisamente troppo poco per trarre delle conclusioni, ma i 2005 hanno dimostrato di aver intrapreso la strada giusta

14 Settembre 2021

Esulta la Lazio

Esulta la Lazio (Foto ©Scopigno Cup)

Sì, è decisamente troppo presto giudicare una squadra, per altro con un nuovo allenatore, dopo appena 90 minuti, ma la prestazione tecnica, tattica e mentale della Lazio contro il Lecce non può lasciare indifferenti. La mano di Massimiliano D'Urso già si vede sui giovani biancocelesti, un gruppo ben allestito da Mauro Bianchessi nel corso degli ultimi anni e che nella scorsa estate è stato ulteriormente puntellato con innesti funzionali e mirati. Il Lecce si è presentato nella Capitale con un accorto 4-4-1-1, dieci uomini dietro la linea del pallone ed il solo Mastrapasqua alto ad infastidire i centrali laziali. La formazione di mister Schipa è arrivata ben preparata al match del Green Club, consapevole del gap tecnico rispetto agli aquilotti: gara intelligente quella impostata dai giallorossi che chiudono tempestivamente tutti gli spazi per cercare di far male in ripartenza. Un atteggiamento, quello del Lecce, che avrebbe potuto far innervosire capitan Dutu e compagni, che invece hanno dimostrato una tenuta mentale invidiabile, della serie: "Continuiamo così, che prima o poi il gol arriva". Nel primo tempo però, nonostante i ripetuti tentativi del reparto avanzato di mister D'Urso, la rete non si è concretizzata, con la difesa leccese che ha iniziato ad acquistare sempre più fiducia con lo scorrere dei minuti. La Lazio continua incessantemente ed insistentemente a palleggiare, fraseggiare ed accendersi all'improvviso: per vie centrali, dove Zecca & co. si rivelano sempre tempestivi nel chiudere ogni varco; sulle corsie laterali ed in particolare sul versante di destra con il pendolino Cannatelli, uno dei migliori tra le fila biancocelesti, ma anche sulle fasce i terzini pugliesi, ben supportati dai rispettivi esterni, riescono a mettere un freno alle scorribande biancocelesti. La Lazio ci prova allora con un paio di tentativi dalla distanza, ma la porta di Moccia sembra stregata. I ragazzi di D'Urso non si scompongono e continuano a macinare gioco con un'impostazione dal basso lucida e ragionata, con i movimenti armoniosi dei centrocampisti che ruotando fanno saltare le linee di pressing del team di Schipa. Al 20' della ripresa la manovra per eccellenza del match: si parte dall'estremo difensore Renzetti che apre per Petta, palla a Milani che serve tra le linee Giubrone; ottimo lavoro dell’11 che difende palla, converge verso il centro e d’esterno cambia gioco per Cannatelli il quale verticalizza per Di Biagio. La conclusione ad incrociare dell’ex Sansa trova la pronta risposta di Moccia e si resta ancora sullo 0-0. Una manciata di secondi più tardi arriva il piazzato di Oliva, uno tra i più intraprendenti della compagine di D'Urso, che non lascia scampo a Moccia e vale i tre punti. Nel prossimo weekend la Lazio è chiamata al turno di riposo potendo contare dunque su giorni preziosi per continuare a crescere ed entrare sempre più nei meccanismi del nuovo allenatore biancoceleste. Gli aquilotti torneranno poi in azione il 26 settembre sul campo della Reggina con l'obiettivo di mettere in atto un'altra ottima prestazione e conquistare il secondo bottino pieno della stagione. 

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