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Primavera 1

Alberto De Rossi: lo Scudetto per dipingere con il tricolore una carriera d'oro

Domani alle 20.30 l'appuntamento con la storia: al Mapei di Sassuolo si affrontano la Roma e l'Inter

30 Maggio 2022

Alberto De Rossi

Alberto De Rossi

Domani alle 20.30 l'appuntamento con la storia. Il grande classico Roma-Inter si ripropone in una delle finali più attese degli ultimi anni. A giocarsi il tricolore le due squadre semplicemente più forti della Primavera 1. I ragazzi di Alberto De Rossi hanno liquidato la Juventus in Semifinale con un netto 2-0, mentre la formazione di Chivu ha raggiunto l'ultimo atto dopo una gara al cardiopalma contro il Cagliari

ROMA, LO SCUDETTO MANCA DAL 2016

Ne avevamo già parlato prima della Semifinale, ora il discorso prende ancor più valore. Che il settore giovanile giallorosso sia uno dei migliori d'Italia e d'Europa è oramai fuori discussione. Per risultati in campo tra under e Primavera, per calciatori lanciati nel grande palcoscenico. Lo stesso si può sicuramente dire dell'Inter che vanta nove tricolori nella categoria ed è il club più titolato insieme al Torino. La Roma insegue a otto, quale migliore occasione per agganciare i nerazzurri in questa speciale classifica. L'ultima coppa che si è dipinta con i colori della Capitale risale alla stagione 2016/2017, poi due Scudetti consecutivi conquistati proprio dall'Inter. Successivamente il dominio dell'Atalanta nel biennio 2018/2020. L'ultima società in ordine cronologico a salire sul tetto d'Italia è stata invece l'Empoli nella scorsa annata. 

ALBERTO DE ROSSI AI SALUTI? UN MOTIVO IN PIù PER CORONARE UNA CARRIERA D'ORO

Come da diversi anni a questa parte, anche in queste settimane si rincorrono le voci sulla figura che potrebbe ereditare la panchina della Primavera della Roma. Da Federico Guidi a Giuseppe Scurto, da Alberto Aquilani a Federico Coppitelli: il toto-allenatore è ripartito con Alberto De Rossi che sembra sempre più pronto a fare le valigie, lui che in realtà le valigie non le farà mai. Sia perché già si parlava di un possibile incarico da dirigente una volta chiusa la pagina da allenatore, sia perché è stato un pezzo enorme della storia romanista, un tecnico che ha reso grande il vivaio giallorosso, un allenatore che per tantissimi ragazzi è stato come un secondo papà. Un big del mestiere che non è mai stato secondo a nessuno, anche e soprattutto per la miriade di calciatori lanciati nel professionismo, quello vero. Le finali provocano sempre emozioni forti, sensazioni a cui non riusciamo a sottrarci nemmeno noi ed allora ci lasciamo andare a questo aneddoto. Nel corso dell'estate passata sembrava cosa fatta la partenza di Alberto De Rossi dalla panchina della Roma e nella consueta riunione di un lunedì di inizio luglio saltò fuori l'idea di celebrare il miglior allenatore del settore giovanile, almeno negli ultimi trent'anni. "Facciamo due pagine sul giornale con un pezzo emozionale e uno statistico citando tutti i calciatori che, passati per le sue sapienti mani, si sono poi affermati nel calcio di Serie A, B e C". Ci siamo messi a lavoro, iniziando a scartabellare archivi su archivi e... Ci siamo , arresi, due giorni dopo. Avremmo avuto bisogno di settimane e settimane per un lavoro simile. Un lavoro ai limiti dell'impossibile reso tale da chi, per oltre vent'anni di onorata carriera, ha cambiato la carriera - e la vita - ad una moltitudine indefinita di giovani che oramai sono diventati "vecchi". Molti di loro, nel frattempo, non solo hanno iniziato e chiuso la propria carriera da calciatore, ma si sono anche gettati nell'avventura da allenatori. Proprio come Giuseppe Scurto e Alberto Aquilani, due dei papabili per il successore di Alberto De Rossi. Che fantastica storia è la vita, eh. E allora, se proprio De Rossi deve chiudere questo glorioso e lunghissimo cammino a tinte giallorosse, che lo faccia con una sfumatura tricolore. 

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