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Lazio, quanto ti costa la mancata promozione. In tre con la valigia pronta

L'eliminazione dai play off avrà ripercussioni importanti sul futuro della Primavera 

16 Maggio 2022

Giacomo Moretti

Giacomo Moretti (Foto ©De Cesaris)

Un fallimento enorme, eclatante. La mancata promozione della Lazio in Primavera 1 ha risuonato da incubo, ancora una volta, dalle parti di Formello. E se la permanenza nella serie cadetta è già di per sé un duro colpo per tutto il mondo Lazio, le scorie della tristissima sbornia biancoceleste potrebbero avere ripercussioni ancor più pesanti. L'organico a disposizione del tecnico Alessandro Calori, nel complesso, era sicuramente all'altezza di un campionato di Primavera 2, anche e soprattutto grazie ad una manciata di elementi di cui, da qui ai prossimi anni, ne potremo sicuramente sentir parlare. "Dove?" E' la domanda che però tiene banco. Ancora con la maglia biancoceleste? Difficile crederlo. Con la Lazio nel massimo campionato di categoria la situazione sarebbe stata decisamente diversa, ma la realtà dei fatti è totalmente diversa rispetto a quella auspicata dal direttore Igli Tare

Moretti, Floriani Mussolini e Castigliani ai saluti

Iniziamo dalla porta, dove troviamo il primo sicuro partente che porta il nome di Giacomo Moretti. L'estremo difensore classe 2003 ha scalzato presto Alessio Furlanetto (2002) dal ruolo di custode della porta laziale. 19 presenze stagionali, 17 reti subite e ben 7 clean sheet. Senza dimenticare la soddisfazione di essere convocato in prima squadra. Il contratto di Moretti scade questa estate, la chiamata della dirigenza non è ancora arrivata e tutto fa pensare alla sua partenza. Diversi club di Lega Pro, d'altronde, sono già sulle sue tracce, anche perché il profilo non è per niente male. Stesso discorso per Romano Floriani Mussolini, terzino destro affidabile e continuativo nelle prestazioni offerte che si è tolto anche lui la soddisfazione di essere convocato in prima squadra. Cresciuto tra Roma e Lazio, tornò nei dilettanti alla Vigor Perconti prima di spiccare di nuovo il volo verso il vivaio biancoceleste. Anche lui, molto probabilmente, in estate lascerà la Capitale. A meno di ribaltoni tipici del calciomercato, pure Simone Castigliani farà le valigie a breve. Magari avrà meno mercato rispetto ad altri considerando l'ultima stagione influenzata dagli infortuni, ma il ragazzo vale e, quando libero dalle noie fisiche, ha dimostrato di poter essere una freccia importante nell'arco di qualsiasi allenatore. 

Crespi e Ruggeri i due top della squadra, ma il contratto scade nel 2024. Stesso discorso per Troise

Valerio Crespi e Fabio Ruggeri. Se si pensa alla Lazio di questa stagione, i primi due nomi a venire in mente sono i loro. E non solo perché sono cresciuti nel Savio e hanno conquistato il professionismo sostanzialmente insieme, semplicemente sono i più bravi. Entrambi classe 2004, hanno costituito la colonna portante della formazione di Alessandro Calori. Bomber Crespi ha realizzato la bellezza di 21 gol stagionali tra campionato e Coppa, innalzandosi ad assoluto trascinatore dei biancocelesti. Nonostante ciò, non è mai stato preso in considerazione da Maurizio Sarri, nemmeno per una convocazione che avrebbe rappresentato la ciliegina sulla propria personale stagione, sicuramente più che positiva. Magari qualche attenzione in più l'avrebbe meritata uno dei fiori all'occhiello del vivaio, un attaccante tra i più promettenti nella fascia d'età dei 2004. E non va dimenticato che si tratta, oltre tutto, di un tifoso della Lazio, uno che l'aquila sul petto se l'è stampata sin da bambino. L'amico e compagno Ruggeri, invece, ha dimostrato di essere un difensore decisamente affidabile, probabilmente tra i migliori in tutto il campionato di Primavera 2. Un vero peccato il problema al ginocchio che lo ha costretto ad una piccola operazione nel momento cruciale della regular season, forse con lui al top della condizione anche in quel mese e mezzo la Lazio avrebbe evitato di doversi giocare la promozione ai play off. Ruggeri e Crespi, insieme a Antonio Troise, non rappresentano solo il presente della Lazio, ma anche e soprattutto il futuro. Il centrocampista classe 2005, che era stato chiamato a rapporto da Sarri per il ritiro estivo, ha vissuto una stagione di alti e bassi. Le qualità del ragazzo sono fuori discussione, la gestione che ne è stata di lui ha lasciato abbastanza perplessi. Con una sola presenza in Under 17 e due in Under 18, è stato presto promosso da sotto età in Primavera, dove ci si aspettava potesse essere uno dei protagonisti. Ed invece, tra piccoli problemi fisici e scelte tecniche ha accumulato poco meno di 500 minuti in 17 presenze totali (soprattutto spezzoni di gara), non riuscendo di fatto mai ad entrare a dovere nei meccanismi di Calori, né tantomeno a confermarsi in Nazionale (Corradi non lo ha convocato per gli Europei in Israele). Per "fortuna" della dirigenza biancoceleste tutti e tre sono accomunati dallo stesso fattore: il contratto firmato in estate che ha durata sino al 2024. Altrimenti, tra i tanti drammi di questa mancata promozione forse ci sarebbero state anche le loro partenze. 

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