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Esclusivo Mauro Bianchessi: "La Lazio? Una sfida da vincere"

Intervista al responsabile delle giovanili: "Abbiamo portato nuove metodologie. Le famiglie? A volte le aspettative rasentano l'assurdo: il calcio deve essere divertimento"

09 Luglio 2018

Mauro Bianchessi, responsabile del settore giovanile della Lazio FOTO ©SSLAZIO.IT

Mauro Bianchessi, responsabile del settore giovanile della Lazio FOTO ©SSLAZIO.IT

Dall'invito alla calma nei confronti dei genitori, alle soddisfazioni raccolte nella stagione appena trascorsa, passando per i progetti in casa biancoceleste. Il responsabile del settore giovanile della Lazio, Mauro Bianchessi, parla a 360 gradi in esclusiva a Gazzetta Regionale, lasciando fuori luoghi comuni e raccontando senza troppi giri di parole la sua prima stagione nella Capitale. Da come scopre i nuovi al confronto con la Roma: ecco la Lazio di Bianchessi.

Mauro Bianchessi, responsabile del settore giovanile della Lazio FOTO ©SSLAZIO.IT
La prima domanda non può che essere su come si trova alla Lazio e su che situazione ha trovato al momento del suo arrivo nel settore giovanile biancoceleste.

 “La Lazio è una famiglia e la scelta di essere oggi qui si identifica in una sola parola: sfida. Una sfida tesa a portare il Settore Giovanile della Prima Squadra della Capitale ad essere una risorsa importante per la Società nel tentativo di produzione di calciatori per la prima squadra”.  

 

Quali sono state le principali difficoltà?

“Abbiamo portato un nuovo metodo di lavoro sul campo, un’inedita organizzazione gestionale ed un forte scouting proiettato sul territorio e disposto secondo canoni completamente differenti rispetto alla vecchia metodologia”.

 

Qual è, secondo lei, l'aspetto dove ha maggiormente inciso il suo arrivo?

“Ad oggi c'è un’organizzazione, una filosofia ed un metodo unico di lavoro e condiviso da tutte le squadre agonistiche; abbiamo creato lo "sportello spogliatoio", che consiste in alcuni incontri dedicati ai giocatori ed alle rispettive famiglie con uno psicologo, ed il "Progetto Oro biancoazzurro" che consiste in un lavoro particolareggiato sul piano fisico-tecnico-mentale e riservato ai migliori talenti di 13-14 anni. Poi c'è ancora molto da fare”.

 

Quali differenze ha riscontrato rispetto al mondo Milan a cui era abituato? 

“Quando nel 2006 sono arrivato al Milan, all’interno del Settore Giovanile rossonero erano sei i giocatori convocati in Nazionale. Quando me ne sono andato un anno fa, ho lasciato ben 39 atleti nelle orbite delle rispettive selezioni. Alla Lazio, un anno fa, ne ho trovati cinque, ma al termine della stagione abbiamo vantato nove calciatori biancocelesti in Nazionale. La forza di un Settore Giovanile sta nell’avere giocatori di valore”.


A Roma, il calcio giovanile è spesso molto sentito. Come giudica questo ambiente a volte carico di pressioni sin dai primi anni di attività di un ragazzo?

 “Molte famiglie vedono nel proprio figlio, anche se si tratta di un bambino, un giocatore di calcio che può risolvere tutti i problemi familiari, ma non è così. Le aspettative e le pressioni a volte rasentano l’assurdo. Il calcio dev’essere sport e divertimento, poi se dall’attività agonistica dovesse scaturire una professione, sarà sicuramente meglio”.

 

Mauro Bianchessi ©SSLAZIO.IT

Si è chiusa una stagione in cui l'Under 16 ha segnato il ritorno della Lazio alle fasi finali. Come giudica l'annata dei 2002? Si aspettava un simile percorso?

 “Conoscevo i ragazzi biancocelesti del 2002 e del 2004 e sapevo che, con una guida tecnica diversa e con qualche inserimento in alcuni ruoli, avremmo fatto bene ed, infatti, così è stato”.


C'è invece un gruppo da cui si aspettava qualcosa in più?

