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Lazio-Pisa, l'analisi tattica. Applausi a Piscina, ma la decide Alboni

I toscani creano pericoli e giocano bene, ma il guizzo vincente arriva dalla panchina biancoceleste

19 Aprile 2021

Alboni, stagione incredibile per i suoi ©DelGobbo

Alboni, tecnico della Lazio ©DelGobbo

Domenica mattina la Lazio ha sconfitto di misura il Pisa conquistando la seconda vittoria dopo il successo sulla Fiorentina. Al Green Club abbiamo assistito ad una vera e propria partita a scacchi tra i due allenatori che però, differentemente da come si potrebbe pensare, hanno pensato soprattutto ai propri undici in campo, senza adattarsi alla formazione avversaria. Ne è uscita una sfida divertente e con molte occasioni da gol. Serafini apre le marcature ma Stigliano pareggia subito i conti. Poi, nella ripresa, di Napolitano la prodezza dai venticinque metri che vale il trionfo biancoceleste. Un plauso al tecnico Alessandro Piscina, i suoi ragazzi hanno dimostrato di essere una squadra pensante e, soprattutto, di un'incredibile organizzazione. A deciderla è stato però Marco Alboni, scaltro a cambiare assetto nel primo tempo e sistemare quei dettagli che nel primo tempo avevano favorito le avanzate dei pisani. 

LAZIO, NONOSTANTE LE DIFFICOLTà. ALBONI MATCH WINNER

Con capitan Quaresima in dubbio per una contrattura, la Lazio ha deciso di risparmiarlo in vista del derby in programma nel prossimo weekend. Così mister Alboni ha adattato Mancini sulla corsia di sinistra, ma non è riuscito a limitare le scorribande avversarie, andando spesso in appannamento anche a causa del suo piede debole, proprio il sinistro. Nella prima mezz'ora i biancocelesti hanno perso prima Rossi e poi Tallini per problemi muscolari (a forte rischio la loro presenza contro la Roma); spazio dunque al classe 2005 Giubrone, autore di una prestazione ben oltre la sufficienza. Nel primo tempo, dunque, la Lazio non riusciva a creare troppi pericoli all'organizzatissima difesa del Pisa. Al contrario, la formazione toscana usciva con troppa facilità dalle prime fasi di pressioni arrivando dalle parti di Matteoli e Stigliano senza troppe opposizioni. La grande intesa tra i due attaccanti, da cui tra l'altro nasce il gol del pareggio, ha spesso creato difficoltà alla retroguardia capitolina. Poco prima del duplice fischio una ripartenza ben architettata dal Pisa ha dato sfogo alla discesa di Fischer con il numero 10 che colpisce il palo a Magro battuto. Mister Alboni capisce che qualcosa non va e all'intervallo ridisegna l'assetto tattico dei suoi con il passaggio della difesa a tre. Mancini centrale, Del Mastro a destra e Ruggeri a sinistra hanno saputo infondere maggiore solidità e soprattutto una copertura decisamente più convinta alla porta di Magro. Napolitano, che nel primo tempo aveva agito da centrocampista, avanza il proprio raggio d'azione a supporto di Crespi. Sarà proprio il numero 10 a decidere la sfida con un destro dai venticinque metri che non lascia scampo all'estremo difensore avversario.

ORGANIZZAZIONE E CONSAPEVOLEZZA: CHE BEL PISA AL GREEN CLUB!

La differenza di struttura fisica tra la rosa della Lazio e quella del Pisa era evidente, eppure in campo non si è notato. Sin dal primo minuto i ragazzi di Alessandro Piscina hanno tenuto un ritmo molto alto mostrando una grandissima preparazione atletica, compensando con grinta e rapidità dove non arrivavano per i centimetri. E pensare che alcuni problemi causa Covid, proprio prima dell'inizio del campionato, avevano in parte scombinato i piani del tecnico che non ha avuto la possibilità di lavorare come avrebbe voluto. Il Pisa ha stupito comunque, dimostrandosi una piacevolissima squadra da osservare, con un 5-3-2 difensivo e al tempo stesso propositivo. La tanto chiacchierata costruzione dal basso applicata con cognizione di causa: girare il pallone, anche col portiere, nella maggior parte delle manovre, ma senza disdegnare un calcione al pallone quando la situazione si faceva più complicata del previsto. I due esterni, Biagini a destra e Ceccanti a sinistra, davano il giusto sfogo all'impostazione, palleggiando poi con i centrocampisti prima di cercare l'appoggio verso Matteoli e Stigliano. A centrocampo capitan Signorini, affiancato da Cecilia e Fischer (i due legni colpiti dal Pisa portano la loro firma) hanno permesso una manovra fluida grazie alle ottime qualità tecniche in dote. La loro è stata anche una grande prova di sacrificio, tanto che lo schermo davanti la difesa non è mai mancato. I cinque difensori ed i tre centrocampisti non hanno mai staccato la spina, "scivolando" sempre nel modo giusto al fine di non farsi trovare impreparati sulle offensive laziali, per poi accompagnare e supportare i due attaccanti centrali. Da sottolineare, inoltre, anche l'intesa tra le due punte, Matteoli e Stigliano, che nel primo tempo hanno creato più di qualche grattacapo alla formazione di Alboni; da una loro giocata in velocità nasce il gol del pareggio. Nella ripresa la condizione fisica dei pisani cala vistosamente ed il nuovo assetto di Alboni sposta gli equilibri in favore dei biancocelesti Organizzazione e movimenti armoniosi in fase difensiva, consapevolezza delle proprie qualità, conoscenza del gioco e degli spazi col pallone tra i piedi. Non sappiamo dove arriverà questo Pisa in campionato, in un girone tra l'altro di ferro per la realtà toscana, ma quanto fatto vedere al Green Club fa davvero ben sperare. 

Nel post gara Alessandro Piscina ha commentato la prestazione dei suoi: "Abbiamo disputato un primo tempo importante, con un po' più di fortuna saremmo potuti rientrare negli spogliatoi in vantaggio. Ho visto i ragazzi in crescita rispetto alla precedente sfida contro la Fiorentina. In questo mini campionato il nostro obiettivo è quello di capire quali potranno essere i giocatori di prospettiva. I risultati positivi aiutano a lavorare bene in settimana, ma a noi interessano i miglioramenti da far compiere ai ragazzi".

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