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Gravina, si parte: "C'è molto da fare, facciamolo insieme"

Le dichiarazioni del nuovo numero uno rilasciate in anteprima nazionale alla nostra testata, 72 ore prima delle elezioni

22 Ottobre 2018

Gravina, si parte: "C'è molto da fare, facciamolo insieme"

Gabriele Gravina è il nuovo presidente della Federcalcio. Pochi istanti fa l'ex numero uno della Lega Pro è stato eletto alla prima votazione con il 97,20% dei voti. Vi riproponiamo integralmente l'intervista esclusiva rilasciata a Gazzetta Regionale e pubblicata oggi sul nostro settimanale, proprio nel giorno delle elezioni.


“Lavoro di squadra per il bene del calcio”. Gabriele Gravina non lancia slogan, ma parla semplice. E dopo tutto l’ambaradan che ci ha accompagnato dalla partita contro la Svezia, sembra già un grande passo avanti. Oggi è il suo giorno, il giorno in cui il calcio italiano tenta di ripartire provando a gettare nuova fondamenta per ritrovare l’antico splendore: l’ex numero uno della Lega Pro è il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Con la sua elezione, il movimento del pallone si getta alle spalle mesi di incomprensioni, di tira e molla, di giochi politici, di ricorsi e di tensioni. Da oggi, niente più scuse: si riparte. La sua candidatura, l’unica pervenuta alla FIGC, ha messo d’accordo praticamente tutti. Lega Pro, Dilettanti, Associazione Italiana Arbitri e Associazione Italiana Allenatori hanno individuato subito nell’imprenditore di origini pugliesi l’uomo che dovrà risollevare le sorti dell’intero movimento, lui che di miracoli nel nostro paese ne ha già compiuti con il Castel Di Sangro oltre vent’anni fa. Lega di A e B si sono unite al coro in questi giorni, convinti dagli ultimi incontri con il nuovo numero uno del nostro amato calcio. Le proposte di Gravina sono tutte nel programma di sessanta pagine depositato in Federazione, una raccolta di progetti su cui il Presidente comincerà a lavorare già da oggi. Per avviare quelle riforme che non possono più essere attese, per restituire al calcio italiano credibilità agli occhi del mondo. Per restituire a tutti noi appassionati italiani, lo sport più amato.

Presidente, è riuscito nell’impresa che solo dieci mesi fa sembrava impervia: unire una percentuale importante dei delegati federali. Quanto è stato difficile considerando che si partiva da una situazione di grandi distanze?

“Difficile no, ma molto impegnativo. Mi sembra ci sia stato un ottimo lavoro di squadra grazie anche all’appoggio delle altre componenti. Particolarmente positivo, un risultato che sicuramente dà speranza e genera anche un forte entusiasmo: lo percepiamo intorno, si respira un’aria di ottimismo”.

Da lunedì (oggi, ndr) inizierà la sua nuova avventura in FIGC. La settimana scorsa Bonucci aveva detto che la situazione del nostro calcio è addirittura peggiore rispetto ad un anno fa. È d’accordo? 

“Ho fatto scorrere alcuni fotogrammi nella mia mente in questi giorni e devo dire che su tutto quello che un mese fa sembrava quasi irreparabile, ora sembra che ci siano più ottimismo e più speranze”.

Lei nel suo programma ha indicato come priorità la riforma dei campionati e il riordino del codice di Giustizia Sportiva. In che modo pensa di agire?

“Subito con il codice dei controlli, che è fondamentale, ed eliminare tutte le cause, o ridurle al minimo indispensabile, che hanno generato queste tensioni degli ultimi mesi. Poi norme che abbiano un contenuto di grande certezza e procedure molto più rapide nei tempi. Insomma, essere più credibili come sistema calcistico”.

È riuscito a creare un clima di unità in quasi tutte le componenti, manca solo l’AIC. Come riuscirà a coinvolgere l’organo presieduto da Tommasi? 

“Con i comportamenti, con l’idea che questo è un momento delicato per tutti e dunque serve il contributo di tutti. Io sono convinto che abbandonando quelle che possono essere delle valutazioni di tipo personale, strettamente legate alle persone, si possa raggiungere l’obiettivo primario, cioè il bene del calcio. Dobbiamo lavorare insieme”.

Ripescaggi e ricorsi, Serie B a 19 squadre, caos in C. Cosa è successo?

“È successo uno strappo importante che ha lasciato il segno, al quale dobbiamo immediatamente porre rimedio ed evitare in futuro episodi di questo tipo”.

Durante questi mesi di commissariamento è innegabile che ci siano stati momenti di tensione tra CONI e componenti federali. Quanto la stabilità della Federazione sarà importante per ristabilire l’equilibrio ideale tra le due più importanti istituzioni sportive del nostro paese?

“È fondamentale, innanzitutto, recuperare serenità; poi avviare un dialogo con tutte le istituzioni e viceversa. Dobbiamo relazionarci, che non significa discutere sempre, ma significa dare ognuno per quello che può un contributo valido”.

Alla luce di tutto quello che è successo a partire dalla disfatta di Italia-Svezia, c’è molto su cui lavorare e ci saranno, inevitabilmente, pressioni su di Lei. Come vive questa aspettativa di un’intera nazione?

“La avverto e la capisco. Anch’io ritengo che ci sia molto da fare e che ci siano responsabilità importanti, ma questo non mi fa paura. Io devo garantire la massima disponibilità, il massimo impegno con grande spirito di abnegazione. Non solo io, ma tutti i miei amici della governance federale, dobbiamo fare un grande sforzo tutti insieme”.

Presidente, due anni di mandato: cosa si sente di promettere ai milioni di appassionati italiani?

“Il massimo impegno, un orizzonte nuovo da centrare. Un percorso da tracciare, una strada che sicuramente sarà in salita, ma dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi affinché il raggiungimento della meta non ci sfugga”.


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