 “Le nostre squadre Under-13 ed Under-14 della sezione agonistica hanno vinto il proprio campionato, mentre la selezione Under-16 ha centrato secondo posto nella competizione di categoria. In questo contesto, solo la squadra Under-15 ha centrato un nono posto e, di conseguenza, penso sia facile dedurre la risposta”.

Dal passato al futuro, cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione in casa Lazio? Quali sono gli obiettivi delle varie squadre?

 “Risultati e crescita. Le nostre squadre nazionali hanno l'obiettivo di qualificarsi per i play-off, mentre le selezioni Under-13 ed Under-14 giocheranno per vincere i rispettivi campionati. Non finisce qui, perché vogliamo aumentare ancor di più il numero dei tesserati convocati dalle Nazionali”.

 

La Lazio si sta dimostrando una delle società più attive in sede di mercato. Quali sono i criteri su cui si basa per ricercare un giovane talento?

 “La Lazio è la Società che spende meno soldi in assoluto sul mercato giovanile perché ogni scelta che prendo si basa sulle caratteristiche del calciatore e non sul prezzo del cartellino. Non sempre, infatti, il valore del giocatore è direttamente proporzionale al costo dell’operazione. Selezioniamo i migliori calciatori della regione e poi ne individuiamo tre o quattro al di fuori del Lazio: l'obiettivo, infine, è quello di farli crescere tramite un lavoro tecnico d'avanguardia”.

Quest'anno avete preso alcuni dei migliori talenti del Lazio. Come giudica il livello dei vivai dei club dilettanti della nostra regione e quanto possono essere importanti per il vivaio biancoceleste?

 “Nel Lazio ci sono tre o quattro Società di livello alto ed è difficile trovare Club dilettanti così strutturati in altre dimensioni regionali. Il livello in generale è buono”.

Qui nel Lazio il mercato tra società dilettanti si sviluppa senza esclusione di colpi. Talvolta si parla addirittura di rimborsi dati a dei ragazzi di 13-14 anni per convincerli a vestire una determinata maglia. Quale è la sua posizione circa questo spiacevole fenomeno?

 “A Roma tutto viene esasperato, basterebbe che le famiglie pensassero che le priorità dei propri figli siano la scuola, l’educazione e vivere il calcio come un’opportunità di sport senza illudersi di avere dei campioni. Tutto cambierebbe in meglio. E' una tendenza che ho riscontrato solo a Roma? Al Nord Italia è un fenomeno che si verifica con minor frequenza”.

Luzardi e Bianchessi ©SSLAZIO.IT

Nella Capitale il dualismo tra Roma e Lazio è molto forte, secondo lei a livello di settore giovanile cosa vi differenzia dai giallorossi?

“La Roma ha una struttura giovanile creata da Bruno Conti in passato che oggi li agevola. La Lazio sta prendendo un determinato tipo di percorso solo ora, con grande determinazione e voglia di far bene, ma abbiamo bisogno ancora di qualche anno per raggiungere i nostri traguardi, anche se sinceramente ci siamo già avvicinati molto alle nostre ambizioni”.

 

Quest'anno è arrivato Luzardi, altro ex giocatore dopo Rocchi. E' questa la strada che seguirete anche per il futuro?

 “Assolutamente no. Luca Luzardi l'ho voluto alla Lazio perché è un uomo vero e un gran professionista che vanta esperienze da allenatore anche in Serie A ed in Serie B. Alla Lazio ci sono già altri allenatori bravi e preparati che, come tutti quanti, dovranno centrare i traguardi delineati se vorranno continuare a lavorare con noi. Non cerco nomi risonanti o raccomandati, ma uomini e professionisti preparati che vengono giudicati per meritocrazia”.

 

E' soddisfatto di quanto fatto sino ad oggi? Cosa manca alla Lazio per entrare definitivamente tra i migliori settori giovanili italiani?

 “Più di così oggi non posso chiedere, abbiamo ottenuto il massimo dal primo anno e, forse, anche qualcosa oltre le nostre aspettative. Per essere tra i migliori serve solo tempo e giocatori di livello. Così facendo, vi garantisco che arriveremo a grandissimi livelli”.

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