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Anatomia di un primato: Piccioni svela il dietro le quinte

Terza ed ultima puntata del nostro speciale sul mondo gialloblu. Stavolta parola al ds che ci svela come ha costruito i gruppi vincenti di Under 15 e Under 17

02 Marzo 2018

Terza puntata del nostro speciale sulla Viterbese © Del Gobbo

Terza puntata del nostro speciale sulla Viterbese © Del Gobbo

Terza puntata del nostro speciale sulla Viterbese © Del Gobbo

Che in casa Viterbese si stia assistendo ad una stagione straordinaria non lo scopriamo certo noi. Basta infatti guardare la classifica per capire la qualità di un lavoro che ha portato Under 17 e Under 15 in vetta alla classifica. Ciò che però potrebbe essere sfuggito, o quantomeno sottovalutato, è però tutto ciò che c'è stato prima di quel fatidico 10 settembre, data in cui si è alzato il sipario sul campionato. A svelarci i retroscena di una stagione da urlo non poteva che esserci Daniele Piccioni, direttore sportivo del vivaio gialloblu, che ci racconta come si è passati da un'estate mai stata tanto travagliata ad avere due squadre in vetta alla classifica.


Il ds Daniele PiccioniEstate rovente Ripensando all'aria che tirava appena qualche mese fa, viene quasi da non crederci nel vedere non una ma ben due squadre in vetta ai rispettivi campionati. Solo questa estate, infatti, Camilli aveva deciso di dire basta con il calcio con sgomento e incertezza che ricadono a cascata anche sul settore giovanile. E' proprio qui però che il primo mattone di una stagione indimenticabile viene poggiato: “La costruzione delle squadre è cominciata ad Aprile ed è stata molto difficile, non lo nego – ci racconta Piccioni – non c'erano punti di riferimento, non si sapeva chi avrebbe gestito la società e la paura di svolgere un lavoro inutile era sempre dietro l'angolo. Un po' per passione un po' per senso di responsabilità ho deciso comunque di portare avanti la costruzione delle squadre che a Luglio erano ultimate”. Scelta azzeccata visto che alla fine Camilli non solo è rimasto ma, per la prima volta, si è immerso completamente anche nelle dinamiche del settore giovanile: “Il fatto che il presidente sia rimasto è stato importante, non solo a livello economico ma soprattutto umano. Ha una mentalità vincente e, assieme al dg Foresti, ci ha dato davvero tanto entusiasmo. Avere alle spalle un presidente che crede fermamente nel settore giovanile è stato fondamentale”.


Dalla provincia alla Nazionale Un avvio in salita non ha impedito di creare due ottime squadre. Caratteristiche diverse per Under 15 e Under 17 ma un filo conduttore che le lega: il territorio. La scelta societaria è chiara, attingere da Viterbo e provincia valorizzando quello che è un patrimonio tecnico spesso sottovalutato. Nascono così casi come quello di Pasquarelli, difensore cresciuto a due passi da Viterbo e arrivato ora a vestire la maglia dell'Italia Under 15 di Serie C: “Lui – ci dice il ds – è un po' il simbolo del progetto della Viterbese. Un programma fortemente voluto da Camilli e che mira a valorizzare i ragazzi della provincia. Ovviamente non è semplice, serve un lavoro capillare che possa scovare in un paesino della provincia un elemento che possa fare un campionato di livello nazionale. Abbiamo la fortuna di avere uno staff che va avanti con passione e che soprattutto sappia lavorare con i ragazzi. Abbiamo seguito questa linea anche per l'U15 e l'U17 e questo è ciò che mi inorgoglisce maggiormente”. Chi viene da fuori, infatti, lo fa dunque esclusivamente per fare la differenza creando un'alchimia unica. I vari Prosperini, Ferramisco e Paunescu nell'Under 15 si amalgamano così con i viterbesi doc Pasquarelli e Cesarini. Gli esempi non mancano neanche nei 2001 dove due come i fratelli Menghi, gialloblu dentro, lottano spalla a spalla con Marianelli, Covarelli o La Spada.


Intanto i playoff poi... Arrivati a questo punto c'è da chiedersi se in casa Viterbese si aspettassero un rendimento tanto elevato: “Sapevamo di aver allestito due buone squadre ma di certo – ci rivela Piccioni - non pensavamo potessero fare due campionati tanto importanti”. Due squadre al primo posto aprono però le porte ad un finale di stagione dove sognare in grande è lecito: “Noi non dobbiamo mai perdere di vista l'obiettivo primario che è quello di crescere ragazzi in grado di arrivare in prima squadra. Personalmente – chiude poi Piccioni – credo che fargli affrontare un percorso di livello e in cui possono fare una stagione importante renda questo percorso ancora più formativo. Dove possiamo arrivare? Intanto ai playoff poi, una volta che saremo lì, ovviamente daremo il massimo per non fermarci”.

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