Cerca

l'editoriale

Dieci anni senza Paolo Testa, eppure è sempre tra noi

17 Gennaio 2022

Paolo Testa

Paolo Testa

Dieci anni veloci come uno schiocco di dita. Dieci anni come se fosse stato sempre tra noi, tra aneddoti e racconti di vita quotidiana e sportiva. Dieci anni senza Paolo Testa, indimenticabile condottiero del Tor di Quinto che mai smetteremo di rimpiangere. Non esiste evento, cena tra amici, un semplice scambio di battute tra addetti ai lavori che il suo ricordo non riaffiori. Paolo è ancora con noi, la sua presenza è tangibile ogni volta che le formazioni rossoblù scendono in campo, ogni volta che in palio c'è un titolo regionale, ogni volta che si disputa un big match Juniores. È un dono dei più grandi quello di restare anche dopo aver salutato e Paolo è uno dei più grandi e non solo per quanto mostrato nel calcio. I meriti sportivi sono fissati negli annali, con otto titoli regionali e cinque scudetti conquistati da giovanissimo anche se il suo zampino - non ce ne vogliano gli amici di via del Baiardo - c'è anche in quelli vinti dove non era lui a sedersi in panchina in prima persona. Un'istintiva capacità di insegnare calcio, di saper leggere tatticamente le gare e stravolgerle con un accorgimento o una sostituzione in corsa, doti innate che anche oggi gli vengono riconosciute dai suoi colleghi e non importa di quale generazione siano, non importa con quale filosofia di pensiero affrontino il loro mestiere. Paolo ha convinto tutti, forte delle vittorie certo ma anche di come questi successi sono arrivati. Il ruolo del libero staccato dietro, marchio di fabbrica tordiquintiano, completamente stravolto e modernizzato, una solidità difensiva eccezionale unita ad una capacità di trovare la soluzione giusta negli ultimi metri devastante. Squadre create ad hoc dal patron Massimo e dal suo grande amico Giampiero Guarracino, ma senza un abile timoniere anche la barca migliore al mondo in porto non approda.

Dieci anni senza un uomo raro, probabilmente unico, amante e rispettoso dello sport in ogni sua sfaccettatura. Sempre sereno e sorridente, nascosto dietro il suo mitico "pizzo" Paolo Testa ha lasciato la sua umanità dentro ogni persona che ha incrociato, avversario o amico, calciatore o dirigente. Ascoltare chi era troppo piccolo per ricordare rammaricarsi di non averlo conosciuto, incuriosirsi per le sue gesta in campo e fuori, la dice lunga sul solco indelebile che questo giovane ha tracciato nel calcio laziale. Chissà cosa sarebbe accaduto se il destino non lo avesse portato via così presto, quanti altri talenti avrebbe formato e lanciato, quanto avrebbe arricchito la bacheca di via del Baiardo, fin dove avrebbe condotto il Tor di Quinto che da lì a pochissimo, dieci anni fa, gli sarebbe stato consegnato senza remore dal padre. Domande a cui purtroppo non potremmo mai dare risposta ma noi che lo abbiamo conosciuto, che abbiamo avuto il privilegio di instaurare con lui un rapporto che è andato oltre l'ammirazione, abbiamo un dovere: spieghiamo a quei ragazzi curiosi di sapere a chi appartiene quel nome che puntualmente viene citato quando si parla di calcio giovanile, trasmettiamo loro i suoi valori sportivi e umani, non disperdiamo l'incommensurabile tesoro che ci ha lasciato. Perché è così che Paolo resterà sempre con noi ed è questo l'unico modo per dare un senso ad una tragedia così ingiusta. Narriamogli la favola di questo giovane allenatore dal talento immenso e uomo meraviglioso, con il nome scolpito per sempre nella storia del movimento laziale. Raccontiamo a tutti la leggenda di Paolo Testa.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

EDICOLA DIGITALE