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l'intervista

Primavera, Polverini: "C'è margine di miglioramento. Questi giovani vanno supportati"

Le parole del nuovo allenatore degli apriliani, reduce dal pareggio per 2-2 con la Luiss

03 Novembre 2021

Polverini

Dario Polverini (Foto ©GazReg)

La rivoluzione in casa Centro Sportivo Primavera è arrivata una settimana fa: mister Massimo Bindi ha lasciato la panchina apriliana dopo la quinta sconfitta consecutiva in sei giornate di campionato, lasciando il posto al suo vice Dario Polverini che alla prima gara ha portato a casa un pareggio contro la LUISS di Guglielmo Stendardo. Per il neo tecnico azzurro si tratta della prima esperienza da capo allenatore dopo una vita passata sui campi come giocatore. A 34 anni è già arrivata la sua grande occasione. 

Mister Polverini, dopo un avvicendamento in panchina si dice spesso che si deve lavorare sulla testa dei giocatori per risalire la china. Anche lei ha trovato necessario questo tipo di approccio quando le è stato affidato l’incarico? 

"C’è stato bisogno e c’è tuttora bisogno di lavorare anche sulla testa dei ragazzi, ma sono tanti gli aspetti di cui tener conto oltre a questo. Qualcosa di buono lo si è già visto domenica, ma ci sarà bisogno di tempo per assorbire le nuove idee che verranno proposte. C’è grande serenità, i ragazzi si sono messi subito a disposizione per affrontare insieme al meglio il lungo cammino che ci aspetta". 

Parlando con la squadra quale è stato il problema che è emerso e che ha dato origine alle cinque sconfitte consecutive di questo inizio stagione? 

"Non dimentichiamo che stiamo parlando di una squadra giovanissima: giochiamo con dei 2004 titolari dopo due stagioni di fermo delle loro categorie giovanili. Va poi sottolineato che la preparazione è iniziata in ritardo e con la squadra ancora in costruzione. Inutile nascondere che mancano dei tasselli in rosa, anche se la società sta lavorando al meglio per provvedere. Non sto parlando di alibi, sia chiaro, ma semplicemente di dati concreti. Così come è un dato in tre partite sulle sei disputate siamo andati in vantaggio per poi essere rimontati. Sono tanti i problemi che ci troviamo ad affrontare, abbiamo tanto tempo a disposizione, perché la stagione è lunga, ma ne abbiamo poco perché dobbiamo iniziare al più presto a fare punti. Sono qui da inizio stagione, perché ho ricoperto il ruolo di vice allenatore finora, quindi sono avvantaggiato nel conoscere sin da subito quali sono i problemi da affrontare. La prima partita ha dimostrato che la disponibilità dei ragazzi a svolgere il lavoro che propongo ci può portare ai risultati che speriamo". 

Ripensando alla gara con la Luiss cosa le è piaciuto di più? E cosa, invece, non l’ha convinta? 

"Di positivo ci sono sicuramente i due gol, entrambi scaturiti da situazioni provate e riprovate in allenamento. Avevamo studiato quali potevano essere gli spazi a nostra disposizione e li abbiamo sfruttati al meglio. Quello che non mi è piaciuto è che abbiamo faticato a reagire dopo aver subìto il gol del pareggio. Dobbiamo migliorare e lavorare su questo, perché non dobbiamo ricadere negli stessi errori ogni domenica". 

Lei stesso ha detto che la squadra è formata da giocatori giovani che, negli ultimi due anni, hanno giocato molto poco. Che impressione le hanno fatto? Quanto potenziale pensa di poter far esprimere loro? 

"C’è tantissimo margine di miglioramento. I ragazzi devono trovare la fiducia per potersi esprimere al meglio. E la fiducia arriva solo attraverso i risultati positivi. Ci sono tanti buoni elementi tra i giovani della nostra rosa: penso a Treiani, già da due anni nel progetto della prima squadra; penso a De Luca, difensore che dagli Allievi è passato direttamente in Eccellenza; penso a Scarsella, che lo scorso anno nella Juniores ha dato prova di avere ottime qualità. Questi giovani vanno supportati nel loro percorso di crescita, indirizzandoli verso un concetto di calcio che sarà per forza di cose diverso da quello che hanno appreso negli anni scorsi". 

Quanto tempo sarà necessario, vedendo questi primi allenamenti, per far assimilare la sua idea di calcio alla squadra? 

"In questo momento la cosa più sbagliata che possiamo fare è imporci delle tabelle. Pensiamo partita dopo partita, preparando ciascun impegno nei minimi dettagli. Per far comprendere il mio modo di fare calcio ci vorrà del tempo, anche se i più esperti stanno già mostrando dei passi in questa direzione. I giovani devono affrettare i tempi, ma ripeto ancora che la grande disponibilità che ho visto mi fa ben sperare". 

Lei è alla prima esperienza come allenatore: emozioni? Aspettative? Paure? 

"Paura assolutamente no: ho 16 anni di professionismo alle spalle. Mi sento pronto per questo incarico, che affronto comunque con la massima umiltà. Ringrazio la società che mi ha dato questa opportunità a soli 34 anni, un’età che mi spinge ad avere la passione e la determinazione giuste per provare a fare qualcosa di nuovo qui al Centro Sportivo Primavera". 

Che campionato si aspetta? Quali sono le qualità che servono ad una squadra per potersi imporre in questo Girone? 

"Determinazione, cattiveria ed agonismo servono in tutte le categorie, dalla Serie A alla Terza. Nel nostro Girone ho visto squadre molto simili tra loro: ogni partita presenta un pronostico da tripla. Solo il Tivoli può fare un campionato a sé, mentre il resto della classifica è molto corto. Basta una serie di risultati utili per risalire tante posizioni, così come incappare in un periodo negativo ti può far sprofondare. In vista della prossima gara dobbiamo ripartire dall’ottimo primo tempo di domenica scorsa: è stato sicuramente il migliore che abbiamo giocato dall’inizio della stagione. Il punto che abbiamo portato a casa deve essere la nostra linea di partenza per preparare al meglio la sfida col Falaschelavinio: dobbiamo restare sereni ed essere consapevoli che continuando a lavorare bene potremo raggiungere i nostri obiettivi".

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