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Roma, guarda da dove sei partita. Piangi ancora?

Ieri ad Ascoli i ragazzi di Ciaralli sono stati eliminati dalla lotta per lo Scudetto, proprio ad un passo dalla finalissima e proprio dall'Inter, che aveva battuto i giallorossi già a settembre

20 Giugno 2022

Foto ©De Cesaris

Foto ©De Cesaris

Triplice fischio ieri a Ascoli. Triplice fischio della stagione. Lo sconforto che prende il sopravvento. La delusione ed il dispiacere che accompagnano i rimpianti. "Quel pallone lo potevo calciare meglio", "Quel cambio lo potevo effettuare prima", "Su quella chiusura dovevo andare con più decisione". Dettagli. Piccoli ed apparentemente insignificanti dettagli che però hanno fatto la differenza. Ecco il vero motivo per cui la Roma ha dovuto dire addio ai sogni di gloria. L'Inter era la squadra favorita e ha rispettato il pronostico. I ragazzi di Tiziano Polenghi costituiscono una vera armata, quella che molto probabilmente domani alzerà la coppa contro il Bologna. I nerazzurri hanno dimostrato da settembre in avanti di essere i più forti, in ogni partita e contro qualsiasi avversario, adesso manca solo la ciliegina sulla torta. Eppure ieri tutta questa superiorità non si è vista, anzi. I due gol sono arrivati su due episodi: il primo sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto perfettamente da Stankovic, difesa in crisi che perde la marcatura e Bovo che segna tutto solo a centro area. Il secondo una palla vacante su cui Ivkovic è troppo lento, Martins lo anticipa e Di Maggio spara in fondo al sacco. Certo, ci sono state anche diverse altre occasioni su cui l'Inter avrebbe potuto far male, ma la Roma ne ha avute altrettante, anzi in numero maggiore e anche più nitide. Alla fine chi vince ha sempre ragione e chi perde piange. Vediamo però da dove sono partiti questi ragazzi e, soprattutto dove sono arrivati. A venirci in aiuto è la finale dello Scopigno Cup di inizio settembre 2021: il grande classico Roma-Inter si è ripresentato anche lì, ma rispetto a ieri sera quella partita raccontò una storia ben diversa. Una storia fatta di dominio nerazzurro sotto tutti i punti di vista: strapotere tecnico, fisico e atletico, tattico e di mentalità. In quella partita alla Roma rimasero poche briciole, pochi aspetti positivi dai quali ripartire. E allora Marco Ciaralli ed il suo staff sono ripartiti, continuando a percorrere una strada ostica e complicata, asfaltando i tratti scoperti che col tempo si sono cementificati. Dall'assistente tecnico Alessio Fazi al preparatore dei atletico Marco Chialastri, passando per quello dei portieri Francesco Valenti e tutti gli altri. Ogni figura ha dato il meglio di sé contribuendo in maniera importante a quello che, comunque sia, rimarrà un successo.

Parola d'ordine "crescita"

Come sottolineato a più riprese nel corso dell'anno, ai nastri di partenza il gruppo dei 2005 era sicuramente quello più indietro di tutti. Niente a che vedere con i 2004 o con i 2007, e nemmeno con i 2006 che nel cammino hanno incontrato tante difficoltà (ma che adesso si preparano a giocare la finale Scudetto). Mattoncino dopo mattoncino, la Roma ha chiuso la regular season a quota 64 punti, +5 sulla Lazio seconda e addirittura +16 sul Benevento terzo, con il miglior attacco del girone e con la seconda difesa meno battuta. Nella fase finale solo il passo falso in casa della Fiorentina nei Quarti di Finale, prontamente annullato da una gara di ritorno giocata in maniera perfetta. Al di là di numeri, statistiche e classifiche che alla fine lasciano sempre il tempo che trovano nel settore giovanile, l'aspetto più importante e da tenere in considerazione è la crescita di cui si sono resi protagonisti molti ragazzi. Uno degli ultimi arrivati, Joao Costa, ha presto conquistato la promozione in Under 18, Razumejevs è diventato in poco tempo un'incredibile certezza tra i pali. Bolzan come sempre titolare fisso in Nazionale, raggiunto da Marazzotti che l'aveva momentaneamente persa a causa dei problemi fisici che lo hanno rallentato nella prima parte dell'anno. Una maglia azzurra raggiunta poi anche da Graziani e Misitano, con quest'ultimo che ha anche preso parte alla spedizione europea insieme al collega di reparto. A proposito di Giulio Misitano, qualche mese fa la sua crescita si era iniziata a fare decisamente importante, la chiamata del CT Corradi ne è stata una logica conseguenza. La prestazione offerta ieri contro l'Inter, oltre al gol (il ventesimo stagionale con la maglia della Roma) ha risuonato da conferma dei suoi progressi. Senza dimenticare l'esponenziale crescita di un altro che fino a poco tempo fa era rimasto spesso in sordina, Matteo Cichella, diventato presto un punto di riferimento per il centrocampo romanista. E poi Cavacchioli, Boldrini, la fiducia riposta in Plaia nonostante qualche difficoltà, Ienco, Touadi ed il resto della compagnia. Ieri hanno pianto tutti, sì, ma senza la crescita che li ha contraddistinti nel corso dell'anno una partita come quella di ieri nemmeno sarebbero arrivati a giocarla. 

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