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La seconda firma è solo un contorno. Pisilli, il cervello della Roma

Il centrocampista giallorosso sta compiendo un'evoluzione importante. La prestazione di Ascoli rappresenta un ulteriore passo in avanti

28 Settembre 2021

Niccolò Pisilli

Niccolò Pisilli (Foto ©Torrisi)

Il match di Ascoli ha rappresentato l'ennesima certificazione della forza dei 2004 giallorossi. Un 2-4 abbastanza agevole, se pur con qualche difficoltà in più rispetto al solito, almeno dal punto di vista del risultato (Roma-Milan 3-0 docet), che ha confermato quanto la formazione di Giuseppe Scurto sia quella più gettonata per i vertici del girone. Perché questo gruppo è abituato a primeggiare, sin dai tempi dell'Under 15, fino alla recente stagione in Under 17. I sei punti nelle prime due sono stati quasi dovuti, per certi versi scontati, ma evidentemente i margini di crescita, collettivi ed individuali, sono ancora molto molto ampi. Passi avanti che i lupacchiotti stanno compiendo pian piano, tra un allenamento in Primavera ed uno in prima... squadra, con Josè Mourinho. Stringiamo allora il cerchio e concentriamoci su Niccolò Pisilli, teoricamente centrocampista, praticamente tuttocampista. Il 2004 giallorosso è reduce mesi densi di grandissime soddisfazioni che lo hanno visto nell'ordine essere promosso in Under 18 da sotto età, vincere lo Scudetto con l'Under 17, venire convocato dalla Nazionale e per un paio di allenamenti con capitan Lorenzo Pellegrini e compagni. In mezzo, nel corso dell'estate, anche la firma sul primo contratto da professionista. Senza se e senza ma, Pisilli si sta rendendo protagonista di una vertiginosa crescita che passa, per certi versi, anche per un'evoluzione nell'interpretazione del ruolo di centrocampista. Niccolò è stato quasi sempre l'incaricato di architettare le manovre capitoline, con un'attenzione alla fase difensiva, certo, ma mai come negli ultimi tempi. É stato forse proprio questo il freno durante Roma-Milan in cui, pur giocando bene e trovando la rete del tris, a tratti è mancato di lucidità. Ma ormai anche l'approccio nei confronti di Primavera e Under 18 sta cambiando, a dirlo esplicitamente è stato proprio Alberto De Rossi nell'intervista post Roma-Hellas Verona con lo storico tecnico giallorosso che si è concentrato sull'aspetto difensivo: "La Primavera ha 'abbandonato' il settore giovanile, è una seconda squadra e dobbiamo cercare di formare i giocatori per la prima. Noi dobbiamo cercare di non prendere gol e di farli, però l'importante è che i nostri ragazzi facciano un percorso diverso nelle giovanili. Spesso nel vivaio le partite finiscono 5-2 o 4-3, lasciando da parte la fase difensiva per esaltare l'estro e le qualità dei ragazzi. In questa categoria - e anche in quella sotto direi (riferendosi a Primavera e Under 18, ndr), - dobbiamo far crescere la mentalità di non prendere gol. Perché se i giovani salgono in prima squadra, questo aspetto poi conta molto". Torniamo allora a Niccolò Pisilli, o meglio, reimmergiamoci nella sua prestazione contro l'Ascoli, che rispecchia proprio questo 'nuovo' approccio da parte della Roma. E dunque, il centrocampista capitolino mette in mostra una prova ai limiti della perfezione per l'abbinamento tra fase difensiva e offensiva. Recupera una miriade di palloni in mediana, stroncando sul nascere la maggior parte delle sortite offensive dell'Ascoli per poi, con grande lucidità, impostare la manovra d'attacco. Non è un caso se quasi tutte le offensive del team di Scurto siano passate per i suoi piedi. E che piedi. Tecnicamente d'un livello superiore - ma questo non lo scopriamo certamente adesso - e con un uso del corpo sempre intelligente e funzionale alla manovra, ha confermato di essere in un periodo di forma strepitoso. Dopo due gol consecutivi in altrettante gare, il Parma è avvisato.

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