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Roma, uno sguardo al futuro. Il 2022 sarà l'anno di Dimitrios Keramitsis?

Il colosso greco ha dimostrato sin da subito di essere decisamente troppo per l'Under 18 diventando presto un punto fermo della Primavera di Alberto De Rossi

13 Gennaio 2022

Keramitsis

Keramitsis in azione (Foto ©D'Offizi)

Arrivato dall'Empoli nella scorsa estate, Dimitrios Keramitsis ha conquistato presto la difesa della Roma. Prima quella dell'Under 18 giocando quattro partite al servizio di Giuseppe Scurto. Poi, una volta compreso dalla dirigenza giallorossa che il suo profilo fosse decisamente avanti rispetto al solito, ha iniziato a comandare anche la retroguardia della Primavera di Alberto De Rossi. Il centrale greco non ha mai avuto problemi nel giocare sotto età, considerando che già nella scorsa stagione, dopo la regular season disputata con l'Under 17 toscana, è volato in Primavera per dare una mano ai compagni più grandi fino a raggiungere lo Scudetto di categoria. Con le considerazioni sul colosso greco bisogna andare davvero cauti. L'irrazionalità del momento dovuta all'analisi delle caratteristiche del giocatore - di altissimo livello - potrebbe portare a conclusioni troppo affrettate. Insomma, a bruciapelo potremmo dire che prima della chiusura di questa stagione il greco figurerà nei convocati di Josè Mourinho. Ma non mancano i motivi che portano ad autocontraddirci. Il greco è un elemento troppo importante per la Primavera capitolina, anche se è oramai ben chiara l'impronta della società: i giovani che meritano vengono premiati, magari con una panchina in Serie A, magari con qualcosa in più come già accaduto a Gyan, Volpato e Missori. Keramitsis ricopre un ruolo delicato, quello di difensore centrale, ed è difficilmente ipotizzabile un suo impiego nella retroguardia dello Special One, appurato che comunque Smalling & co. non stiano facendo così bene, per usare un eufemismo. A questo punto la domanda vien da sè: ma perché si pensa alla Serie A se Keramitsis è appena un classe 2004? La risposta è tanto semplice quanto banale. Il greco è forte e non gli manca nulla per diventare un profilo di primissima fascia nel calcio dei grandi. Ha forza fisica, una stazza di 193 centimetri, lettura delle situazioni di gioco, anticipo e aggressività in fase di marcatura, e anche una buona tecnica di base. La qualità delle prestazioni offerte fa il paio con le considerazioni appena fatte.  Sì, lo state aspettando il paragone con Manolas e Dellas, ma è ancora troppo presto. O forse no. 

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