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l'intervista

Di Nolfo ricorda la Roma: "Quella volta che Totti mi disse..."

L'ex attaccante giallorosso, ora al Falaschelavinio, tra racconti, aneddoti e la reazione del Capitano dopo due punizioni...

01 Aprile 2020

Di Nolfo nella semifinale con il Milan ©GazReg

Di Nolfo nella semifinale con il Milan ©GazReg

Ti puntava e ti saltava. Se sei stato un difensore, se l'hai affrontato e stai leggendo questa frase sai benissimo che per Francesco Di Nolfo quello era il pane quotidiano. Uno dei talenti più cristallini della classe '98 della Roma che con Antonucci e Tumminello ha formato il tridente che trascinò i giallorossi di Coppitelli allo Scudetto Allievi. Un trionfo che però ha rappresentato solo la punta dell'iceberg della carriera dell'attaccante (ora al Falaschelavinio) all'ombra del Colosseo. Aneddoti, ricordi, i complimenti di Totti e pochi rancori: Di Nolfo a 360 gradi.

Di Nolfo nella semifinale con il Milan ©GazRegFrancesco, hai passato una vita a Trigoria. Che ricordi hai della Roma?
"Avevo 12 anni quando ho varcato per la prima volta i cancelli di Trigoria. Ho ricordi positivi: sono arrivato fino in Primavera, ho vinto uno scudetto Allievi e ho giocato una finale Giovanissimi. Un'esperienza che ovviamente mi ha fatto crescere tantissimo: la Roma è il sogno di tutti. Non potevo chiedere di meglio in quegli anni della mia vita".

Se dovessi scattare delle foto ai momenti più belli e divertenti con la maglia della Roma quali sarebbero?
"Ne conservo tanti, soprattutto nella stagione dello Scudetto Allievi. Quello a cui sono più legato e che mi fa ancora sorridere è legato alla Semifinale Scudetto col Milan, una grande rimonta, da 0-2 a 3-2. La sera dopo la semifinale siamo usciti di nascosto dall'albergo e siamo andati a comprare da bere per festeggiare..."

Sei stato allenato da Coppitelli e De Rossi: dimmi due aggettivi che li identificano.

"Coppitelli vincente. Perché anche se non va di moda pensare ai tre punti nelle giovanili, con i suoi metodi ti insegna però come sarà il calcio dei grandi. Con De Rossi non è scattato questo grande feeling, anche perché sono stato allenato da lui solo sei mesi..."

Ti senti ancora con qualche tuo ex compagno?
"Nel tempo è normale che certi contatti vanno ad affievolirsi. Però parlo ancora spesso con Antonucci e Ciavattini.“

Il tuo gol più bello?
"Contro la Fiorentina nell'esordio delle Finali Allievi Scudetto e quello segnato in un derby Giovanissimi, nel quale siglai anche una doppietta”.

Ti sei allenato anche con la prima squadra. Hai qualche episodio particolare da raccontarci?
“C'era la pausa per le Nazionali. Rudi Garcia mi convoca per allenarmi con i "grandi" e a un certo punto della seduta mi prende da parte e mi fa: «Come ti chiami?” Io: «Francesco». Insomma, serviva un mancino che battesse le punizioni. Le prime due riesco a calciarle perfettamente, al che Totti esclama: «Solo Francesco se poteva chiama'!». Poi ovviamente, preso dall'emozione, quella dopo l'ho sbagliata...”

Dai Prof ora sei in Eccellenza con il Falaschelavinio. Com'è stato compiere questo salto particolare?
“Per nulla facile. Dopo la Roma sono andato al Perugia in B, una dimensione importante e comoda trovandosi vicino casa, poi però ho avuto problemi personali che mi hanno portato a staccarmi dal calcio con la C maiuscola. Sono stato un anno fermo e ho ricominciato poi solo per divertirmi. L'anno scorso sono stato alla Cavese dove poi mi sono infortunato anche al crociato ed ora gioco con il Falaschelavinio. L'idea è quella di tornare nel Professionismo anche se ormai è abbastanza difficile: questo è un sogno che però mantengo sempre acceso”

Il Covid-19 ha bloccato forzatamente e giustamente a casa anche i calciatori. Vuoi lanciare un messaggio soprattutto ai più piccoli?
“So che è un periodo difficile. Se ci sono queste restrizioni però vanno rispettate: più restiamo a casa, più riusciremo in breve a tempo a tornare a correre sui campi da calcio con il pallone tra i piedi"

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