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Speciale Finale

Sia, Scotti e Martinazzi: il trio delle meraviglie tra la Roma e lo Scudetto

Sabato ad Ascoli Falsini avrà la possibilità di togliersi qualche sassolino dalle scarpe: di fronte il Milan di Ignazio di Abate

23 Giugno 2022

Marco Litti esulta

Marco Litti esulta dopo il gol nel derby (Foto ©Cervera)

Sabato 25 giugno, ore 20.00, Stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli. I sogni di gloria che fanno il paio con la paura di una sconfitta. Per la Roma sarebbe decisamente beffardo fermarsi proprio ora, dopo una stagione vissuta tra tanti bassi e pochi alti. Una stagione che ha "improvvisamente" cambiato volto nella fase finale. Inter, Lazio e Juventus si sono sciolte come neve al sole sotto la caparbietà dei giallorossi, completamente rivitalizzati, totalmente ridisegnati. Il 5-3-2 di Gianluca Falsini si è rivelato il modulo vincente, capace di sfruttare al meglio tutte le qualità di Litti e compagni. Sabato però ci sarà il Milan di Ignazio Abate, che può contare su un vero e proprio trio delle meraviglie in attacco. Diego Sia, Filippo Scotti e Luca Martinazzi rappresentano senza alcun dubbio uno dei reparti offensivi migliori della categoria, se non il più devastante in assoluto. Tutti prodotti dei settori giovanili dell'area lombarda (rispettivamente ex FC Parabiago, Atletico San Giuliano e Lombardia Uno), si sono innalzati presto a leader del gruppo rossonero. Ne ammirammo giocate e talento all'Halima Haider tre anni fa, quando già s'intravedevano qualità decisamente importanti, soprattutto se rapportate alla giovanissima età. Loro tre, insieme anche a Pietro Parmiggiani - centrale difensivo - hanno costituito lo zoccolo duro della formazione di Abate. Senza dimenticare il jolly Gioele Perina ed altri pezzi pregiati, meno in pompa magna ma altrettanto fondamentali nel gioco milanista (vedi Tezzele, Bakoune e Vitali). Insomma, il diavolo ha sicuramente tanta qualità e la Roma è chiamata a giocare l'ennesima gara di questa fase finale in modalità camaleonte. La formula del successo negli ultimi incontri è stata proprio la capacità di cambiare pelle, senza snaturare l'assetto tattico ma variando l'interpretazione di ruoli e gara a seconda dell'avversario. La sabbia tricolore che scorre nella clessidra è sempre meno, domani la notte prima degli esami. Anzi, uno solo, ma quello più importante di tutti: lo Scudetto. 

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