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Top&Flop Roma: solo applausi per i giallorossi. A deludere gli avversari

Percorso sostanzialmente perfetto quello compiuto dalla formazione di Alberto De Rossi, assoluta dominatrice del campionato

27 Dicembre 2021

Esulta la Roma (Foto ©D'Offizi))

Esulta la Roma (Foto ©D'Offizi))

Si chiude il 2021 per la Roma di Alberto De Rossi reduce da una prima parte di stagione sostanzialmente perfetta. Nonostante una gara in meno rispetto alle altre pretendenti ai primi posti del girone i giallorossi sono saldamente al comando della classifica. Numeri impressionanti quelli maturati dalla formazione capitolina: 33 punti conquistati in 13 gare disputate frutto di dieci vittorie, tre pareggi e zero sconfitte. Miglior attacco del girone con 31 gol realizzati, 9 reti subite e difesa meno battuta del campionato. Solo tre le squadre che sono riuscite ad uscire indenni dalle sfide contro la Roma, tutte terminate per 2-2: Milan, Empoli (in una gara influenzata da decisioni arbitrali particolari) e Juventus. Analizziamo allora il 2021 dei singoli componenti della rosa di Alberto De Rossi. Nei top ci sono e devono esserci tutti. Ogni componente, chi più chi meno, ha fornito il proprio prezioso contributo. Mastrantonio ormai una bellissima certezza, classe 2004, da due anni custode dei pali giallorossi. Profilo importante già convocato in prima squadra che deve continuare a crescere come nelle ultime stagioni. Che dire di Missori, motorino inesauribile sulla corsia di destra, giocatore di un'intelligenza tattica quasi fuori dal comune. L'esordio in Conference League il giusto premio per uno dei fiori all'occhiello del vivaio giallorosso. Benissimo anche Rocchetti sulla corsia opposta, quella di sinistra, dove ha mostrato notevoli miglioramenti sotto tutti i punti di vista. I centrali sempre impeccabili, soprattutto Keramitsis: prelevato dall'Empoli nella scorsa estate ha iniziato l'anno con l'Under 18 dimostrandosi presto un profilo troppo tutto per non essere valorizzato in Primavera. Varrebbe lo stesso discorso per Morichelli che da quel Roma-Sampdoria dello scorso anno non è più uscito dal campo, se non quando costretto dalle squalifiche. Ecco, questa è l'unica nota dolente dell'ottimo percorso del centrale nativo di Marino. Troppi cartellini e troppa poca lucidità in alcuni frangenti, per il resto nulla da eccepire. Strepitosa la consueta saggezza di Tripi, anima e cuore pulsante di una Roma che il capitano incarna in tutte le sue doti: intelligente tatticamente, leader tecnico e carismatico, elemento duttile e un ragazzo d'oro. La speranza è di rivedere anche lui in azione con la prima squadra. E poi il centrocampo, con la diga formata da Tahirovic e Faticanti. Dell'ex Vasalunds ne avevamo già parlato qualche settimana fa, il 2004 continua invece a migliorare giorno dopo giorno togliendosi più di qualche soddisfazione. Come quella di scendere in campo con la maglia della Nazionale, già di per sè una gratificazione. Lui lo fa da sotto età con l'Under 19. A proposito di 2004, in grandissima evidenza negli ultimi tempi Cherubini, vero e proprio trascinatore della formazione di Alberto De Rossi. Bene anche Pagano che in Primavera non si è visto come il fratello Gigi, ma che quando chiamato in causa ha sempre risposto presente sfoggiando la splendida classe che da sempre lo contraddistingue. E poi c'è Volpato, fantasista e numero 10 per eccellenza, arrivato nella Capitale con la voglia di stupire Roma, dopo un periodo di ambientamento ci sta riuscendo alla grande. Anche per lui l'esordio con Mourinho non è stato un caso. Passiamo al bomber Voelkerling Persson, un altro che sotto l'ala di Alberto De Rossi ha fatto passi da gigante in pochissimo tempo. Segna, fa segnare e trascina nei momenti difficili, se pur pochi fino a questo momento. Il bottino di 6 gol e 4 assist lo dimostra. E concludiamo con un giocatore che con la Primavera ormai non c'entra più nulla, ma che merita un'altra ovazione dopo quelle dell'Olimpico quando viene pronunciato il suo nome: Felix Afena Gyan. Ha già salutato la Primavera da un pezzo con un bottino di sei gol in cinque presenze. Poi i gol ha continuato a farli, ma con la prima squadra. Il bello di questa squadra - bello per De Rossi, meno per le avversarie - è che tra panchina e indisponibili c'è talmente tanto materiale a disposizione che sarebbe sufficiente per allestire un'altra rosa, comunque in grado di lottare per i primi posti. Da Di Bartolo e Verrengia, da Scandurra a Ngingi e Louakima, da Dicorato a Zajsek. Per non parlare degli infortunati Cassano e soprattutto Oliveras, puro talento pronto a tornare sui grandi livelli a cui aveva abituato. E attenzione ad Antonio Satriano, in questa prima parte di stagione quasi oscurato dall'ingombrante presenza di Gyan prima e Persson poi, ma che rappresenta un'altra importantissima freccia nell'arco a disposizione del tecnico romanista. Concludiamo con il flop di questa prima parte di stagione. Nessun giocatore della Roma, niente riconducibile alla Roma, tutto il contrario. Il vero flop sono state tutte le avversarie, dominate e sconfitte dalla formazione capitolina.

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